La Cina diventa il primo partner commerciale
Per la prima volta della fine della seconda guerra mondiale, la Cina è diventata il primo partner commerciale del Giappone, superando, nel valore degli scambi, gli Stati Uniti, seppur di stretta misura. Durante l'anno fiscale 2006-2007, il totale del commercio con la Cina è stato di 25.430 miliardi di yen (152,58 miliardi di euro) mentre quallo con gli Stati Uniti è ammontato a 25.160 miliardi di yen (150,96 miliardi di euro).
L'export giapponese è ancora diretto principalmente verso gli Stati Uniti, ma quello verso la Cina è in continuo aumento. Molto sostenute sono anche le importazioni dal paese comunista.
Il Giappone era anche il maggior partner della Cina, per undici anni consecutivi, fino al 2003 quando una crisi nei rapporti tra i due paesi, dovuta alla nota vicenda del sacrario di Yasukuni, ha avuto effetti negativi anche sulle relazioni commerciali.
In questi ultimi tempi i rapporti tra i due giganti asiatici sono nettamente migliorati e i risultati si sono visti: accordi commerciali, contatti tra aziende delle opposte sponde, investimenti reciproci.
Le aziende nipponiche di certo guardano con grande attenzione gli sforzi del governo Abe per normalizzare i rapporti con Pechino. Alle loro porte c'è un immenso mercato ancora solo parzialmente sfruttato
I rapporti tra Giappone e Cina dalla fine della guerra sono stati sempre piuttosto difficile, e non solo per l'accusa di Pechino, rivolta a Tokyo, di non volere riconoscere fino in fondo le sue responsabilità durante l'epoca del colonialismo e del conflitto mondiale. In epoca di guerra fredda e di confronto dei due blocchi, gli Stati Uniti non vedevano di buon occhio i tentativi nipponici di migliorare i rapporti politici e commerciali con la Cina che, essendo un paese comunista, rappresentava il nemico.
Cristiano Suriani
