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   <title>Tutto Giappone</title>
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   <updated>2007-09-30T06:04:07Z</updated>
   <subtitle>curiosità e notizie dal Giappone, blog sul giappone</subtitle>
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   <title>Per Dicembre in arrivo una Tokyo virtuale</title>
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   <published>2007-09-29T13:35:42Z</published>
   <updated>2007-09-30T06:04:07Z</updated>
   
   <summary>Si chiama &quot;Meet me&quot; e, secondo le speranze degli ideatori, dovrebbe essere la risposta nipponica a &quot;Second Life&quot;. Una Tokyo virtuale verrà aperta al pubblico in Dicembre e ci si aspetta un grande successo da parte dei giapponesi per i...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Meet me" title="Meet me" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/meet-me.jpg" width="127" height="71" />Si chiama "<strong>Meet me</strong>" e, secondo le speranze degli ideatori, dovrebbe essere la risposta nipponica a "Second Life". Una Tokyo virtuale verrà aperta al pubblico in Dicembre e ci si aspetta un grande successo da parte dei giapponesi per i quali questo progetto è stato espressamente disegnato. Pur essendo un prodotto pensato per i giapponesi, i giocatori stranieri saranno comunque ben accetti.    
]]>
      Tutti ormai conosco questo fenomeno mondiale che si chiama &quot;Second Life&quot;, ideato e gestito dalla società americana Linden. Un mondo virtuale popolato di avatar, che impersonano gli utenti, in cui è possibile fare una miriade di attività: creare oggetti e venderli, acquistare terreni, costruire case, incontrare altre persone, fare sesso, esplorare, fare shopping e molto altro ancora. Un mondo, secondo i creatori di &quot;Meet me&quot;, troppo occidentale e dove possono coesistere tranquillamente il bene e il male, un mondo con poche regole  dove non mancano, per esempio, episodi di pedofilia e episodi criminosi di varia natura. 
&quot;Meet-me&quot;, invece, sarà libero da ogni tipo di pornografia e sarà un luogo dove anche i minorenni potranno divertirsi senza pericolo. 
Promette anche di essere più realistico di &quot;Second Life&quot;: gli avatar potranno muoversi a piedi, in macchina o in treno, ma non sarà possibile, come lo è nel prodotto americano, né volare e né saltare da un punto all&apos;altro del mondo virtuale (teletrasporto). Anche nella versione giapponese gli utenti potranno modellare il proprio avatar a proprio piacimento (sesso, fisionomia e vestiti)    e comunque i personaggi virtuali saranno meno spigolosi di quelli di &quot;Second Life&quot; e più simili  a quelli che siamo soliti vedere nei manga e negli anime. Gli utenti potranno acquistare terreni, edificare, gestire negozi, fare acquisti e le similitudini con il progetto della Linden sicuramente non mancano. Ma principalmente &quot;Meet-me&quot; sarà un mondo virtuale costruito per i giapponesi , dove regole ferree impediranno lo sviluppo di attività illegali od immorali. Insomma un mondo più vicino alla cultura e allo stile di vita giapponese che occidentale. 
Adesso i progettisti stanno cercando di convincere molte ditte e centri commerciali ad apire un negozio nella Tokyo virtuale. 
 
La diffusione di &quot;Second life&quot; in Giappone è comunque abbastanza buona: tra gli oltre 9 milioni di utenti, il Giappone è la terza nazione dopo gli Stati Uniti ed il Brasile. La Linden, per attrarre giapponesi ha anche introdotto il giapponese tra le lingue disponibili e l&apos;operazione sembra aver avuto successo.   
         
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   <title>A Milano la fotografia di Nobuyoshi Araki</title>
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   <published>2007-09-25T11:52:36Z</published>
   <updated>2007-09-25T13:33:08Z</updated>
   
   <summary>Si svolgerà a Milano, fino al 16 Novembre, presso lo Studio Guenzani, una mostra personale dell&apos;artista Nobuyoshi Araki , uno dei massimi, e più prolifici, esponenti della fotografia internazionale. E&apos; conosciuto per i suoi numerosi reportage sull&apos;industria del sesso in...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Nobuyoshi Araki" title="Noboyushi Araki" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Nobuyoshi-Araki.jpg" width="98" height="98" />Si svolgerà a Milano, fino al 16 Novembre, presso lo Studio Guenzani, una mostra personale dell'artista <strong>Nobuyoshi Araki </strong>, uno dei massimi, e più prolifici, esponenti della fotografia internazionale. E' conosciuto per i suoi numerosi reportage sull'industria del sesso in Giappone. Più volte è stato accusato di oscenità, ma non è mai stato arrestato.  
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      <![CDATA[Comunicato stampa: 
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Lo <a href="http://www.studioguenzani.it/" target="_blank">Studio Guenzani</a> apre la stagione espositiva 2007-2008 con una mostra personale di Nobuyoshi Araki nella sede di via Eustachi 10.

Araki presenta un nuovo gruppo di opere eseguite in occasione della mostra allo Studio Guenzani.
Si tratta di fotografie su cui l’artista è intervenuto con la pittura. I dittici fotografici raffigurano soggetti classici dell’opera di Araki: nudi, ritratti femminili,fiori, paesaggi, in particolare immagini del cielo sopra Tokyo.
Il colore acrilico, pennellato a tratti energici, pastosi, crea nuovi volumi e linee sulla fotografia. I colori sono intensi e la grafia del segno si staglia sulla superficie enfatizzando le immagini. In altri casi il colore fa da contrappunto leggero, astratto, lasciando ancor più risaltare il bianco e nero della fotografia.
Le opere di Araki comunicano potentemente tutto l’universo di immagini che l’artista instancabilmente crea giorno dopo giorno, spinto da un’intensa curiosità verso ogni aspetto della vita: gioia, monotonia, sensualità, dolore, tristezza, felicità.
Le fotografie costituiscono per Araki una specie di diario per immagini in cui si realizza una perfetta osmosi tra esistenza pubblica e privata, accostate una all’altra o riunite in coppie come nel caso di questa mostra, esse acquistano una valenza narrativa: come fossero fermi immagine di un film in cui finzione e realtà si mescolano.

Nobuyoshi Araki è uno degli artisti più noti in Giappone e tra i più conosciuti a livello internazionale.
Ha esposto in gallerie d'arte e di fotografia, centri culturali; i maggiori musei d’arte contemporanea gli hanno dedicato mostre personali come il Museum of Contemporary Art di Tokyo e il Kyoto Museum of Contemporary Art, Kyoto.
In Europa ha esposto, tra l’altro, al Centre National de la Photographie, Parigi; allo Stedelijk Museun voor Aktuele Kunst, Gent; alla Wiener Secession, Vienna, al Barbican Centre di Londra e in Italia al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e alla Galleria d’Arte Moderna di Modena.

Nobuyoshi Araki è nato a Tokyo nel 1940. Vive e lavora a Tokyo. 
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Orario :  dal martedi al sabato 15 - 19:30 (al mattino su appuntamento)
Ingresso libero 
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   <title>Nuovi dati confermano l&apos;invecchiamento della popolazione</title>
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   <published>2007-09-17T12:31:44Z</published>
   <updated>2007-09-17T13:28:08Z</updated>
   
   <summary>In occasione della Giornata per il Rispetto per gli Anziani, il governo ha pubblicato uno studio sulla composizione anagrafica della popolazione. Dai dati contenuti nello studio, si ha un&apos;ulteriore conferma dell&apos;invecchiamento della popolazione. Dato, questo, che comincia a preoccupare sia...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Anziani" title="anziani" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Anziani.jpg" width="105" height="79" />In occasione della <strong>Giornata per il Rispetto per gli Anziani</strong>, il governo ha pubblicato uno studio sulla composizione anagrafica della popolazione. Dai dati contenuti nello studio, si ha un'ulteriore conferma dell'invecchiamento della popolazione. Dato, questo, che comincia a preoccupare sia per i costi sociali che comporta e sia per una diminuzione della popolazione abile al lavoro. 
]]>
      Ben il 22% della popolazione ha più di 65 anni, percentuale previsto in rapido aumento nei prossimi decenni. E&apos; stato battuto il record assoluto di anziani: 27.44 milioni contro il 26.57 dello scorso anno. 
Le persone che hanno più di 80 anni sono 7.13 milioni mentre addirittura 32.000, circa, sono i centenari di cui l&apos;86% sono donne. Le donne continuano ad avere un longevità da primato visto che per il 22° anno consecutivo guidano la relativa classifica mondiale.  

Il valore degli anziani è inconfutabile e rappresentano un valore di saggezza ed esperienza che ogni paese dovrebbe tutelare. Il fatto di avere una forte longevità, sia maschile che per femminile, sta a testimoniare della cucina salutare e dei progressi nel campo della medicina. Anche la qualità di vita per un anziano in Giappone e migliore rispetto ad altri paesi occidentali proprio grazie al rispetto che il Paese ha nei confronti dei suoi &quot;vecchi&quot;.
Il grande numero di anziani diventa però un problema se le nascite diminuiscono. Se non si cambia il trend, ci saranno sempre più persone che entrano nel sistema pensionistico, ma saranno sempre meno quelli che potranno sostenere il sistema pensionistico con i loro versamenti, per non parlare poi della diminuzione della forza lavoro che costringe, già adesso, molte società a cercare manodopera all&apos;estero. 
Si prevede, per il 2050, una popolazione di circa 90 milioni di persone contro gli oltre 120 milioni di oggi e questo dato, unito a quello sull&apos;anzianità della popolazione, è sufficiente a capire la gravità del problema.   
Compito prioritario del nuovo governo dovrebbe essere quello di avviare una politica di sostegno alle famiglie che possa portare ad una inversione del tasso di natalità. 
 
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   <title>Il castello di Nakatsu è in vendita !</title>
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   <published>2007-09-10T09:12:52Z</published>
   <updated>2007-09-10T10:26:11Z</updated>
   
   <summary>I caratteristici castelli giapponesi sono meta ogni anno di una moltitudine di turisti atttratti dalla bellezza e dalla maestosità di queste costruzioni, testimoni di un tempo, non molto lontano, in cui in Giapponese spradoneggiavano i vari clan ognuno dei quali...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Castello di Nakatsu" title="Castello di Nakatsu" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Nakatsu.jpg" width="93" height="77" />I caratteristici castelli giapponesi sono meta ogni anno di una moltitudine di turisti atttratti dalla bellezza e dalla maestosità di queste costruzioni, testimoni di un tempo, non molto lontano, in cui in Giapponese spradoneggiavano i vari clan ognuno dei quali aveva il suo castello e il suo territorio. Pochi sono i manieri arrivati fino a noi nella loro costruzione originale; molti sono stati ricostruiti in tempi più o meno recenti, e sicuramente dopo la fine del periodo feudale (alla metà del XIX secolo), spesso per motivi turistici visto che i castelli attirano sempre molti curiosi ed appasionati.   
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      <![CDATA[Uno di questi castelli, ricostruiti a fini turistici, è quello di Nakatsu, nell'isola di Kyushu, di proprietà del clan degli <strong>Okudaira</strong>. L'omonima città, per alimentare il settore turistico, aveva chiesto, negli anni '60 del secolo scorso, alla famiglia Okudaira di ricostruire la torre principale (<em>tenshukaku</em>) del castello di loro proprietà e che comprende anche un tempio e le cui mura risalgono al 1588. <br>
Una piccola disgressione: spesso, per comodità o per ignoranza, si usa erroneamente il termine "castello" per indicare indicare la torre principale che è solo uno, quello principale, degli edifici che compongono il castello. <p>
Ora, a causa dei costi di manutenzione e dell'aumento dell'affitto della terra che la famiglia deve pagare alla città, gli Okudaira hanno deciso di vendere il castello per la cifra di <strong>300 milioni di yen</strong>(1.800.000 euro circa). Cultori ed appassionati del castello hanno chiesto alla città di procedere all'acquisto, ma il governo municipale non ha ancora preso una decisione in merito e comunque si è mostrato piuttosto titubante visto che il suo bilancio non naviga in buone acque. <br>
La famiglia proprietaria del castello dà la colpa alla politica finanziaria della città che l'avrebbe costretta a prendere questa decisione. 
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   <title>Il misterioso caso del pittore Sadamichi Hirasawa</title>
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   <published>2007-09-05T10:00:09Z</published>
   <updated>2007-09-05T11:36:11Z</updated>
   
   <summary>Dal 3 all&apos;8 Ottobre, nella cittadina di Otaru (Hokkaido), sua città natale, si svolgerà una mostra dedicata al pittore Sadamichi Hirasawa per commemorare il ventennale della sua morte avvenuta nel 1987, per polmonite, all&apos;età di 95 anni. Hirasawa divenne famoso...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Sadamichi Hirasawa" title="Sadamichi Hirasawa" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Sadamichi-Hirasawa.jpg" width="79" height="115" />Dal 3 all'8 Ottobre, nella cittadina di <strong>Otaru</strong> (Hokkaido), sua città natale, si svolgerà una mostra dedicata al pittore <strong>Sadamichi Hirasawa</strong> per commemorare il ventennale della sua morte avvenuta nel 1987, per polmonite, all'età di 95 anni. Hirasawa divenne famoso per essere stato protagonista di un, per certi versi misterioso, caso giudiziario che partì da una tragica rapina in banca nel lontano 1948. 
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      <![CDATA[Sadamichi Hirasawa fu un valente pittore che ebbe l'onore di avere una esibizione all'Accademia Imperiale (divenuta poi Accademia di Arte giapponese). Era conosciuto come "Il pittore di Orizzonti" per i soggetti dei suoi quadri rappresentanti spesso paesaggi desolati. 
All'età di 56 subì la terribile accusa di aver ucciso dodici persone, tra cui un bambino, durante una rapina in banca. 
Alla Teigin Bank, in un sobborgo di Tokyio, il 26 Gennaio 1948 si presentò un certo "Dott. Yamaguchi" che disse di essere stato incaricato, dalle truppe di occupazione americane, di somministrare ai dipendenti della banca una pillola per proteggerli dalla dissenteria. Era cianuro e delle sedici persone che assunsero il veleno, solo quattro si salvarono. Il fantomatico "Dott. Yamaguchi" scappò poi con la cassa contenente 160.000 yen. 
La polizia, dopo essere risalito al vero Yamaguchi, arrivò a Hirasawa che venne arrestato anche per essere stato riconosciuto dai uno dei quattro dipendenti sopravvissuti. Hirasawa confessò e la difesa cercò di avvalorare la tesi dell'insanità mentale. Ciò nonostante il pittore venne condannato a morte nel 1955, condanna che non venne mai eseguita. 
L'artista ritrattò la sua confessione, i testimoni oculari ammisero di aver confessato sotto tortura, ma non fu possibile riaprire il caso. Egli rimase per ben 32 anni nel "braccio della morte" e morì poco prima di ricevere la grazia dall'Imperatore. Morì a 95 anni continuando a dichiararsi innocente.
Nel 1985 un libro di un giornalista americano mise in dubbio che le pillole fossero composte da cianuro; secondo la sua tesi si trattava di un composto chimico fabbricato dalla famigerata <a href="http://www.crisyuri.it/Storia/Unita-731.htm" target="_blank">Unità 731 </a>. Le forze di occupazione sapevano che la polizia stava indagando in questa direzione e quindi usarono Hirasawa come capro espiatorio per distogliere l'attenzione dall'Unità 731 le cui attività in quel periodo erano ancora sconosciute all'opinione pubblica. 

Il figlio adottivo del pittore, Takehiko, si sta battendo da anni per il riconoscimento dell'innocenza del padre. Tentativo di riabilitazione che comprende anche una serie di mostre, in tutto il Giappone per onorare il ricordo di un uomo e di un artista.  
Anche in prigione Hirasawa continuò a lavorare, ma di moltissime sue opere si sono perse le tracce. Takehiko sta ora cercando di recuperare il più possibile girando per gli antiquari, per i commercianti d'arte nella speranza di trovare qualcuno di questi dipinti. Purtroppo molti proprietari, una volta saputa della condanna di Hirasawa, hanno preferito distruggere i suoi quadri. Ogni tanto vengono scoperti nuovi suoi quadri e sessanta di queste opere saranno esposte nella prossima mostra ad Otaru, sua città natale. 

 
 
  

 
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   <title>Più ore di scuola per gli studenti giapponesi</title>
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   <published>2007-09-03T10:16:45Z</published>
   <updated>2007-09-03T19:38:20Z</updated>
   
   <summary>A partire dall&apos;Aprile del 2011, secondo le decisioni del Ministero dell&apos;Educazione, dovrebbero aumentare del 10% le ore scolastiche nelle scuole elementari. L&apos;aumento quindi sarà di due ore, per le prime due classi, e di un&apos;ora per gli altri. Inoltre nelle...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="alunni giapponesi" title="alunni giapponesi"  src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Scuola-giapponese.jpg" width="143" height="107" align="left"/>A partire dall'Aprile del 2011, secondo le decisioni del Ministero dell'Educazione, dovrebbero aumentare del 10% le ore scolastiche nelle scuole elementari. L'aumento quindi sarà di due ore, per le prime due classi, e di un'ora per gli altri. Inoltre nelle classi quinta e sesta, verrà introdotta un'ora, alla settimana, di "attività inglese".
]]>
      La scuola giapponese, a torto o a ragione, è sempre stata indicata per la sua particolare severità e durezza. Quindi negli ultimi decenni è stata seguita una politica di allegerimento dell&apos;impegno scolastico, soprattutto a favore della popolazione scolastica più giovane: cioè quelli delle elementari. Una politica che ha portato, fra le altre cose, alla diminuzione dei giorni scolastici settimanali da sei a cinque per permettere ai bambini di stare più tempo con le loro famiglie e di allegerire la pressione. Inoltre la diminuzione delle ore scolastiche è stata compensata con l&apos;introduzione di un certo numero di ore per corsi extra-scolastici. 

Ora, non senza critiche da parte di certi osservatori, la politica del governo, su questo punto, sembra essere cambiata radicalmente. Di fronte alle critiche di una minore preparazione degli scolari, è stato quindi deciso, per la prima volta negli ultimi trent&apos;anni, di aumentare le ore di studio sperando che questo possa servire ad aumentare la preparazione dei bambini. 
I critici dubitano che possa essere un provvedimento sufficiente anche se concordano sull&apos;esistenza del problema: piuttosto che aumentare le ore, dicono, bisognerebbe cambiare il metodo di insegnamento, lavorare sul rapporto scolari-insegnanti. 
Vedremo chi avrà ragione. 

 
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   <title>La pubblicità rivaluta la bellezza della donna giapponese</title>
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   <published>2007-08-28T14:32:00Z</published>
   <updated>2007-08-29T08:02:03Z</updated>
   
   <summary>La vittoria di Riyo Mori (nella foto) all&apos;ultima edizione del concorso di Miss Universo, non è stata un caso, ma un segnale che in fatto di bellezza anche le donne giapponesi possono dire la loro. Per decenni le ragazze e...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Riyo Mori" title="Riyo Mori" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Riyo-Mori1.jpg" width="98" height="130" align="left"/>La vittoria di <strong>Riyo Mori</strong> (nella foto) all'ultima edizione del concorso di Miss Universo, non è stata un caso, ma un segnale che in fatto di bellezza anche le donne giapponesi possono dire la loro. Per decenni le ragazze e le donne del Sol Levante, in fatto di aspetto fisico, hanno mostrato una sudditanza psicologica rispetto alla bellezza femminile europea tantevvero che la pubblicità per reclamizzare, per esempio, prodotti di bellezza usava modelle ed attrici occidentali. Adesso la Shiseido, nota casa nipponica di cosmetici, cerca di rompere questo luogo comune che solo la donna occidentale è sinonimo di bellezza.]]>
      Dalla fine della seconda guerra mondiale i giapponesi, specialmente i giovani, sono cresciuti con una certa esterofilia: tutto quello che arrivava dall&apos;Occidente era affascinante e migliore di quello che si aveva in casa. Anche per quanto riguarda la bellezza fisica, i canoni occidentali l&apos;hanno fatta da padrona e le ragazze hanno costantemente vissuto un complesso di inferiorità rispetto alle coetanee americane od europee, almeno da questo punto vista. Da qui la volontà di molte ragazze di cambiare i propri connotati per renderli più occidentali: limatura della forma, a mandorla, degli occhi, ingrossamento del volume dei seni e tintura dei capelli. Ma in questi ultimi tempi sembra che la donna giapponese abbia preso maggiore fiducia del proprio aspetto fisico e di questo se ne sono accorti i pubblicitari. 

Per pubblicizzare lo shampoo Tsubaki, la Shiseido ha ingaggiato un gruppo di modelle e attrici giapponesi per una imponente campagna pubbliciataria. Lo slogan utilizzato, a dire il vero impensabile fino ad oggi, è stato &quot;Le donne giapponesi sono belle&quot;: chiaro e diretto. 
I risultati sono stati sbalorditivi e lo shampoo reclamizzato è risultato il più venduto in Giappone facendo fare i salti di gioia alla casa nipponica che è riuscita così a battere gli analoghi prodotti dei colossi americani della Unilever e P&amp;G.
La leziona sembra essere stata recepita ed in futuro si prevede un massiccio utilizzo, anche da parte di altre aziende, di modelle ed attrici del Sol Levante per reclamizzare prodotti di bellezza.    
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   <title>Cina vs Giappone: la corsa verso la Luna</title>
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   <published>2007-08-25T06:03:21Z</published>
   <updated>2007-08-29T07:31:33Z</updated>
   
   <summary>Nessuno dei due paesi lo ammette ufficialmente, ma tra Cina e Giappone si è aperta una corsa verso il nostro satellite: la Luna. Quarant&apos;anni dopo la corsa degli Stati Uniti contro l&apos;Unione Sovietica, per la conquista della Luna, ecco di...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Luna" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Luna-2.jpg" width="135" height="101" title="Luna" />Nessuno dei due paesi lo ammette ufficialmente, ma tra Cina e Giappone si è aperta una corsa verso il nostro satellite: la Luna. Quarant'anni dopo la corsa degli Stati Uniti contro l'Unione Sovietica, per la conquista della Luna, ecco di nuovo altri due paesi in competizione tra loro per vincere questa particolare gara che darebbe enorme prestigio al paese, tra Cina e Giappone, che per primo riuscirà a mettere un suo satellite in orbita attorno alla Luna.  
]]>
      <![CDATA[Il 13 Settembre l'ente spaziale nipponico (JAXA) lancerà <strong>SELENE</strong>, il più ambizioso progetto lunare dai tempi dell'Apollo, a detta degli scienziati nipponici. Una volta raggiunta l'orbita lunare, SELENE rilascerà due piccoli satelliti che si immetteranno nell'orbita polare ed inizieranno a fornire dati sull'origine e sull'evoluzione della Luna. Il lancio di SELENE, che non prevede la presenza umana, doveva aver luogo l'anno scorso, ma c'è stato un ritardo dovuto a motivi tecnici. 
Entro la fine dell'anno anche i cinesi dovrebbero lanciare il loro satellite, Chang'e 1, anch'esso senza presenza umana, con destinazione la Luna. La data esatta non è stata resa nota, ma il Ministero della Difesa cinese ha confermato che tutti i test sono stati superati e tutto è pronto per il lancio, forse già nel mese di Settembre. 

Sebbene tutti neghino la competizione, è evidente che il Giappone e la Cina stiano lottando per la supremazia asiatica nello spazio. Qualche mese fa la Cina ha stupito, e allarmato, il mondo per essere stato il primo paese ad aver abbattuto un satellite con un missile lanciato da terra. Il Giappone, dal canto suo, ha messo in orbita una serie di quattro satelliti spia con cui può tenere sotto controllo tutto quello succede in ogni angolo della terra, anche se bisogna dire che uno dei satelliti ha fallito la sua missione mettendo così in dubbio l'intero progetto iniziato nel lontano 1998.  
Anche altri paesi asiatici hanno i loro satelliti (India, Malesia, Corea del Sud e Taiwan), ma sono nettamente distanziati rispetto a Cina e Giappone. 
Queste due missioni sono solo un primo passo verso le spedizioni umane sulla Luna e la costruzione di basi lunari con un insediamento stabile. La JAXA ha un progetto di spedizioni umane per il 2025 mentre la Cina si dichiara pronta, con lo stesso obbiettivo, entro 15 anni.

Con gli Stati Uniti che sembrano aver perso interesse per il nostro satellite, preferendogli Marte ed obbiettivi più lontani, la Luna diventa così oggetto di riscoperta da parte di Giappone e Cina. Vedremo quale sarà la prossima bandiera, dopo quella americana, impiantata sul suolo lunare. 
  ]]>
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   <title>Un campione di Sumo getta nello sconforto milioni di fans</title>
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   <published>2007-08-11T13:45:55Z</published>
   <updated>2007-08-11T19:31:04Z</updated>
   
   <summary>In questa estate è sulla bocca di tutti la notizia della sanzione comminata al campione mongolo di Sumo Asashoryu. Nonostante il Sumo sia, almeno in Giappone, in pericolosa perdita di aficionados, resta comunque uno sport molto seguito, soprattutto fra la...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Asashoryu" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Asashoryu.jpg" width="93" height="118" />In questa estate è sulla bocca di tutti la notizia della sanzione comminata al campione mongolo di Sumo <strong>Asashoryu</strong>. Nonostante il Sumo sia, almeno in Giappone, in pericolosa perdita di aficionados, resta comunque uno sport molto seguito, soprattutto fra la popolazione non più tanto giovane. Le vicende extra-sportive di Asahoryu sono al centro di accesi dibattiti fra gli estimatori di questo antichissimo sport.  
]]>
      Asashoryu è uno dei campioni più conosciuti ed amati di questo sport. Il 26enne atleta mongolo, solo poche settimane fa, ha vinto la 21° Coppa dell&apos;Imperatore, il trofeo più prestigioso. 
Ora Asashoryu sta vivendo un dramma personale che sta coinvolgendo emotivamente i suoi tanti tifosi. A seguito alle sanzioni che gli sono state inflitte dalla JSA,. la federazione giapponese di Sumo, il campione mongolo è caduto in depressione al punto che gli psichiatri temono un suo crollo nervoso.. La punizione riguarda l&apos;esclusione dell&apos;atleta dai prossimi due tornei e il taglio del 30% del suo stipendio per tre mesi. 

Ma cosa ha fatto di tanto grave Asshoryu per meritarsi una sanzione senza precedenti ? 
Questa estate, per un infortunio, ha rinunciato a partecipare ad un torneo di esibizione e già questo alla federazione non è piaciuto molto soprattutto in questo periodo in cui la popolarità di questo sport è in forte calo tra i giovani. Alla federazione è arrivato poi un video in cui si vede il campione mongolo, in abiti civili, partecipare ad una partita di calcio di beneficenza nel suo Paese. Il regolamento prevede che ogni lottatore, in occasione di apparizioni pubbliche, debba sempre indossare il kimono ed avere la tradizionale acconciatura come segno di umiltà e di devozione verso questo sport ed in particolar modo i grandi campioni, essendo degli esempi per i giovani, sono chiamati a rispettare scrupolosamente queste regole.    
La federazione giapponese di Sumo non ha fatto sconti ed ecco la dura sanzione che ha scioccato non solo il lottatore, ma anche i suoi tifosi. 
Inoltre è stata respinta la richiesta di Asashoryu di poter andare in Mongolia per farsi curare. 
L&apos;atleta comunque è conosciuto nell&apos;ambiente per il suo comportamento discutibile. Si sta ancora indagando sullo scandalo di incontri truccati che lo vede indagato, inoltre, all&apos;inizio di carriera, è stato protagonista, durante un incontro contro un altro atleta mongolo, di una mossa ritenuta scandalosa e anti-sportiva per quello sport: ha afferrato il ciuffo dell&apos;avversario. 
  
  
 
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   <title>Il primato delle donne giapponesi</title>
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   <published>2007-08-07T13:55:08Z</published>
   <updated>2007-08-07T15:15:34Z</updated>
   
   <summary>L&apos;aspettativa media di vita della donna giapponese, per il 22° anno consecutivo, è risultato il più alto al mondo; la donna nipponica ha una aspettativa di 85.81 anni. Un po&apos; meno bene è andata agli uomini giapponesi che, nella speciale...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="donna giapponese" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/donna-giapponese.jpg" width="89" height="117" align="left"/>L'aspettativa media di vita della donna giapponese, per il 22° anno consecutivo, è risultato il più alto al mondo; la donna nipponica ha una aspettativa di 85.81 anni. Un po' meno bene è andata agli uomini giapponesi che, nella speciale classifica, sono al secondo posto, dopo gli islandesi, con una aspettativa media di 79 anni: l'anno scorso erano al quinto posto e quindi hanno comunque messo a segno un bel balzo in avanti.   
]]>
      Una cucina sana e leggera, una buona qualità della vita e i successi raggiunti nel campo della medicina, hanno contribuito a rendere il Giappone il paese dove le persone possono ragionevolmente aspettarsi di vivere molto a lungo. Questo dato sarebbe senz&apos;altro positivo se fossero in costante aumento le nascite, ma la scarsità di nuovi nati porta la società nipponica ad essere sempre più anziana con tutti i problemi che esso comporta. Ma intanto registriamo questo risultato delle donne giapponesi. 

Quindi, come si diceva, in Giappone, le donne hanno un&apos;aspettativa media di vita di 85.81 anni (+0.29 anni rispetto al 2005), come ha comunicato il Ministro per la Salute, il Lavoro e il Welfare, il miglior risultato a livello mondiale. Al secondo posto si sono classificate le donne di Hong Kong (84.6 anni) seguite dalle Spagnole e dalle Svizzere.
In campo maschile alla testa della classifica ci sono gli Islandesi con un&apos;aspettativa di 79.4, al terzo posto, dietro ai giapponesi, gli uomini di Hong Kong (78.8 anni) seguiti da Spagnoli e Svizzeri. 
Il ministero ha inoltre reso noto altri dati statistici tra cui spicca il dato secondo cui il 20.6 % dei maschi nati nel 2006 e, addirittura, il 43.9 % delle femmine nate lo scorso anno, vivranno fino all&apos;età di 90 anni.     


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   <title>La popolazione Ainu</title>
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   <published>2007-07-19T09:52:47Z</published>
   <updated>2007-07-19T12:37:35Z</updated>
   
   <summary>Gli attuali abitanti del Giappone probabilmente non sono gli originari abitanti dell&apos;arcipelago, ma sono migrati dalla penisola coreana in una terra già abitata da un&apos;altra popolazione: gli Ainu. All&apos;inizio la convivenza tra i due popoli era pacifica, ma ben presto...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Ainu" title="Uomo Ainu" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Ainu.jpg" width="89" height="117" />Gli attuali abitanti del Giappone probabilmente non sono gli originari abitanti dell'arcipelago, ma sono migrati dalla penisola coreana in una terra già abitata da un'altra popolazione: gli <strong>Ainu</strong>. All'inizio la convivenza tra i due popoli era pacifica, ma ben presto gli Ainu cominciarono ad essere sospinti sempre più verso nord e finirono con lo stabilirsi nell'isola settentrionale di Ezo che, in periodo Meiji, venne ribattezzata in Hokkaido. 
]]>
      <![CDATA[Sull'origine degli Ainu non c'è una unanimità: ci sono molte teorie ognuna delle quali ha convincenti argomenti a favore. Forse quella prevalente parla di una loro provenienza, in epoca preistorica, dalla Siberia, ma il territorio d'origine, sempre secondo questa teoria, dovrebbe essere l'estremo nord europeo, luogo di origine anche di popolazioni quali gli Inuit, i Sami e gli Indiani d'America con gli Ainu condividerebbero quindi un'origine comune. Altre teorie parlano di lontane parentele con le popolazioni del Tibet, della Mongolia e perfino con gli aborigeni australiani. Comunque, qualsiasi sia l'origine, gli Ainu e i Giapponesi sono due popolazioni geneticamente diverse. Le differenze non si limitano solo alla morfologia, ma riguardano anche la culture, la religione e il linguaggio: la lingua Ainu, nonostante tentativi di imparentarla con l'antico giapponese, non presenta nessun contatto con le altre lingue asiatiche. 
La loro religione è di tipo animista e quindi credono che ogni oggetto ed essere vivente sia dotato di uno spirito. La loro divinità suprema è la Madre Terra. 
Popolo di cacciatori si ciba prevalentemente di carne (orso, volpe, lupo, cavallo) e di pesce, ma mai crudi, sempre cotta. 

La storia della popolazione Ainu, e i suoi rapporti con i Giapponesi, è piuttosto difficile. A seguito di varie guerre con il Giappone, sono stati spinti sempre più a nord fino all'isola di Ezo. Durante la restaurazione Meiji, l'isola venne annessa al Giappone e il nome cambiato in Hokkaido. La colonizzazione dell'isola fu dolorosa per gli Ainu che vennero perseguitati, discriminati e ridotti ad uno stato di schiavitù, in una situazione che ricorda quella degli indiani d'America. 
Nel 1899 venne votata la "<em>Hokkaido Aborigine Protection Act</em>", ma fu solo nel 1991 che il Giappone, su invito delle Nazioni Unite, riconobbe pubblicamente l'esistenza degli Ainu come minoranza etnica. Infine nel 1997 la Dieta votò l' "<em>Act on the Encouragement of Ainu Culture and the Diffusion and Enlightenment of Knowledge on Ainu Tradition</em>". 
Nonostante questo però gli Ainu continuano a lamentare, ancora oggi, una persistente discriminazione nei loro confronti. 

Attualmente gli Ainu sono per lo più concentrati in alcuni centri dell'Hokkaido meridionale ed orientale dove i turisti hanno la possibilità di visitare musei dedicati alla cultura Ainu nonchè assistera a danze, canti e cerimonie di questo popolo. 
Sono circa 150.000 gli Ainu rimasti anche se sono molti di più i Giapponesi che hanno un po' di sangue di questo popolo nelle loro vene. A seguito poi dei molti matrimoni misti, di veri Ainu ce ne sono rimasti oramai pochi. 
Oltre ad alcune zone dell'Hokkaido, gli <strong>Utari </strong> , come gli Ainu preferiscono chiamarsi, sono localizzati, anche se in numero limitato, nel nord di Honshu, nella penisola di Sakhalin, nelle isole Curili e nell'estremità meridionale della penisola del Kamchatka. ]]>
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   <title>Uno strano benefattore</title>
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   <published>2007-07-12T12:25:20Z</published>
   <updated>2007-07-12T13:12:04Z</updated>
   
   <summary>Sembrerebbe la classica leggenda metropolitana creata ad arte per rendere più frizzanti le calde giornate dell&apos;estate 2007, se non fosse per il fatto che la storia è vera. Un misterioso personaggio ha disseminato mazzette di bancanote da 10.000 yen (circa...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Bancanota da 10.000 yen" title="Bancanota da 10.000 yen" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/10000-yen.jpg" width="133" height="64" align="left"/>Sembrerebbe la classica leggenda metropolitana creata ad arte per rendere più frizzanti le calde giornate dell'estate 2007, se non fosse per il fatto che la storia è vera. Un misterioso personaggio ha disseminato mazzette di bancanote da 10.000 yen (circa 60 euro) nei bagni pubblici posti al piano terra di edifici governativi. Le bancanote erano avvolte in una elegante carta "washi", carta tradizionale giapponese, e spesso accompagnate da un biglietto scritto a mano.       
]]>
      Il fatto non sarebbe limitato a poche toilette, ma ritrovamenti di bancanote sono avvenuti in ben 47 località sparse in 19 prefetture: da Okinawa ad Hokkaido. Inoltre sembrerebbe che il primo caso sia avvenuto nel Settembre del 2006 nella prefettura di Shizuoka. Finora le bancanote ritrovate sono state 425 pari a 4.250.000 di yen (circa 25.500 euro). 
I biglietti, scritti a mano con una bella calligrafia riportano scritte quali: &quot;usate questi soldi per il vostro arricchimento&quot;, &quot;sii felice&quot;, &quot;non pensare al diavolo&quot;, &quot;fai solo cose giuste&quot;. Il benefattore raccomanda anche che ognuno prenda una sola bancanota. 

Sull&apos;identità del benefattore la polizia brancola nel buio anche se, dallo studio dei messaggi, qualche indizio è saltato fuori. Dalle frasi scritte sembrerebbe una persona vicina alla religione buddista (un monaco ?) e anche la qualità della calligrafia sarebbe peggiorata rispetto ai primi biglietti, cosa che potrebbe far pensare ad un uomo malato che prima di morire ha deciso di donare una certa somma di denaro alla comunità, usando questo bizzarro metodo.  

Di certo il benefattore misterioso, almeno finchè rimarrà tale, sarà oggetto di animate discussioni fra i giapponesi in queste calde giornate dell&apos;estate 2007. 

 

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   <title>Fujiko Nakaja e le sculture di nebbia</title>
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   <published>2007-07-06T13:10:28Z</published>
   <updated>2007-07-06T13:28:24Z</updated>
   
   <summary>Fujiko Nakaya non ama essere definito &quot;scultore della nebbia&quot;, ma bensì &quot;artista della nebbia&quot;. Oltretutto parlare della nebbia come di un materiale che si può scolpire e modellare è quantomeno azzardato, ma le creazioni di questa 69enne artista nipponica sono...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Fujiko Nakaya" title="Un'installazione di Fujiko Nakaya" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Fujiko-Nakaya.jpg" width="116" height="87" /><strong>Fujiko Nakaya</strong> non ama essere definito "scultore della nebbia", ma bensì "artista della nebbia". Oltretutto parlare della nebbia come di un materiale che si può scolpire e modellare è quantomeno azzardato, ma le creazioni di questa 69enne artista nipponica sono delle vere è proprie opere d'arte. L'anno scorso riuscì a coinvolgere 200.000 persone riunite in un suo spettacolo notturno, "Notti Bianche", nel parco di Toronto.
]]>
      <![CDATA[La nebbia, così tanto odiata dai viaggiatori quanto amata per il mistero e il fascino che accompagnano ogni sua comparsa, può essere creata artificialmente in vari modi. Nelle sue installazioni, la Nakaya usa un metodo naturale basato sull'acqua: degli spruzzatori, dotati di un ugello largo 1 millimetro, spruzzano acqua ad alta pressione che, colpendo un sottile ago, si rompe in migliaia di piccole goccioline. <br>
Come dice Fujiko Nakaya, il difficile non è creare la nebbia, ma saperla controllare e muoverla a proprio piacimento. E' qui che esce fuori l'abilità tecnica dell'artista che deve tenere sotto controllo molteplici elementi per una buona riuscita dell'opera : ventilazione, condizione dell'aria. le luci, la temperatura e anche il numero di persone presenti nella stanza.   

L'intenzione, a detta della Nakaya, è quella di rompere un luogo comune che fa di questo elemento, cioè la nebbia, qualcosa di fastidioso, di cattivo, da cui fuggire il più presto possibile: un mostro in pratica. La nebbia è invece un evento naturale che ha il suo fascino e il suo mistero. 
L'artista, che ha esordito nel 1970 quando presentò la prima scultura di nebbia all'Expo mondiale di Osaka, spesso nelle sue installazioni/spettacoli abbina altre forme di arte come la musica e la grafica. Proprio il 10-11 Luglio sarà presente al 23* Summer Festival di Tokyo la sua performance sarà accompagnata dalle musiche elettrico-acustiche del musicista islandese <strong>Johann Johannson  </strong>. ]]>
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   <title>Tempi duri per il Sumo</title>
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   <published>2007-07-05T11:05:13Z</published>
   <updated>2007-07-05T13:21:26Z</updated>
   
   <summary>Per la prima volta dal 1936, anno di partenza delle rilevazioni dei dati, è stata cancellata la sessione per le nuove reclute che di solito si tiene dopo ognuno dei 6 tornei annuali. La cancellazione è stata fatta per mancanza...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="Sumo" title="Il Sumo, sport tradizionale nipponico" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/Sumo.jpg" width="85" height="126" align="left" />Per la prima volta dal 1936, anno di partenza delle rilevazioni dei dati, è stata cancellata la sessione per le nuove reclute che di solito si tiene dopo ognuno dei 6  tornei annuali. La cancellazione è stata fatta per mancanza di candidati. 
Altro duro colpo alla popolarità di questo sport tipico giapponese sempre meno popolare, soprattutto tra i giovani. Sono ormai lontani i giorni, negli anni '90, in cui, dopo ogni torneo, centinaia di ragazzi facevano la file per sottoporsi al test d'ammissione. 
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      <![CDATA[Il <a href="http://www.crisyuri.it/Giappone/Sumo.htm" target="_blank">Sumo</a> è uno sport molto particolare è sicuramente chi ha un minimo di conoscenza della cultura nipponica non può non conoscere. E' un misto di agonismo, tradizioni e religione. Le sue regole di gioco sono abbastanza semplici, almeno per quanto riguarda lo scontro fisico; più complicate sono invece le regole per la compilazione delle varie classifiche di categoria.  
Il fascino di questo sport non è tanto nella gara vera e propria, che dura solo pochi secondi, ma nell'ambiente che circonda i tornei e le gare stesse: i rituali che affondano le radici nella storia millenaria dello sport, le regole non scritte, i lottatori, vere e proprie montagne di carne.

In Giappone e all'estero ha ancora degli estimatori, ma la sua popolarità è in declino, forse, ma speriamo di no, irreversibile. E' di qualche giorno fa la notizia di un giovane lottatore è morto durante un allenamento e forse è proprio questo fatto che ha contribuito al fallimento della sessione di reclutamento. 
E' specialmente tra le persone anziane che questo sport trova i suoi più fedeli sostenitori, ma sono sempre meno i giovani che si fanno affascinare dal Sumo. E' un dato sintomatico che nei tornei è sempre più visibile la presenza dei lottatori stranieri (mongoli, americani, bulgari) a scapito dei lottatori nazionali.   
Come per ogni elemento della tradizione, della cultura e della storia di ogni paese, confidiamo in una riscoperta di questo affascinante sport. ]]>
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   <title>Un gadget contro i terremoti</title>
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   <published>2007-06-29T09:15:19Z</published>
   <updated>2007-06-29T13:14:18Z</updated>
   
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      <![CDATA[<img alt="terremoto di Kobe" title="Il disastroso terremoto di Kobe" src="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/tutto_giappone/terremoto.jpg" width="123" height="99" align=left" />EQGuard è un apparecchio, dalle dimensioni di un normale libro, che potrebbe rivelarsi di vitale importanza nel salvare vite umane durante un sisma che, come sappiamo, abbondano in Giappone. Proprio a causa dell'alto numero di terremoti, alcuni dei quali catastrofici come quello di Kobe del 1995 che uccise più di 6.000 persone, il Giappone è all'avanguardia nella ricerca di sistemi che possano in qualche modo prevedere l'arrivo delle onde sismiche. Questo apparecchio ne è un esempio.  
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      <![CDATA[Il dispositivo riceve costantemente dati dalla Sistema di Primo Allarme e dall'Agenzia Meteorologica (JAMA) e con un certo numero di secondi di anticipo emette un allarme permettendo così alle persone di allontanarsi dalle zone più pericolose della casa. Riesce ad arrivare fino a 20 secondi di anticipo, valore inversamente proporzionale alla vicinanza dell'epicentro: in pratica più è vicino l'epicentro del terremoto minore è il tempo di preavviso. 
Questo apparecchio, che sarà in commercio da Ottobre, sarà di aiuto specialmente per quelle persone che di solito non vedono la televisione; proprio da quest'autunno degli avvertimenti, a cura della JAMA, potranno essere lanciati anche in tv e alla radio. 

Ci sono comunque alcuni inconvenienti che potrebbe rendere inefficace l'EQGuard. Intanto, come ricordato, più l'epicentro è vicino all'apparecchio minore sono i secondi di preavviso. Inoltre <strong>Yoshinori Sugihara </strong>della JEITA (Japan Electronics and Information Technology Industries Association) ha fatto notare che non sono rari i falsi allarmi che potrebbero causare degli inutili e pericolosi momenti di panico per una catastrofe che non avverrà. Ma lo stesso dirigente ha comunque confermato l'effettiva utilità del dispositivo. 

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