
Lo ammetto. Non avevo mai preparato un vindaloo. Non so esattamente il perchè. Forse inizialmente mi ero imposta di cucinarlo usando due ingredienti supposti rendere il piatto assolutamente autentico. Mi riferisco all’olio di senape e all’aceto di palma, che, nonostante lunghe ricerche non ho mai trovato. Ora che mi sono definitivamente arresa mi sono cimentata nella sua preparazione sostituendoli con ingredienti maggiormente reperibili ovvero ghee e aceto di vino rosso e trovo il risultato comunque buono rispetto ad altri vindaloo che ho mangiato cucinati da amici indiani. Voglio comunque precisare che il vindaloo, che ora è sicuramente il più famoso piatto di Goa, è considerato a torto un curry tipicamente indiano. Si tratta piuttosto di un adattamento di un piatto portoghese. Vindaloo non è altro che il frutto di una pronuncia confusa di carne de vinho e alhos. Infatti i portoghesi, che avevano stabilito una capitale a Goa sin dal 1530 influenzarono fortemente la cultura e la cucina degli abitanti di questa regione occidentale dell’India.