Tassa sui sacchetti di plastica
Nella lotta intrapresa dal governo per ridurre l'inquinamento ambientale, ad Aprile entrerà in vigore una legge che obbligherà i supermercati e le maggiori catene di negozi a ridurre la produzione di rifiuti.
Tra i rifiuti più pericolosi per l'ambiente, in quanto non biodegradabili, ci sono i sacchetti di plastica che i supermercati offrono gratuitamente ai loro clienti.
I supermercati della catena "Summit" sono partiti in anticipo ed hanno iniziato, per un periodo di test, a fare pagare 5 yen le buste di plastica, con la speranza che i clienti vi rinuncino e decidano di portarsi da casa la borsa per la spesa. Con questa mini tassa si cerca quindi di indurre la gente e riusare più volta il proprio sacchetto di plastico.
Questo periodo di prova durerà fino alla fine di Marzo e presto altri supermercati cominceranno a far pagare le buste di plastica. Obbiettivo dell'esperimento è quello di risparmiare almeno 100.000 sacchetti.
Se le vendite non dovessero calare, i supermercati "Summit" continueranno a farsi pagare 5 yen per ogni busta di plastica anche dopo la fine del test, indipendentemente dal suo esito.
E' chiaro il tentativo di coinvolgere anche la gente nella lotta per l'ambiente.
La tassa estremamente esigua, 5 yen (3 centesimi di euro), potrebbe non essere sufficiente per cercare di cambiare le abitudini dei clienti.
L'anno scorso 2000 famiglie sono state coinvolte in uno studio e sono state invitate, durante il periodo di test, a portarsi da casa la borsa per la spesa. I risultati sono stati desolanti: il 92% dei partecipanti ha detto di aver fallito nei loro sforzi e il 39% ha detto di essersi spesso dimenticata di portarsi la busta da casa.
Forse l'esperimento dei supermercati "Summit" non avrà successo. ma è comunque un lodevole tentativo per sensibilizzare la gente su certe tematiche molto importanti come la protezione dell'ambiente.
Cristiano Suriani
