Masala chai

Il tè è la bevanda che, insieme all’acqua, mi accompagna lungo tutto il corso della giornata, mi disseta e mi aiuta a mantenere la concentrazione senza rendermi nervosa, sensazione che avverto invece con il caffè. Uno dei criteri con cui scelgo il tipo di infuso, che può variare profondamente, è la stagione, e i primi freddi mi spingono inesorabilmente a preparare un masala chai.
Se la pianta del tè è una, la camelia sinensis, la bevanda si declina poi in molti modi diversi in base alle modalità di coltivazione e raccolta delle foglie, al grado di fermentazione che subiscono e alla possibilità di profumarle con vari aromi. Il tè è in grado di evocare atmosfere profondamente eterogenee che rispecchiano le differenze culturali dei Paesi in cui si è diffuso. Il tè in India viene bevuto aromatizzato con latte, zucchero e spezie. Questa miscela chiamata masala chai, letteralmente tè speziato, è il risultato ottenuto dalla campagna di marketing attuata dagli inglesi per invogliare gli indiani al consumo del tè. In India la camelia sinensis cresceva spontanea, ben prima dell’inizio della dominazione inglese, tuttavia era quasi completamente ignorata dalla maggior parte della popolazione locale che la riservava ai momenti di malessere, considerando l’infuso una forma di medicina .
Fu Robert Bruce, un agente britannico operativo in Assam, a realizzare che la bevanda consumata dai Singpho, era la stessa che veniva acquistato, a caro prezzo, dai cinesi. Da quel momento, era il 1823 , e dopo un’iniziale indifferenza da parte del governo inglese, il tè in India è diventato molto importante dal punto di vista economico e culturale. Con molte difficoltà gli inglesi riuscirono ad avviare delle coltivazioni e ad affinare il risultato fino ad ottenere, nel corso di 40 anni, un prodotto di discreta qualità. Solo all’inizio del XX secolo quando anche in Gran Bretagna il tè di provenienza indiana aveva un certo grado di apprezzamento , gli inglesi realizzarono che il loro più grande mercato potenziale si trovava proprio in India. I membri della Tea Association cominciarono a percorrere il Paese equipaggiati con bollitori, servizi di tazze e tazzine in porcellana e naturalmente foglie di tè. Riuscirono così a penetrare le case dei bramini più facoltosi oltre che quelle più accessibili di persone appartenenti ad altre caste. Con un kit adeguato imposero la loro presenza anche nelle stazioni dei treni, facendo concorrenza agli arabi che vendevano il caffè. Gli sforzi della Tea Association diedero i loro frutti: con il passare del tempo i commercianti introdussero il tè tra le loro merci e la bevanda si diffuse anche se non esattamente nel modo sperato. Come già era avvenuto per altri alimenti gli indiani adeguarono il tè ai loro gusti aggiungendo spezie e latte, e usando una minor quantità di foglie rispetto a quelle indicate. E fu così che il tè entrò a tutti gli effetti nella cultura indiana
Il Masala chai oggi è diffuso in tutto il mondo, soprattutto in Gran Bretagna e Stati Uniti, anche grazie a catene come Starbucks. Prepararlo a casa è semplicissimo ed esistono numerose varianti che riguardano il metodo, la quantità e la scelta delle spezie. Sentitevi dunque liberi di personalizzare la ricetta che vi propongo oggi con dello zenzero fresco grattugiato, dei chiodi di garofano o qualunque altro aroma vi faccia sentire ispirati.
Chai Masala
vegetariano
acqua 400 ml
latte 120 ml
cardamomo 10 bacche
pepe 4 grani
cannella un pezzo di stecca
tè nero 30 g
zucchero o miele a piacere

Portate a bollore l’acqua con tutte le spezie, riducete il calore e continuate per 15 minuti.

Misurate la quantità di latte.

Pesate il tè.

Gettate le foglie di tè nella pentola lontana dal fuoco. A parte fate intiepidire il latte.

Filtrate l’acqua dopo 5 minuti.

Mescolate il tè speziato con il latte e servite con zucchero o miele a piacere.


Commenti (5)
...è il colore "sporco" che tradisce, altrimenti è piacevolissimo al palato..
Pubblicato da ape | October 10, 2007 7:56 AM
Pubblucato il October 10, 2007 07:56
A me piace anche il colore, lo trovo caldo e rassicurante :)
Pubblicato da Chiara | October 16, 2007 6:16 PM
Pubblucato il October 16, 2007 18:16
..ma sai che da quando hai pubblicata la ricettina, non passo pomeriggio senza il mio masala chai???!!
grazie cara
Pubblicato da ape | October 17, 2007 9:48 AM
Pubblucato il October 17, 2007 09:48
Da quando sono tornato dall'India, quattro mesi indimenticabili, sento la mancanza del chai, che bevevo più volte al giorno. Grazie per la ricetta, Bruno
Pubblicato da De Bernardis Bruno | July 16, 2008 9:37 AM
Pubblucato il July 16, 2008 09:37
Egregia sig.ra Chiara,
voglio complimentarmi con lei in quanto è tra le poche che riporta la storia dei fratelli Bruce, così come effettivamente ebbe a svolgersi.
E nel contempo per aver citato i Singhpo e il loro uso delle foglie del té (che soprattutto masticavano, così come fanno tradizionalemente le popolazioni kechua peruviane con le foglie di coca).
Mi corre però l'obbligo di rettificarla in merito alla pianta del tè autoctona dell'India che non è la Cammelia Sinensis (classificata da Linneus) ma, bensì, la Cammelia Assamica (classificata nel 1846 dal Dipartimento di Botanica di Dehli).
Tra le due le differenze risiedono prevalentemente nella forma delle foglie (essendo ben noto a tutti che l'infuso varia a seconda delle lavorazioni), in quanto mentre la Sinensis ha forma lanceolata e seghettata ai lati la Assamica ha forma ovale ed è priva di seghettature evidenti.
In India si coltivano, a seconda delle zone, entrambe le varietà (cultivar).
Complimenti per il sito.
Giustino Catalano
Pubblicato da Giustino Catalano | August 14, 2008 11:03 AM
Pubblucato il August 14, 2008 11:03