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6 Mag, 07

Riparte l'industria sciistica

Sci a NisekoNonostante il Giappone sia un paese il cui territorio è per una buona percentuale montagnoso e nonostante d'inverno la neve non manchi di certo, l'industria del turismo sciistico, a partire dagli inizi degli anni '90, ha subito un tracollo vistoso.
Ad esempio la stazione invernale di Hakuba, una delle più frequentate nel Paese, ha visto scendere i clienti del 60%, rispetto al boom del 1991.

Ben due Olimpiadi Imvernali, a Sapporo nel 1972 e Nagano nel 1998, non sono riuscite a fare delle montagne giapponesi un bel posto dove andare a sciare.
Due forse sono le motivazioni per questo scarso successo presso gli sciatori stranieri: la difficoltà di raggiungere il Giappone e la lingua. A parte i Coreani e i Cinesi, che devono fare poca fatica per raggiungere il paese del Sol Levante, gli altri, gli Americani, gli Australiani e gli Europei, devono affrontare lunghi e spesso costosi viaggi prima di poter godere della neve giapponese.

E' un settore, quello sciistico, con grandi potenzialità che pero sono state sfruttate solo in minima parte. Se ne sono accorti gli operatori turistici che hanno avviato una campagna per attirare un sempre maggior numero di turisti stranieri, e i primi successi si vedono già.
La strategia comprende dei tour promozionali intorno al mondo, ma è soprattutto sul problema della lingua che si sta lavorando. I siti delle stazioni invernali adesso hanno la loro versione inglese ed inoltre si sta reclutando personale che sappia parlare la lingua di Shakespeare in modo da far sentire a proprio agio i turisti.

I risultati, come dicevamo, sembrano positivi. Attirati anche dai prezzi convenienti molti turisti, soprattutto Australiani ed Americani, stanno prendendo d'assalto le più rinomate stazioni sciistiche giapponesi. La zona di Niseko, nell'isola settentrionale di Hokkaido, per esempio, ha subito una vera e propria invasione di Australiani attirati dalla convenienza dei prezzi, dalla tranquillità del luogo e dalla qualità della neve che qui sembra particolarmente elevata.
A decretare il successo di queste località nipponiche, c'è anche il timore di attentati terroristici nelle più famose stazioni invernali americane ed europee: il turista, per non correre rischi, ha deciso di puntare su località magari meno alla moda, ma più sicure.

Cristiano Suriani

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