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5 Set, 07

Il misterioso caso del pittore Sadamichi Hirasawa

Sadamichi HirasawaDal 3 all'8 Ottobre, nella cittadina di Otaru (Hokkaido), sua città natale, si svolgerà una mostra dedicata al pittore Sadamichi Hirasawa per commemorare il ventennale della sua morte avvenuta nel 1987, per polmonite, all'età di 95 anni. Hirasawa divenne famoso per essere stato protagonista di un, per certi versi misterioso, caso giudiziario che partì da una tragica rapina in banca nel lontano 1948.

Sadamichi Hirasawa fu un valente pittore che ebbe l'onore di avere una esibizione all'Accademia Imperiale (divenuta poi Accademia di Arte giapponese). Era conosciuto come "Il pittore di Orizzonti" per i soggetti dei suoi quadri rappresentanti spesso paesaggi desolati.
All'età di 56 subì la terribile accusa di aver ucciso dodici persone, tra cui un bambino, durante una rapina in banca.
Alla Teigin Bank, in un sobborgo di Tokyio, il 26 Gennaio 1948 si presentò un certo "Dott. Yamaguchi" che disse di essere stato incaricato, dalle truppe di occupazione americane, di somministrare ai dipendenti della banca una pillola per proteggerli dalla dissenteria. Era cianuro e delle sedici persone che assunsero il veleno, solo quattro si salvarono. Il fantomatico "Dott. Yamaguchi" scappò poi con la cassa contenente 160.000 yen.
La polizia, dopo essere risalito al vero Yamaguchi, arrivò a Hirasawa che venne arrestato anche per essere stato riconosciuto dai uno dei quattro dipendenti sopravvissuti. Hirasawa confessò e la difesa cercò di avvalorare la tesi dell'insanità mentale. Ciò nonostante il pittore venne condannato a morte nel 1955, condanna che non venne mai eseguita.
L'artista ritrattò la sua confessione, i testimoni oculari ammisero di aver confessato sotto tortura, ma non fu possibile riaprire il caso. Egli rimase per ben 32 anni nel "braccio della morte" e morì poco prima di ricevere la grazia dall'Imperatore. Morì a 95 anni continuando a dichiararsi innocente.
Nel 1985 un libro di un giornalista americano mise in dubbio che le pillole fossero composte da cianuro; secondo la sua tesi si trattava di un composto chimico fabbricato dalla famigerata Unità 731 . Le forze di occupazione sapevano che la polizia stava indagando in questa direzione e quindi usarono Hirasawa come capro espiatorio per distogliere l'attenzione dall'Unità 731 le cui attività in quel periodo erano ancora sconosciute all'opinione pubblica.

Il figlio adottivo del pittore, Takehiko, si sta battendo da anni per il riconoscimento dell'innocenza del padre. Tentativo di riabilitazione che comprende anche una serie di mostre, in tutto il Giappone per onorare il ricordo di un uomo e di un artista.
Anche in prigione Hirasawa continuò a lavorare, ma di moltissime sue opere si sono perse le tracce. Takehiko sta ora cercando di recuperare il più possibile girando per gli antiquari, per i commercianti d'arte nella speranza di trovare qualcuno di questi dipinti. Purtroppo molti proprietari, una volta saputa della condanna di Hirasawa, hanno preferito distruggere i suoi quadri. Ogni tanto vengono scoperti nuovi suoi quadri e sessanta di queste opere saranno esposte nella prossima mostra ad Otaru, sua città natale.




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