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21 Feb, 07

Nubi sui rapporti con gli Stati Uniti

Dick CheneyCome prima tappa del suo viaggio in Asia, Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti, è arrivato a Tokyo dove avrà un colloquio con Shinzo Abe, ma non con il nuovo Ministro della Difesa Fumio Kyuma che, dopo le polemiche di quest'ultimo sulla gestione americana della guerra in Iraq, è caduto in disgrazia agli occhi del potente alleato.

La decennale alleanza tra il Giappone e gli Stati Uniti, non è certo in pericolo, almeno per ora, ma non sta attraversando di certo un buon momento.
In questi ultimi mesi si sono moltiplicati i motivi di attrito tra i due paesi, cosa impensabile fino a pochissimi anni fa quando il Giappone seguiva supinamente qualsiasi decisione americana.
Se qualche critica si levava da Tokyo, proveniva da ambienti politici dell'opposizione di sinistra e non certo dal governo.
Ma da quando è salito al potere Shinzo Abe, le cose sembrano essere cambiare e spesso esponenti del governo non hanno mancato di criticare gli Americani su questo o su quell'argomento.

A Gennaio il Ministro della Difesa nipponico aveva apertamente criticato l'amministrazione Bush per la gestione della guerra in Iraq. Kyuma aveva addirittura definito sbagliato il conflitto, suscitando le ire di Washington che non si aspettava queste critiche dal suo alleato più fedele.
Già la decisione di ritirare le proprie truppe dallo scenario iracheno, nel Settembre dell'anno scorso. aveva infastidito non poco gli americani.
Anche la gestione della crisi nucleare della Corea del Nord ha creato attriti tra i due paesi; Tokyo è sempre stata per una politica dura contro Pyongyang mentre Washington era favorevole per un approccio più morbido al problema.
Inoltre nello scacchiere asiatico la politica americana, di questi ultimi mesi, sembra più rivolta verso la Cina che verso il Giappone come paese su cui fare affidamento per la stabilizzazione dell'area: come se gli Stati Uniti non ritenessero Tokyo più in grado di svolgere questo ruolo.

Non contribuisce certo alla distensione, la richiesta della Camera dei Rappresentanti americana di riaprire il caso dei crimini sessuali compiuti dai soldati nipponici nelle colonie in Asia; la decisione è stata criticata aspramente dal Ministro degli Esteri Taro Aso che l'ha definita "infondata"
Per finire, c'è stata l'accusa, rivolta agli americani, del governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara , di aver fatto entrare nel paese, celati nelle loro portaerei, uno o più ordigni nucleari, violando così la legge nipponica.

Il Partito Liberale è sempre stato fedele paladino degli Stati Uniti, ma ultimamente, con il governo Abe, sembra quindi cercare una maggiore indipendenza da Washington. D'altronde la politica del governo è quella di cercare una maggiore autonomia dagli Americani e di perseguire un aumento del prestigio del Paese all'estero.
Ma l'amicizia tra i due paesi non è certo in discussione e non conviene a nessuno dei due farlo. Il Giappone è un alleato strategicamente importantissimo, per gli Americani, in uno scacchiere difficile come quello dell'Asia sud-orientale e Tokyo, fino a quando non si doterà di un vero e proprio esercito e di un apparato bellico importante, non potrà certo fare a meno dell'amicizia e della protezione degli Stati Uniti.
Ma i Giapponesi, da quello che dicono i sondaggi, sembrano non gradire le continue critiche governative rivolte alla politica di Washington e questo, Abe, dovrà tenerlo presente.

Cristiano Suriani


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