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29 Set, 07

Per Dicembre in arrivo una Tokyo virtuale

Meet meSi chiama "Meet me" e, secondo le speranze degli ideatori, dovrebbe essere la risposta nipponica a "Second Life". Una Tokyo virtuale verrà aperta al pubblico in Dicembre e ci si aspetta un grande successo da parte dei giapponesi per i quali questo progetto è stato espressamente disegnato. Pur essendo un prodotto pensato per i giapponesi, i giocatori stranieri saranno comunque ben accetti.

Tutti ormai conosco questo fenomeno mondiale che si chiama "Second Life", ideato e gestito dalla società americana Linden. Un mondo virtuale popolato di avatar, che impersonano gli utenti, in cui è possibile fare una miriade di attività: creare oggetti e venderli, acquistare terreni, costruire case, incontrare altre persone, fare sesso, esplorare, fare shopping e molto altro ancora. Un mondo, secondo i creatori di "Meet me", troppo occidentale e dove possono coesistere tranquillamente il bene e il male, un mondo con poche regole dove non mancano, per esempio, episodi di pedofilia e episodi criminosi di varia natura.
"Meet-me", invece, sarà libero da ogni tipo di pornografia e sarà un luogo dove anche i minorenni potranno divertirsi senza pericolo.
Promette anche di essere più realistico di "Second Life": gli avatar potranno muoversi a piedi, in macchina o in treno, ma non sarà possibile, come lo è nel prodotto americano, né volare e né saltare da un punto all'altro del mondo virtuale (teletrasporto). Anche nella versione giapponese gli utenti potranno modellare il proprio avatar a proprio piacimento (sesso, fisionomia e vestiti) e comunque i personaggi virtuali saranno meno spigolosi di quelli di "Second Life" e più simili a quelli che siamo soliti vedere nei manga e negli anime. Gli utenti potranno acquistare terreni, edificare, gestire negozi, fare acquisti e le similitudini con il progetto della Linden sicuramente non mancano. Ma principalmente "Meet-me" sarà un mondo virtuale costruito per i giapponesi , dove regole ferree impediranno lo sviluppo di attività illegali od immorali. Insomma un mondo più vicino alla cultura e allo stile di vita giapponese che occidentale.
Adesso i progettisti stanno cercando di convincere molte ditte e centri commerciali ad apire un negozio nella Tokyo virtuale.

La diffusione di "Second life" in Giappone è comunque abbastanza buona: tra gli oltre 9 milioni di utenti, il Giappone è la terza nazione dopo gli Stati Uniti ed il Brasile. La Linden, per attrarre giapponesi ha anche introdotto il giapponese tra le lingue disponibili e l'operazione sembra aver avuto successo.

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