Preoccupante mancanza di ostetriche
Uno dei più pressanti problemi della società giapponese, è il costante calo delle nascite. Sono di conseguenza in declino anche i mestieri legati alla nascita del bambino e all'assistenza delle donne in stato di gravidanza. Le ostetriche sono sempre di meno, gli ospedali chiudono i reparti maternità e per una donna in dolce attesa, soprattutto nelle zone rurali, partorire può essere un problema.
Le ostetriche, rispetto al 2000 sono diminuite di più del 5% e la metà di esse ha più di 50 anni.
E' un mestiere svolto quasi prevalentemente da donne e le più giovani molto spesso quando loro stesse hanno un bambino, abbandonano l'ostetricia per dedicarsi alla famiglia.
Le poche che rimangono sono oberate dal lavoro e lamentano uno stipendio non adeguato. Oltretutto sono sempre meno gli studenti che intraprendono gli studi per lavorare come ostetriche: spaventati dalla mole di lavoro, da uno stipendio basso e da una legge che punisce severamente chi sbaglia, molti si indirizzano verso altre specializzazioni mediche.
Questa scarsità di ostetriche, unita al calo delle nascite, costringe molti ospedali a chiudere i loro reparti maternità e ad espandere le attività per la cura degli anziani, seguendo il trend in atto nella società nipponica che in questi anni vede sempre meno bambini e sempre più anziani.
Quindi vuoi per la mancanza di ostetriche o vuoi per la mancanza di un posto dove poter partorire, per le donne giapponesi trovare un'assistenza adeguata per portare a compimento la propria gravidanza, può non essere facile.
Le cronache nipponiche riportano l'emblematica storia di un paese, Tono di 32.000 abitanti, in cui da cinque anni non esiste una ostetrica. La piccola città è isolata fra le montagne e raggiungere l'ospedale più vicino che abbia un reparto maternità, comporta un lungo ed impervio viaggio. La municipalità aveva addirittura promesso un cavallo in regalo a quella ostetrica che fosse disposta a trasferirsi e ad operare in città.
Ha trovato una parziale soluzione nella tecnologia: le donne in gravidanza verranno visitate a distanza ed un ginecologo riceverà sul suo cellulare tutte i dati utili per poter fare una diagnosi e avvertire la futura mamma della prossimità della nascita. A quel punto alla donna non resterà altro da fare che intraprendere un viaggio, spesso faticoso e tortuoso, specie d'inverno, verso l'ospedale di Kamishi.
Forse anche queste, scarsità di ostetriche e di posti letto, possono essere considerate fra le cause della scarsità di nascite che attanaglia il Giappone. Forse basterebbe rendere un po' più appetibile questo mestiere per attirare nuove leve.
Cristiano Suriani
