Grandi speranze per i malati di Alzhaimer
Dai ricercatori dell'università di Nagoya e dall'Istituto Nazionale di Geriatria di Obu, arriva una grande notizia che, se confermata dai test sulle persone, potrebbe rappresentare un passo, forse decisivo, verso la sconfitta del morbo di Parkinson, una delle più diffuse cause di mortalità tra gli anziani.
Un test eseguito su un gruppo di topi di laboratorio, ha dato un esito molto positivo; a 14 topi, che presentavano i sintomi della malattia (perdita di memoria, difficoltà di apprendimento), è stato somministrato il vaccino e quattro mesi dopo si è riscontrato nei roditori la scomparsa quasi totale dei sintomi tipici della morbo: in pratica avevano recuperato appieno le loro facoltà intellettive.
Ora con grande attesa, si aspetta l'inizio dei test su esseri umani che dovrebbe iniziare a breve, secondo i ricercatori nipponici.
Ma come funziona questo vaccino ?
La causa della terribile e mortale malattia è la proteina, chiamata Amiloide, il cui accumulo nel cervello provoca la sua progressiva degenerazione.
La chiave per combattere la malattia, è eliminare questa proteina introducendo degli anticorpi che spesso però portano a gravi effetti collaterali: encefalite e altri danni seri al cervello. Oltretutto le medicine disponibili oggi sul mercato sono anche costose.
La novità di questo vaccino è che risulta economico e più sicuro in quanto fino ad ora non sono stati riscontrati effetti collaterali sui topi a cui è stato somministrato il vaccino.
Per via orale viene somministrato un virus non patogeno il cui guscio contiene i geni per la creazione dell'Amiloide. L'intestino reagisce a questo falso virus e produce i linfociti, cioè gli anticorpi, che vanno poi all'assalto dell'Amiloide presente nel cervello. La rimozione di questa proteina restituisce poi al cervello la completa funzionalità. A differenza dei vaccini usati fino ad ora, qui gli anticorpi vengono prodotti dall'interno e non introdotti dall'esterno: è chiaro quindi la maggiore sicurezza del nuovo vaccino.
Detta così sembra una cosa semplice e quasi banale, ma i ricercatori hanno lavorato per anni prima di arrivare a questo risultato.
I risultati verranno presentati al convegno dell'Associazione Giapponese di Medicina che inizierà il 6 Aprile ad Osaka.
Cristiano Suriani

Commenti (3)
è possibile avere info precise e riferimenti?
c'è qualcuno in Italia che ne sappia qualcosa onestamente?
Grazie - Gabriella.
Pubblicato da Gabriella | 04.10.07 11:09
Pubblucato il 04.10.07 11:09
è possibile avere info precise e riferimenti?
Grazie - Gianluca
Pubblicato da Gianluca | 05.11.07 06:09
Pubblucato il 05.11.07 06:09
Possibile che hanno presentato la ricerca in aprile e non si riesce a reperire nessuna altra notizia in merito. Sono mesi che cerco
qualcosa ma niente.
Pubblicato da arturo | 16.11.07 01:40
Pubblucato il 16.11.07 01:40