Chapati

La panificazione rimane per me un’ arte pressoché aliena: i miei tentativi di realizzare pagnotte, panini, loaf e bagel si sono quasi sempre conclusi, mio malgrado, nel modo peggiore: dopo la cottura il farinaceo in questione risultava secco, bassino, talvolta umidiccio. Invece con il pane indiano è stato un successo fulminante, e in particolare con il chapati posso parlare di un’infatuazione che oserei definire reciproca. Sin dal primo tentativo ho ammirato con un misto di stupore e orgoglio il chapati cuocersi uniformemente e bene, tanto da gonfiarsi come un palloncino. Quasi speravo che volasse via , per vendicare simbolicamente le mie precedenti sconfitte con il suo fiero gonfiore.

