Più di 30.000 suicidi nel 2006
Le autorità di polizia hanno reso noto i dati statistici relativi ai suicidi avvenuti durante il 2006. Nonostante un piccolo decremento (- 1.2 %) rispetto al 2005, il numero delle persone che si sono tolte la vita è ancora molto elevato: 32.155. Per il nono anno consecutivo si è quindi superato la soglia dei 30.000. La diminuzione di 397 suicidi rispetto all'anno precedente non può certo essere accolto con soddisfazione; il problema è ancora molto grave e lo si nota anche dai dati di dettaglio forniti dalle autorità di polizia.
Se le migliorate condizioni economiche del Paese hanno portato ad una certa diminuzione dei suicidi dovuti a problemi finanziari (-10.1 %), si è registrato un preoccupante aumento del fenomeno fra i giovani e i giovanissimi. Addirittura 14, il doppio dell'anno scorso, sono stati i bambini delle elementari che si sono tolti la vita mentre sono stati 81 (+ 22.7%) i suicidi tra i ragazzi della scuola media inferiore. Il preoccupante fenomeno del bullismo fra gli studenti è probabilmente la causa della maggior parte dei suicidi, almeno stando ai messaggi scritti dai ragazzi prima di togliersi la vita. La polizia ritiene comunque che siano addirittura 242 i giovani che si sono tolti la vita per problemi a scuola, tenendo conto anche di quelli che non hanno scritto nessun biglietto d'addio. In totale gli under 19 sono stati 623 (+ 2.5 %).
Altra fascia d'età particolarmente colpita è quella degli ultra-sessantenni (+2.1 %), ma qui le ragioni sono sa ricercare nei problemi di salute e finanziari. I cinquantenni che si sono tolti la vita sono stati 7.246 mentre 5.008 sono stati i quarantenni che si sono tolti la vita.
Tra i suicidi, ben 15.412 erano disoccupati.
Il 32.5 % dei suicidi, prima di compiere l'insano gesto, ha lasciato una nota scritta comunicandoci in questo modo la motivazione della loro scelta. Fra le motivazioni più comuni ci sono i problemi di salute, di finanza, di famiglia, dovuti agli scarsi risultati scolastici e ad episodi di bullismo. Sarà proprio su questi punti che il governo dovrà puntare per cercare di contrastare questo grave sintomo del malessere che serpeggia nella società nipponica.
Ma sicuramente il dato che preoccupa di più è l'aumento di giovani e bambini che hanno deciso di togliersi la vita e che hanno maturato la loro decisione in ambiente scolastico.
Alle autorità competenti adesso il compito di esaminare questi dati e prendere i necessari provvedimenti.
Cristiano Suriani

Commenti (2)
Be, il problema c'è e mi sembra evidente, ma la questione è un altra..
Fino a quando il Giappone rimarrà così barricato nelle sue idee per alcuni versi obsoleti ed estremamente rigide?
Fino a quando saranno più importanti i risultati ottenuti, a discapito della salute sia fisica che psicologica delle persone?
Pubblicato da Giusy | 30.06.07 01:14
Pubblucato il 30.06.07 01:14
Si, hai ragione. I problema non si può risolvere con leggi, studi o provvedimenti che al limiti posso aiutare a limitare e a capire il fenomeno. Il problema è nella famiglia, nella scuola, nel mondo di lavoro. Il problema è complesso e comprende anche la società, il loro modo di pensare, la loro religione.
Una società millenaria e particolare come quella nipponica, con tutti i suoi pregi e difetti, non la si può cambiare da un giorno all'altro.
Pubblicato da Cristiano | 30.06.07 06:54
Pubblucato il 30.06.07 06:54