Nuove leggi per proteggere gli interessi economici
Con una votazione bipartisan, la Dieta ha approvato due leggi per regolamentare e proteggere gli interessi del Giappone nel sua "zona economica esclusiva" (EEZ).
Verrà creata una struttura governativa che avrà il compito di coordinare e di sviluppare una politica marittima all'interno di questa zona esclusiva. Fino ad ora erano ben otto le entità che si occupavano di vari aspetti della EEZ, con evidenti problemi di coordinamento.
La EEZ (Exclusive Economic Zone), la zona economica esclusiva, è un tratto di mare, che si estende fino a 200 miglia nautiche (370 chilometri) dalla costa, in cui ogni paese ha speciali diritti sulla sua esplorazione e sullo sfruttamento delle risorse ivi contenute. Non bisogna confondere il concetto di EEZ con quello di "acque territoriali" la cui estensione è molto più ridotta.
Il Giappone ha quindi intenzione di rafforzare il controllo e la gestione della sua "zona economica esclusiva".
Da anni c'è una disputa con la Cina per quanto riguarda lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale nel mar della Cina. C'è il timore da parte di Tokyo che Pechino voglia approfittare della mancanza di controllo del Giappone sulla sua EEZ per sfruttare i suoi giacimenti.
La Cina e la Corea del Sud da tempo hanno attuato un forte controllo sulla loro zona di esclusività e ora anche il Giappone si è allineato in questa materia.
L'introduzione di queste nuove leggi porterà vantaggi, non solo per lo sfruttamento dei giacimenti di gas, ma anche per quanto riguarda la pesca e i trasporti marittimi.
Cristiano Suriani
