Successo per la Iwo Jima di Eastwood
In questo periodo sta riscuotendo grande successo, sul mercato nazionale, un film, per molti aspetti atipico: Letters from Iwo Jima di Clint Eastwood. Un successo, a dire la verità, inatteso in quanto tratta di un periodo della storia che molti Giapponesi preferirebbero non ricordare.
Il film ha commosso e affascinato il pubblico ed anche la critica nipponica ha esaltato il film che racconta in modo non retorico e banale una delle battaglie più famose della guerra del Pacifico.
Letters from Iwo Jima fa parte di un progetto, di due film, del regista americano. Nel primo film, "Flags of our Fathers", la battaglia veniva raccontata dalla parte degli americani mentre in questo secondo film lo stesso scontro viene vissuto secondo gli occhi giapponesi.
Il titolo del film si riferisce alle centinaia di lettere ritrovate dopo la battaglia e che i soldati nipponici non sono mai riusciti a spedire ai loro famigliari.
Il film, lontano da ogni retorica patriottica, racconta con umanità e rispetto le drammatiche vicende della guarnigione giapponese comandata dal Generale Tadamichi Kuribayashi, interpretato da Ken Watanabe.
Proprio questo equilibrio e questo rispetto per lo sconfitto (gran parte del film è in giapponese) ha fatto rammaricare molti giapponesi per non aver fatto loro il film, ma forse, se l'avessero fatto, per quanto bello fosse stato, la critica internazionale l'avrebbe bollato come un tentativo di revisionismo storico.
Letters from Iwo Jima è candidato all'Oscar come miglior film.
La battaglia di Iwo Jima, combattuta tra il 19 Febbraio e il 26 Marzo 1945, fu uno degli scontri più drammatici di tutta la guerra del Pacifico.
Della guarnigione di 22.000 giapponesi ne sopravvissero circa 1000 mentre gli americani persero circa 6.825 soldati e 19.000 furono i feriti.
Dopo questa durissima battaglia, immaginando la carneficina di una ipotetica invasione del Giappone, le autorità americane cominciarono a pensare all'uso di una arma definitiva: la bomba atomica.
Cristiano Suriani
