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14 Mag, 07

Carburante biologico dal riso ?

riso giapponeseA Shinanomachi, 125 chilometri da Tokyo, si sta svolgendo un interessante progetto per produrre etanolo, da utilizzare come carburante, mediante la fermentazione del riso. Al progetto sono stati coinvolti gli agricoltori locali che, a questo scopo, doneranno gli scarti delle loro produzioni di riso.
E' un progetto pilota che mira a produrre un carburante completamente nipponico, non inquinante ed economico.

La ricerca di carburanti ecologici, in questi ultimi anni, a livello mondiale, si è fatta frenetica e anche in Giappone i progetti, gli studi e gli esperimenti non mancano di certo.
Le motivazioni sono molteplici: da una parte c'è la volontà di voler diminuire la dipendenza del Paese dalle importazioni di petrolio e dall'altra c'è l'obiettivo di raggiungere i parametri imposti dal Protocollo di Kyoto mediante la riduzione di emissioni di gas inquinanti.
Il Giappone è il secondo consumatore mondiale di carburante e la sua economia dipende in maniera importante dalle oscillazioni del mercato del greggio: basta un attentato terroristico, una dichiarazione avventata di un leader mediorientale e, con l'aggiunta dei soliti giochi speculativi, il prezzo del del petrolio si impenna con ripercussioni su quelle economie che dipendono pesantemente da essa, come quella nipponica, appunto.
Il Giappone si sta sforzando di ridurre questa dipendenza dall'"oro nero" anche mediante le ricerche e l'utilizzo dei bio-carburanti.

L'etanolo viene prodotto mediante la fermentazione di cereali quali la canna da zucchero, la barbabietola e il mais, e anche in questo caso il Giappone dipende dalle forniture dall'estero. Il riso, invece, abbonda e sarebbe molto vantaggioso economicamente per il paese riuscire a produrre un carburante ecologico dalla fermentazione di questa graminacea di cui è uno dei primi produttori al mondo.
Inoltre non bisogna dimenticare la lotta contro le emissione di CO2 e tutti sappiamo quanto sia inquinante la benzina.
Il riso poi, al contrario del petrolio, non rischia esaurirsi (per mezzo litro di etanolo occorrerebbe solo un chilo di riso), ed inoltre per la fermentazione verrebbero usati gli scarti della produzione rendendo quindi l'operazione particolarmente conveniente per i produttori.
Quindi da più parti di segue con molta attenzione questo progetto di Shinanomachi che, se fosse coronato da successo, permetterebbe agli automobilisti nipponici, fra qualche anno, di alimentare la propria auto con carburante completamente "made in Japan".

Cristiano Suriani

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