Rifugi ultra economici per i poveri
Gli ultimi dati sull'andamento dell'occupazione in Giappone, mostrano una costante diminuzione dei disoccupati, scesi al 4%, il livello più basso degli ultimi nove anni. Nonostante l'economia stia dando segni di ripresa, dopo le difficoltà degli anni passati, sono sempre di più i senzatetto e i poveri con i quali la società nipponica deve fare i conti.
Su una popolazione di circa 128 milioni di persone, i senzatetto, secondo cifre governative, sono appena 25.000, ma per le associazioni di volontariato le persone che ogni giorno devono industriarsi per cercare un rifugio dove passare la notte, sono molte di più.
I senzatetto, specialmente i più giovani, hanno un rifugio piuttosto insolito dove passare la notte, oltre a quelli conosciuti: gli internet cafè.
In tutto il Giappone, sono circa 1400 i locali di questo tipo che offrono un riparo per la notte ad un prezzo poco più che simbolico; i prezzi variano da meno di 1000 yen (circa 6 euro) ai 1500 yen degli internet cafè situati nei quartieri più alla moda di Tokyo. Sono comunque prezzi molto più bassi rispetto ai più convenienti alberghi sul mercato.
Appena registrati i clienti possono farsi una bella doccia, sistemarsi in una delle mini-camere a disposizione, vedersi un film e riposarsi. Chi vuole poi può usare le postazioni internet per cercarsi un lavoro temporaneo o per gestire il proprio blog in cui raccontare le proprie avventure di senzatetto alla continua ricerca di un lavoro temporaneo o di un ricovero dove passare la notte. La passione dei giapponesi per i diari online è impressionante; non c'è persona, almeno tra i giovani,.che non li legga o che non abbia il proprio blog.
Probabilmente molti di questi internet cafè non offrono camere che soddisfano i criteri di pulizia e di sicurezza, rischiando quindi la chiusura forzata, ma i proprietari sembrano non dare molto peso alla cosa ed inoltre i clienti si guardano bene dal denunciare alle autorità quei ricoveri che non rispettano le norme; dormire in un internet cafè, non sarà certo il massimo, ma è certo meglio che dormire in strada.
Cristiano Suriani
