Viaggi in India

Viaggiare in India è qualcosa di indimenticabile, è un tuffo nella storia del pianeta, è un viaggio in una cultura tra le più antiche al mondo, è un viaggio che non può essere esaurito in una sola volta considerando la vastità della penisola indiana e le differenze tra una regione e l’altra.

Il nord dell’India e la capitale Nuova Delhi

La regione settentrionale dell’India è una delle più note e più visitate da coloro che decidono di viaggiare nel paese. Qui si trova la regione del Kashmir, più nota per i continui incidenti tra Pakistan e India e per essere stata la causa scatenante di due guerre, che per le sue bellezze. Si trova la regione del Pradesh e quella del Punjab dove si trova la capitale del paese: Nuova Delhi.

Ha 14 milioni di abitanti e nel corso dei secoli è stata più volte capitale degli imperi che si sono trovati qui a governare. Tra le costruzioni imperiali inglesi degli anni ’30 e i monumenti del periodo moghul, si stagliano moderni palazzi, che fanno della città una moderna metropoli. Nel quartiere di Qutb-Mehrauli si trovano le rovine delle prime costruzioni islamiche del 12°secolo. La capitale è sede di molti immigrati che si sono riversati qui soprattutto dopo il 1947 quando India e Pakistan si sono separati, ma ogni comunità ha mantenuto una propria identità. Old Delhi, è il cuore della città. Vijay Chowk, meglio nota come Piazza della Vittoria, è il centro da cui partire quando si organizza un viaggio a Nuova Delhi. Si trova ai piedi di Raisina Hill, e da qui si apre il Rajpath, il viale che porta fino allo stadio nazionale. Ai lati della piazza si trovano le fontane a obelisco in arenaria rossa. Qui c’è il Sansad Bhavan, la sede del Parlamento della più grande democrazia del mondo. Non distante la Moschea Sunehri Bagh, che risale al 18°secolo, ed è stata costruita dal santo Sayyid Sahib.

Cosa vedere quando si organizza un viaggio a Nuova Delhi

  • Rashtrapati Bhavan: progettato da Sir Edwin Lutyens, come palazzo del vicerè inglese, si trova in cima al Raisina Hill. Oggi è la residenza ufficiale del presidente indiano. Si possono ammirare i bellissimi giardini di Mughal Gardens, ovvero i giardini Mughul a terrazze su tre livelli.
  • Raisina Hill: in cima a Raisina Hill, si trovano due edifici identici, il North Block e il South Block. Qui il Sansad Bhavan, la sede del Parlamento, oggi non è più visitabile dopo l’attacco del terrorista del dicembre 2001.
  • National Gallery of Modern Art: questa che un tempo era l’antica residenza del Maharajah di Jaipur, è oggi uno dei musei di arte moderna più grandi dell’India, con opere che vanno dalla metà del 19°secolo ad oggi.
  • Connaught Place: è un complesso commerciale dagli archi palladiani. È stato aperto nel 1931 e venne progettato da Robert Tor Russel.
  • Jantan Mantar: è un osservatorio astronomico, costruito nel 1724 da Sawai Jai Singh 2° di Jaipur, per calcolare le posizioni planetarie e gli allineamenti, in modo da compiere i rituali sacri.
  • Lakshmi Narayan Mandir: è stato uno dei primi templi indiani senza restrizioni di casta ed è stato costruito nel 1938 dall’industriale BD Birla. Nel suo santuario principale ci sono immagini di Vishnu e della sua sposa Lakshmi. È una tappa classica per chi viaggia in questa area.
  • Nehru Memorial Museum-Library: è stata la residenza di Nehru, il primo capo di governo indiano, ed è stato convertito in museo e biblioteca nel 1964 dopo la sua morte.
  • Tomba di Humayun: è il primo esempio di tomba a giardino moghul. È stata costruita nel 1565 dall’architetto persiano Mirak Mirza Ghiyas, su commissione di Haji Begum, la vedova di Humayun, secondo imperatore moghul.
  • Chandni Chowk: letteralmente ‘Piazza illuminata dalla Luna’, è stata realizzata nel 1648, e oggi è i centro di Old Delhi, dove si mescolano attività religiosa e commerciale. Interessante il Digambar Jain Temple, del 1656, uno dei primi templi edificati nell’area, all’interno del quale c’è un ospedale per uccelli. Qui si trova la Jama Masjid, la più grande moschea del paese, con alti minareti e cupole di marmo. Il Kinari Bazar, uno dei mercati più interessanti della città, merita un viaggio in questo quartiere molto caratteristico.
  • Jama Masjid: è stata costruita nel 1656 dall’imperatore Shah Jahan, è la moschea più grande del paese e la sovrastano tre imponenti cupole in marmo bianco e nero. Ai lati si trovano due minareti gemelli e la piazza davanti all’entrata può arrivare a contenere oltre 20.000 persone.
  • Raighat: è un luogo simbolo per il paese. Qui infatti venne cremato il Mahatma Gandhi. È un samadhi, ovvero un monumento funebre. Si trova vicinissimo al Gandhi National Museum, il museo nazionale dedicato a Gandhi, all’interno del quale si trovano le sue lettere e i suoi diari.
  • INA Market: è un tradizionale bazar, mercato, indiano. Si possono trovare cibi, come pasta e pesce, o spezie e sottoaceti, sia abiti che oggetti tradizionali. Tra una via e l’altra è pieno di ristoranti. Il nome, INA Market, viene da Indian National Airports, che si riferisce alla colonia vicina che ospitava i dipendenti della Safdarjung Aerodrome, il quartiere generale della South Eastern Command Air Wing, durante la seconda guerra mondiale.
  • Mehrauli Archaelogical Park: è uno dei quartieri più antichi di Delhi, e vi sono molti siti da poter visitare. Un simbolo è la Qutb Minar, in arabo asta, la torre più alta del paese. È stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Sta a simboleggiare il sito del primo regno mussulmano dell’India del Nord, fondato nel 1193. Altro luogo da vedere la Dargah Qutb Sahib e la vicina Moschea della Perle, Moti Masjid. La Moschea e Tomba di Jamali-Kamali, un poeta del tardo periodo lodi-primo periodo moghul, è un altro luogo simbolo di questa area. Il Rajon ki Baoli, è invece un pozzo a gradini su tre piani chiamato anche sukhi baoli, ovvero pozzo secco, e forniva acqua all’intera zona.

Viaggiare nell’Haryana e nel Punjab

Queste due regioni a nord di Nuova Delhi sono definite il ‘granaio dell’India’, e in effetti è qui, in questa fascia che si estende tra il fiume Indo e il fiume Gange, che si trovano le fertili pianure che producono più della metà del grano, del riso e del miglio del paese. Se si progetta un viaggio in questa area del paese si deve assolutamente visitare Chandigarh, la città progettata da Le Corbusier e il Golden Temple di Amritsar, il luogo più sacro per i sikh.

  • Chandigarh, la città di Le Corbusier: è il 1950, Lahore, la vecchia capitale del Punjab è stata annessa dal Pakistan. Il capo del governo indiano Nehru, invita l’architetto franco-svizzero Charles Edouard Jeannneret, meglio noto come Le Corbusier, a progettare una nuova capitale per questo stato. È una città di cemento che non ha nulla di indiano, funzionale e ordinata, è ritenuta la città più pulita del paese. 
  • Surajkund: qui si trova la storica cisterna, del 10°secolo d.C. voluta da re Surajpal, della dinastia Rajput, allo scopo di raccogliere acqua piovana.
  • Panipat: un viaggio a Panipat e vi verrà raccontata la celebre battaglia che nel 1526 ha portato alla fondazione dell’imperatore Moghul.
  • Sirhind: è stata tra il 16° e il 18° l’insediamento più settentrionale dell’India. Capitale dei sultani Pathan Sur era il luogo di riposo degli imperatori moghul. Da visitare il Royal Hamam, una struttura di bagni caldi e freddi.
  • Kapurthala: merita un viaggio, non fosse altro per il Jagtjit Palace, una struttura in stile francese voluta dal francofilo maharajah Jagatjit Singh, che nel 1906 commissionò ad un architetto francese la costruzione di questo complesso sul modello di Versailles.
  • Amritsar: è una delle città più belle di questa provincia. È nota per il Golden Temple, il santuario più importante per i Sikh. Nel 1984 in parte è stato danneggiato durante una delle rivolte degli indipendentisti sikh che si erano chiusi al suo interno, ma è stato restaurato. Attraverso dei gradini si arriva al Parikrama, il sentiero di marmo, che circonda la Amiit Sarovar, la vasca del nettare che da anche il nome alla città, e ance l’Hari Mandir, il Tempio di Dio dalle cupole d’oro. Qui si trova l’Athsath Tirath, uno dei 68 luoghi sacri per gli induisti mesta spesso dei viaggiatori indiani.

Viaggiare nel Himachal Pradesh

Dalle pianure del Punjab inizia la regione che porta fino ai confini con il Tibet. Qui si trova la città di Dharam-sala dove vive il Dalai Lama insieme ad una folta comunità tibetana. È la sede del governo in esilio dal Tibet.

  • Shimla: capitale del Pradesh, era il centro del quartiere britannico durante il periodo estivo, quando in questa regione si disputava il Grande Gioco tra russi e inglesi. Meraviglioso il Palazzo Viceregal Lodge, costruito nel 1888 da Lord Dufferin, era la residenza estiva del vicerè.
  • Kinnaur District: sul confine con il Tibet, è sempre stato difficile da visitare sia a causa delle continue tensioni con la Cina, sia per ragioni logistiche. È solo dal 1992 che è possibile raggiungerlo senza incontrare particolari problemi.
  • Sarahan: a 2165 metri sul livello del mare, era la residenza dei re Rampur Bushahr. Qui si trova la montagna sacra Srikhand Mahadev insieme alle vette gemelle di Gushu-Pishu. Ma è il tempio a torre di Bhimakali, a meritare un viaggio in questo paese. Si ritiene che sia stato costruito nel 7°secolo, e Bhimakali, è una delle divinità che presiedono l’entrata e rappresenta una delle tante forme della dea Kali. Durante la festa di Dusshera, è adorata l’immagine originale di Bhimakali. Da non perdere le Torri Sacre: la Torre pendente era il tempio principale prima di essere danneggiata da un terremoto nel 1905. Nel secondo cortile le porte sono d’argento raffiguranti divinità indù.
  • Dharam-sala: risiede qui il governo in esilio del Dalai Lama costituito nel 1959 da Tenzin Gyatso, 14°Dalai Lama. È definita ‘Piccolo Tibet’ perché preserva il patrimonio culturale del Tibet. È stata fondata dagli inglesi nel 19°secolo. La città si divide in alta e bassa, ma è solo quella alta ad essere interessante: è qui che si trova il Tsuglagkhang Complex, la residenza del Dalai Lama, non aperta al pubblico. Qui si trova anche il Tsuglagkhang Temple, dove il Dalai Lama tiene i suoi discorsi.
  • Lahaul e Spiti: sono due siti molto piccoli al confine con il Tibet, molto noti per essere punti di partenza per il trekking. Spiti è una valle sacra, una terra chiusa, che sebbene annessa all’India britannica nel 19°secolo ha saputo conservare il suo carattere tibetano. Il Key Monastery; fondato nel 13° secolo è il monastero più grande di Spiti; qui si trova anche il Chandra Tal, ovvero il ‘lago della luna’ ad un’altitudine di 4270 metri è sovrastato da dirupi e ghiacciai sospesi.

Viaggiare nel Ladakh e nel Jammu

Il Kashmir con le province di Jammu e Ladakh, è lo stato più a nord dell’India. È più famosa purtroppo per le tensioni politiche che la coinvolgono a causa delle rivendicazioni pakistane dell’area, che per il suo paesaggio naturale. Qui, in quella che è nota anche come la valle dell’Indo, si trovano molti monasteri: Ri dzong, Lamayuru, Stakna, Chemrey, sono i più famosi. 

  • Leh: è stata una città di snodo per le carovane di mercanti che viaggiavano tra il Punjab e l’Asia centrale, tra il Kashmir e il Tibet. Main Bazar era il centro di questo snodo. Simile al Potala Palace di Lhasa, la città è dominata dal Leh Palace, costruito intorno all’anno 1630 su commissione di Sengge Namgyal. La Old Town, è un affascinante labirinto di vie e non è distante dal bazar della città. Negli anni ’80, venne costruito lo Shanti Stupa, ovvero la Pagoda della Pace, su commissione e sponsorizzata dai buddisti giapponesi. Se si organizza un viaggio a settembre si deve sapere che dal 1 al 15 di questo mese, si tiene il noto Ladakh Festival dove si può assistere ai tradizionali balli in maschera, partite di polo e gare di tiri con l’arco. Se invece si organizza un viaggio tra ottobre e novembre, si tenga presente che, con date che variano ogni anno, si organizza la festa annuale della setta Gelugpa, nota con il nome di Thikse Festival. Ma è l’Hemis Festival, la festa dei monasteri ad essere la più famosa. Si tiene tra giugno e luglio. Molto noto lo spettacolo del dramma danzato.

Viaggiare nell’India centrale: l’Uttar Pradesh e Uttaranchal

Tra la catena dell’Himalaya e la pianura del Gange, si trovano questi due stati che totalizzano una popolazione di 175 milioni di abitanti. Qui si trova uno dei grandi monumenti islamici, il Taj Mahal, e la città santa indù di Varanasi. Per chi ama il trekking si consiglia di organizzare un viaggio in questa regione.  

  • Agra: prima che la capitale venisse spostata a Delhi, durante i secoli 16° e 17° è stata la capitale dell’impero Moghul. Ha attirato artisti dalla Persia e viaggiatori da tutta l’Asia centrale. All’inizio del 19°secolo è stata conquistata dagli inglesi. La Jami Masjid, è la moschea del venerdì, ed è stata costruita nel 1648. E’ nota per la zona che la circondava, brulicante di vita, famosa per il suo bazar e i suoi chioschi di kebab dove si riposavano i viaggiatori. Il St.John’s College, costruito all’inizio del 20°secolo, inaugurato nel 1914, è un miscuglio architettonico, una bizzarria dove si mescolano stile islamico e neoclassico. Non distante da qui si trova, il Roman Catholic Cemetery, il cimitero cattolico, fondato nel 17°secolo, all’interno del quale si trovano anche molte tombe islamiche. Ma è il Taj Mahal il vero simbolo della città: è uno dei monumenti più famosi al mondo, costruito dall’imperatore moghul Shah Jahan, per commemorare la moglie morta, Mumtaz Mahal, è una tomba giardino che cerca di riproporre l’immagine del giardino del paradiso islamico. Iniziato nel 1631, venne terminato nel 1643. La grata di marmo, la sala dei cenotafi e la pietra dura, sono gli elementi del palazzo da non perdere. I cenotafi di Mumtaz Mahal e di Shah Jahan, si trovano uno vicino all’altro, ma le vere tombe sono nella cripta che non è visitabile. Da non perdere la fontana dei loti, che deve il suo nome alle direzioni degli zampilli. Alla struttura si accede da un ingresso che subito mostra il superbo, charbagh il giardino quadrato. Si accede poi alla mehmankhana, la residenza¸dopo di che ci si entra nella zona del Masjid, la Moschea. Le tombe principali si trovano tra il Masjid e la Mahmankhana. Un altro monumento molto bello è la Tomba di Itimad-ud-Daulah, tesoriere dell’impero moghul, fu costruita dalla figlia Nur Jahan. Venne completata nel 1628, ed è molto nota per i suoi mosaici e perché rappresenta il passaggio da un’architettura pesante, quella tipica di Akbar in arenaria, alla raffinata architettura sullo stile del Taj Mahal.
  • Fatehpur Sikri: è stata la capitale dell’impero moghul per 14 anni, dal 1571 al 1585, ed è un complesso architettonico dove si mescolano stile indù e islamico. L’attuale stato di conservazione lo si deve a Lord Curzon. Si consiglia di visitare la Casa del Sultano, dove la pietra sembra legno e dove il tetto di pietra imita mattonelle d’argilla, il Pancha Mahal, ovvero il padiglione dove Akbar e le sue consorti godevano del riposo serale, il Diwan-i-Khas, la sala delle udienze e dei dibattiti.
  • Varanasi: è uno dei 12 luoghi santi della religione indù e qui Shiva, si sarebbe nascosto prima di esplodere in cielo, per questo è anche considerata la città di Shiva. È conosciuta anche con il nome di Kashi, Città della Luce, e si trova sulla riva occidentale del Gange. Merita sicuramente un viaggio se si visita la regione. Si possono visitare numerosi ghat, - lunghe file di scalini che consentono di avvicinarsi alla riva del fiume e a ridosso dei quali si sviluppa la città – come il Tulsi Ghat, uno dei siti più antichi di Varanasi, dedicato al santo e poeta Tulsidas, il Chet Singh Ghat, il forte che segnala il luogo dove il maharaja Chet Singh fu sconfitto dagli inglesi a metà del 18°secolo, il Dasashvamedha Ghat, il ghat centrale di Varanasi, è anche il luogo più sacro della città, e deve il suo nome al sacrificio di 10 cavalli (dasashvamedh), operato da Brahma il creatore. Il modo migliore per visitare Varanasi è attraverso una gita in barca all’alba, quando la gente del posto si risveglia e inizia a dirigersi ai ghat dove laveranno i panni, praticheranno l’asana yoga, e offriranno fiori e incensi al fiume.

Viaggiare nel Madhya Pradesh e nel Chhattisgarh

Da questi due stati proviene il 40% della popolazione tribale indiana. Il Narmada è il fiume principale che li attraversa, e le montagne del Vindhya e del Sature ne disegnano l’aspetto orografico. Qui si concentrano un terzo delle foreste del paese. Se un viaggio nel nord si organizza per visitare i famosi  templi di Khajurabo, un viaggio nella zona centrale lo si fa se si è amanti di riserve naturali. A sud si trova lo stupa buddista di Sanchi, e la cittadina di Mandu del 15°secolo.

  • Gwalior: è famosa per il Gawlior Forte, ovvero il Man Mandir Palace, costruito tra il 1486 e il 1516, dal raja Man Singh della dinastia Tomar, e viene considerato il più bel esempio di architettura laica rajput. Viene descritto come la ‘perla dei castelli’, e per un certo periodo è stato anche sotto gli inglesi. Molto belle le 21 sculture giainiste, dei tirthankara, realizzate dal 7°al 15°secolo, sono scolpite della parete di roccia. L’altro luogo da visitare è il Jai Vilas Palace, costruito dal colonnello Sir Michael Filone, architetto del maharaja, alla fine del 19°secolo, è ancora la residenza di un maharaja, però una parte della casa è stata trasformata in museo.
  • Orchha: fondata nel 1531 è stata la capitale dei re Bundela fino al 1738. Il Jahangiri Mahal, è l’edificio principale e più importante della città. E’ stato così chiamato in onore dell’imperatore moghul Jahangir che durante un viaggio nella città qui vi trascorse una notte. Da ammirare l’imponente portone d’ingresso, affiancato da elefanti di pietra, e i padiglioni con cupola, che caratterizzano tutti gli angoli del palazzo. 
  • Khajuraho: se si viaggia in direzione di Khajuraho, lo si fa per il suo complesso di templi, decretato persino patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, edificato tra il 9° e il 10° secolo, dalla dinastia Chandela. Di dimensioni esorbitanti, si resta stupefatti dall’armoniosità del complesso, con più di 800 sculture che rappresentano figure femminili, ballerini, animali e scene erotiche.
  • Bandhavgarh: il Bandhavgarh National Park, è la più importante riserva naturale indiana dove si possono ammirare le famose tigri. Si trovano oltre a una cinquantina di tigri, anche oltre 250 specie di uccelli, leopardi, gatti della giungla e dhole il cane selvatico indiano. All’interno vi sono anche sculture, come la Statua Sheshasaya, che lunga 11 metri, rappresenta Vishnu sdraiato.
  • Sanchi: è nota per il Grande Stupa, risalente al 2° secolo, e che viene considerato il monumento buddista più importante dell’India. L’UNESCO, l’ha dichiarato patrimonio dell’umanità. Molto belle le quattro tendora, o porte di ingresso. Sono in pietra e la porta nord è la più apprezzata: vi è scolpito la figura di Sudata, figlia del capo villaggio, che offre kheer, il budino di riso, al buddha, rappresentato dall’albero Bodhi, mentre il demone Mara invia la tentatrice a sedurlo.

Viaggiare nell’India Orientale

Un viaggio a Kolkata

Conosciuta come Calcutta, questa è una delle città più popolose e più grandi del mondo. È sorta nel 1690, quando un mercante inglese, Job Charnock, stabilì una stazione commerciale nel villaggio di Satanuti. È il cuore della cultura bengalese, e grazie alla presenza inglese per 200 anni è stata la sede del rinnovamento indiano, ha ridato vita alla cultura e alla letteratura bengalese, che successivamente ha portato alla creazione del movimento nazionalista di riforma del Bramo Samaj, variante dell’induismo. Quando nel 1911 la capitale venne spostata a Nuova Delhi, Calcutta perse di importanza ma non il fascino. Il Victorial Memorial resta il simbolo di quella che fu la potenza imperiale britannica.

  • BBD Bagh: è la piazza principale della città e prende il nome da tre uomini, Binay, Badal e Dinesh, che nel 1930 in nome della libertà indiana, spararono ad un ufficiale britannico. La piazza è circondata da edifici che risalgono al 18° e 19°secolo. Qui si trova sia la Tomba di Job Charnock, sia il Writers Building, attuale sede del governatorato, risale al 1777, quando era il centro di lavoro degli impiegati della Compagnia delle Indie.
  • Moschea di Nakhoda: costruita nel 1926, è la moschea più grande della città. Accanto alla moschea si trova il Royal Hotel, noto per il biryani e chaanp, ovvero costolette di capra in salsa piccante.
  • Victoria Memorial: è stato ideato da Lord Curzon. La cupola è stata conclusa nel 1921. E’ un punto di riferimento per la città e il marmo usato per costruirlo è il marmo di Makrana, lo stesso usato per costruire il Taj Mahal. Si dice che la prima pietra della struttura sia stata posta dal principe di Galles, colui che sarebbe diventato re Giorgio 5°, nel 1906. Ci sono 25 gallerie, tutte visitabili. Da non perdere, la Statua della Regina Vittoria da giovane, e la Statua dell’Angelo della Vittoria, che sovrasta la cupola. Alto 6 metri, e girevole, venne costruito in Italia.
  • Indian Museum: è il museo più antico dell’India e se si viaggia a Calcutta lo si deve assolutamente vedere. È stato fondato nel 1814 e all’interno si può ripercorrere la storia dell’India, dal 2500 a.C. E’ molto apprezzato per le sculture del Gandhara, risalente al 3° secolo, una delle sculture rappresenta il Maitreya, il futuro buddha.
  • Giardini Botanici: voluti da un ufficiale della Compagnie delle Indie Orientali nel 1786, il colonnello Kyd, sono famosi per il ficus bengalensis, ritenuto il più grande del mondo.

Viaggiare nel Bengala occidentale e nel Sikkim

Se a nord si trovano le pendici dell’Himalaya, a sud di questa regione si trova l’affascinante territorio della tigre del bengala. Vicino si trova lo stato del Sikkim, che confina con Bhutan, Nepal e Cina. Qui c’è la terza montagna più alta al mondo, il Kanchendzonga, che con i suoi 8598 metri di altezza domina il panorama della regione del Sikkim.

  • Dakshineshwar: è uno dei luoghi di pellegrinaggio più famosi della regione del bengala e preferito da coloro che organizzano un viaggio in questa regione. Il tempio è stato costruito nel 1855, da Rani Rashmoni, una vedova che però non apparteneva alla casta dei bramini. Per questo motivo nessuno voleva ufficiare al suo interno, e solo Ramakrishna Paramhansa, uno dei maestri spirituali più importanti dell’India, i cui insegnamenti sono stati diffusi dal suo discepolo Swami Vivekananda, accettò di officiare al suo interno.
  • Il Sundarbans: è una riserva naturale, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, ed è stata creata nel 1973. Venne creata allo scopo di proteggere la tigre del bengala, animale che nella simbologia indiana è molto importante. È considerata un simbolo di potere e regalità, e non a caso Shiva indossa una pelle di tigre, mentre la dea Durga ne cavalca una.
  • Bishnupur: è stata la capitale del regno Mallabhumi tra il 17° e il 18° secolo, ed è nota per i suoi templi. Il più famoso è quello di Shyama Rayam che risale al 1642.

Viaggiare nell’Orissa

Sul fertile delta del Mahanadi, sono stati costruiti nel corso dei secoli molti templi che rendono famosa questa regione. Il Sun Temple, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, è considerato uno dei più famosi.

  • Bhubaneswar: è la capitale della regione, ed è famosa per i suoi templi. Tutti costruiti tra il 7°e il 13°secolo, sotto la spinta di una rinascita dell’induismo, sono sparsi per tutta la città. Uno dei templi principali è il Lingaraj Tample, il cui deul, guglia¸ alta 55 metri troneggia ed è visibile da molto lontano.
  • Konark: si trova il Sun Temple, dedicato a Surya, il dio Sole. È del 13°secolo, ed è stato voluto dal re Narasimhadeva della dinastia dei Ganga orientali. Tutto il sito di Konark è patrimonio dell’umanità. Il tempio è stato costruito a immagine di un grande carro, con 12 ruote che rappresentano ognuna i 12 mesi dell’anno, per dar la possibilità al dio di muoversi attraverso il cielo.

Viaggiare nell’India occidentale

Un viaggio nel Rajasthan

È lo stato dell’India che può vantare il numero più alto di palazzi e bazar. A nord si trovano i deserto di Jaisalmer e di Jodhpur. Molto famosi il Ranthambhore National Park.

  • Jaipur: nota anche come ‘città rosa’ per il colore dei suoi edifici, il cui nome significa ‘città della vittoria’, la costruzione della città è stata voluta da Sawai Jai Singh 2° uno studioso. I lavori iniziarono nel 1727 e terminarono nel 1733. La città è circondata da mura e da 7 porte che ne consentono l’accesso. Il Palace Museum, è una perfetta opera di architettura moghul e rajput. Solo una parte del palazzo è aperta al pubblico. Un viaggio a Jaipur, non può non includere una visita al Jantar Mantar uno dei cinque osservatori voluti da Sawai Jai Singh 2°. È uno dei meglio conservati del paese, gli altri si trovano a Nuova Delhi, Ujjain, Matura e Varanasi. È stato costruito tra il 1728 e il 1734.
  • Amber Fort: è una piccola città che risale al 1592 ed è stata fondata dal Man Singh I, sui resti di un forte dell’11°secolo. È stata la capitale dei Kachhawaha fino al 1727, quando la capitale venne spostata a Jaipur.
  • Pushkar: meta di molti pellegrinaggi e viaggiatori stranieri, è nota per i suoi laghi e gli oltre 400 templi. I ghat e il Brama Temple, sono i luoghi simbolo della città. E’ conosciuta anche per la fiera che qui si tiene tra ottobre e novembre, nel mese indù di Kartik, dieci giorni dopo il Ditaji, l’annuale fiera del bestiame. Per due settimane il paese si anima, banchetti, feste, balli e danze, creano un’atmosfera che raggiunge l’apice durante purnima, la notte di plenilunio, quando i pellegrini si immergono nel lago sacro.
  • Jodhpur: è la seconda città dello stato del Rajashan, e venne fondata nel 459 da Rao Jodha, il re Rathore del regno di Marwar. Suggestivo, domina la città il Mahrangarh fort. Da non perdere l’Umaid Bhavan Palace.
  • Jaisalmer: fondata nel 12°secolo, è un avamposto nel deserto del Thar e rappresenta una tappa quasi obbligatoria per chi organizza un viaggio in questa regione. È stata la rotta commerciale più trafficata in direzione dell’Afghanistan e dell’Asia centrale. Nel 18° secolo ha cominciato a perdere di importanza per la crescita dei porti marittimi di Mumbay e Surat, ma conserva ancora un’aurea magica che rievoca gli antichi splendori. Da non perdere il Jaisalmer Fort, che con i suoi 99 bastioni domina il deserto e che risale al 1156, e i Templi giainisti.

Un viaggio nel Gujarat

La sua costa ha sempre attirato mercanti, viaggiatori e naviganti, arabi, portoghesi, olandesi, moghul, inglesi e parsi in fuga dall’Iran. Una regione ricca di siti archeologici, devastata nel gennaio 2001 da un terremoto, è riuscita a risorgere molto velocemente dalle sue macerie.

  • Ahmedabad: sarebbe stata costruita dal sultano Ahmed Shah (1411-1442). È un importante centro commerciale e industriale. Si consiglia di vedere la città vecchia, dove si può salire sul Bhadra Fort, il primo nucleo della città e la Moschea Ahmed Shah. Nel cuore del mercato sempre all’interno della città vecchia, si trova la Tomba di Ahmed Shah e il Rani-ka-Hazira, un mausoleo in onore delle mogli del sultano. Il Calico Museum, è stato inaugurato nel 1949 dalla famiglia Sarabhai, noti filantropi, e all’interno si possono ammirare numerose collezioni di tessuti rari.
  • Adalaj Vav: è un ingegnoso sistema di pozzi, costruito nel 1499 per far fronte alla scarsità d’acqua della regione. Nel Gujarat altri pozzi famosi sono il Rani ni Vav dell’11°secolo che si trova a Patan, e il Dada Harir Vav ad Ahmedabad.
  • Modhera Sun Temple: costruito nel 1026 da Re Bhima I, si trova a Modhera. Un serbatoio d’acqua domina il cortile centrale. Non distante si trova Vadodara, che nota anche con il nome di Baroda, è una magnifica città ricca di musei e parchi. Uno dei più famosi è il Vadodara Museum and Picture Gallery.

Viaggiare nell’India sud-occidentale

È costituita dai tre stati del Maharashtra, Goa e Karnataka. La città più importante è Mumbai, ex Bombay. A sud si trova la città di Bangalore, considerata la Silicon Valley indiana.

Mumbai

Un tempo nota con il nome portoghese di Bombay, dal portoghese ‘Bom Bahia’ ‘Buona Baia’, Mumbai è la capitale del Maharashtra, e rappresenta il centro finanziario dell’India. È anche conosciuta con il soprannome di Bollywood, poiché è la sede della più grande industria cinematografica mondiale. La città è stata fondata dai portoghesi nel 1534, e nel 1661 viene data agli inglesi. Nel 18°secolo era il più attivo centro commerciale e il più grande cantiere navale della costa occidentale. L’attuale nome è in onore della Mumba Devi, la dea dalle otto braccia adorata dai pescatori Koli. Mumbai, come molte altre città dell’India, è ricca di contraddizioni, imponenti grattacieli si mescolano a costruzioni vetuste e fatiscenti. Se si organizza un viaggio a Mumbai si consiglia di vedere:

  • Gateway of India: quando si inizia un viaggio  Mumbai si parte sempre dal Gateway of India, l’emblema della città. Iniziato nel 1911 a commemorare la grandezza e la magnificenza dell’impero inglese, è stato terminato nel 1924. E’ una struttura monumentale, con due sale da ricevimento, archi e minareti. A nord del Gateway c’è la Chhatrapati Shivaji Road. Qui si trova la statua equestre di Shivaji. Intorno al Gateway si possono ammirare molti edifici di stile coloniale come l’Old Yacht Club, il Royal Bombay Yacht Club e il Taj Mahal Hotel.
  • Wellington Fountain: è stata realizzata per celebrare la visita del duca di Wellington nel 1801. vicino si trovano altri edifici del periodo coloniale, come il Regal Cinema e il Sailors’Home, attuale sede della centrale della polizia.
  • Kala Ghoda: quest’area si estende dalla Wellington Fountain fino alla Bombay University. Il nome, Kala Ghoda, che letteralmente significa ‘cavallo nero’, viene da una statua equestre di Re Edoardo 7° che si trovava tra Mahatma Gandhi Road e K Dubash Marg. Pur essendo stata rimossa la statua, il quartiere ha continuato ad essere chiamato con questo nome, Kala Ghoda. Si consiglia di vedere il Rajabai Clock Tower, la torre alta 78 metri all’interno della Bombay University, la High Court, il secondo edificio più importante della città, e il Prince of Wales Museum, il museo più prestigioso di Mumbai all’interno del quale si trova una buona raccolta di miniature e di sculture rajput. Qui si trova anche la più antica sinagoga sefardita, donata dalla famiglia Sasson. L’Army and Navy Building, in stile neoclassico, un grande magazzino dei primi del ‘900 è oggi sede degli uffici di Tata Group.
  • Victoria Terminus: oggi è chiamata Chhatrapati Shivaji Terminus, ed è la stazione ferroviaria di Mumbai. È un fulgente esempio di architettura gotico-vittoriana, progettata da Frederick William Stevens è stata terminata nel 1888. Le sculture e la sala delle prenotazioni, sono imperdibili.
  • Shahid Bhagat Singh Marg: nota anche come Colaba Causeway, è un animato centro commerciale e amministrativo.
  • Ballard Estate: questa area è diventata un quartiere commerciale dopo la bonifica realizzata tra il 1908 e il 1914, ed è stata progettata da Gorge Wittet, lo stesso architetto che ha progettato il Gateway of India. Prima della bonifica quest’area era totalmente coperta dell’acqua. Alcuni degli edifici più noti sono il Customs House, il Bombay Port Trust, il Grand Hotel e il Mackinnon and Mackenzie Building. Mumbai è anche nota per i Dabbawallah, ovvero uomini che ritirano i pasti preparati in oltre 10.000 case e che li consegnano negli uffici sparsi nella città.
  • Elephanta Island: si consiglia un viaggio su questa isola sita a est della costa di Mumbay. Qui si trovano i templi di Elephanta dedicati a Shiva. Sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Viaggiare nel Maharashtra

In questa regione si trovano due famosi siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO: le grotte buddiste di Ajanta e i templi nella roccia di Ellora.

  • Alibag: è uno dei porti più antichi della regione voluto e costruito dai Maratha, per difendersi da olandesi, portoghesi e inglesi.
  • Kolhapur: si trova sulle rive del fiume Panchganga. Qui si trovano molti templi, tra cui lo Shri Mahalakshmi, dedicato alla dea madre e costruito nel 7°secolo.
  • Ahmadnagar: è stata costruita nel 16°secolo da Ahmad Nizam Shah Bahri. Molto bello l’Ahmadnagar Fort, famoso perché qui, nel 1942 Jawaharlal Nehru, scrisse il suo famoso libro La scoperta dell’India. Non distante si trova la Moschea Damri risalente al 1568.
  • Ellora: qui si trova Kailasanatha Temple, una delle più belle grotte di Ellora. Venne costruita su commissione del re Rashtrakuta Krishna I nell’8°secolo. Misura 81 metri per 47. Il tetto, la mandapa, è sormontato da un loto e quattro leoni di pietra. Il pannello di Gajalakshmi, di fronte all’ingresso insieme al pannello Ravana sono le strutture meglio conservate. Il sito si trova a 30 chilometri a nord ovest di Aurangabad.

Viaggiare nella regione di Goa

Gpa è un importante centro turistico meta di molti vacanzieri che qui organizzano i loro viaggi. Molto belli i suoi templi indù, costruiti attorno a Pondoa tra il 15°e il 18°secolo, e le chiese a Goa Velha. Lungo oltre 106 chilometri, si snodano le splendide spiagge di Goa, da Querim a nord a Mobor a sud. Le più note sono Querim, Arambol, Baga, Sinquerim, Bogmali e Colva.

  • Panaji: è la capitale del Goa, è stata costruita nel 1510 dopo l’arrivo dei portoghesi e per molto tempo è stata la sede di un importante porto commerciale. Si consiglia di visitare la città vecchia, dove si può visitare la Fundacao de Oriente, una fondazione portoghese che promuove le arti, le scienze e la cultura e la Cappella di Sant Sebastian, che risale al 1888.
  • Goa Velha: o Goa Vecchia, è stata la capitale portoghese fino al 18°secolo. Un viaggio a Goa Velha è un tuffo nella storia del cristianesimo in India. Questa zona infatti con i suoi templi, chiese, cattedrali e monasteri è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La Cappella reale di Sant’Antonio, il Convento di Santa Monica, la Chiesa e Monastero di Sant’Agostino, la Chiesa e Convento di San Giovanni di Dio, la Chiesa San Cajetan e quella di San Francesco d’Assisi, sono le più belle e meglio conservate.

Viaggiare a Karnataka

In questa regione al sud dell’India, dove si trova l’altopiano del Deccan, si possono visitare gli antichi templi indù del 6° e 8°secolo di Badami, Pattadakal e Aiole.  Le città principali sono quelle di Bangalore, Bidar, Gokarna.

  • Bangalore: è la quinta città dell’India per grandezza, ed è forse più nota come la Silicon Valley asiatica. Si può organizzare un viaggio molto tranquillo. Bangalore è un luogo molto riposante, con una fiorente vegetazione dovuta al clima temperato ed è una città molto giovane. Fondata nel 16°secolo, da Kempe Gowda, il suo nome deriva da una frase, kannada benda kaluru¸ovvero fagioli lessi, la pietanza servita ad un re hoysala nel 10° secolo da un’anziana signora del luogo. Si consiglia di vedere il Vidhana Soudha, che ospita lo State Legislature del Karnataka, è stato costruito nel 1956 ed esemplifica lo stile neo-dravidico della Bangalore post-indipendenza. La Old Bangalore, a sud del centro della città, contiene monumenti del periodo 16°-19°secolo. Da vedere il Tipu Sultan’s Palace, che risale al 1790, il Lalbagh, considerato uno dei giardini botanici con la maggior varietà di specie dell’Asia meridionale, il Gavi Gangadhareshvara Temple, uno dei templi più antichi di Bangalore, costruito nel 16°secolo.
  • Gokarna: è un importante centro di cultura sanscrita. Qui si trova il Mahabaleshvara Temple, un tempio dove viene festeggiato il compleanno di Shiva. Ma Gokarna è forse più nota per la città vicina di Karwar, dove si trovano le più belle spiagge della regione.
  • Chitradurga: è stata un importante centro sin dall’impero Vijayanagar, ha acquisito ulteriore prestigio tra il 17° e il 18°secolo, con i Beda, dei capi locali, e successivamente sotto gli inglesi. Bellissimo il Forte, costruito in blocchi di granito e che sovrasta la città, e il Governament Museum.
  • Hampi: se si organizza un viaggio nel Karnataka si deve visitare Hampi. È un sito dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, e si trova sulla riva sud del Tungabhadra, è stata capitale dei re indù per 200 anni. Ricca di templi è una zona sacra e regale. Il Krishna Temple, è stato eretto nel 1516, non è più usato come luogo di culto; il Virupaksha Temple, dedicato alla dea Pampa è il principale luogo di culto di Hampi; le Stalle degli Elefanti, è il luogo dove un tempo venivano ospitati gli elefanti reali; il Lotus Mahal, mescola architettura indù e islamica, era una zona utilizzata dal re come camera di consiglio. Ma è il Vitthala Temple, ad essere uno dei templi più importanti di Hampi, oltre ad essere uno stupendo esempio di architettura vijayanagar.
  • Aihole: qui si trova il Durga Temple, un santuario semicircolare, vicino al quale si può visitare il Ladkhan Temple, dove si trovano incisioni di coppie di amanti e fiumi.

Viaggiare nell’India del Sud

Qui si trova il centro dell’India dravidica, con il Kerala ricco di bellezze naturali, l’Andra Pradesh dove si trovano i siti storici dell’intera area. Nel dicembre 2004 la zona del Tamil Nadu, è stata devastata dallo tsunami.

Viaggiare nel Tamil Nadu - Chennai

Chennai è la capitale del Tamil Nadu, e per molto tempo è stata conosciuta come Madras. Quando si organizza un viaggio in questa antica provincia, a maggioranza Tamil, si consiglia di vedere:

  • Fort St George: è stato un avamposto britannico, ed è da qui che è partita la colonizzazione inglese dell’India. Completato il 23 aprile 640, nel giorno di San Giorgio, deve a ciò il nome attuale. All’interno si trova il Secretariat, oggi sede del governo del Tamil Nadu, la St Mary’s Church, la chiesa anglicana più antica dell’Asia, il Fort Museum, costruito alla fine del 18°secolo, contiene ritratti di reali inglesi, armi, cimeli e emblemi dell’epoca britannica.
  • St Andrew’s Kirk: consacrata nel 1821, si ispira alla St Martin in the fields di Londra. La cupola e l’organo a canne sono le due meraviglie da non perdere. La cupola, al suo interno è blu e questo blu è stato ottenuto con conchiglie frantumate e lapislazzuli. L’organo a canne, risale al 1883 ed è stato costruito nello Yorkshire in Gran Bretagna. La particolarità sta nella sua edificazione: a causa del terreno sabbioso la struttura poggia su 150 pozzi interrati tra i 4 e i 15 metri, uno stratagemma edilizio indigeno molto usato nella zona.

Tamil Nadu

Si snoda dalla Coromandel Coast a est alla catena dei Ghati occidentali a ovest. Qui si trovano grandi templi proclamati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

  • Mamallapuram: o Mahabalipuram, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Costruita nel 7°secolo da re Narasimha Barman, detto Mamalla, ‘il grande lottatore’, è un bellissimo sito sul golfo del Bengala. Il Shore Temple, è un tempio costruito su un promontorio in onore di Vishnu è stato volto da Mamalla. Il bassorilievo della penitenza, il Bhagiratha’s Penance, si trova all’interno del villaggio. Ma è il Panch Ratas, risalente al 7°secolo la vera meraviglia di Mamallapuram. È un complesso di altari monolitici incompiuti ma molto ben conservati. Il Pannello di Durga, la Harihara, una forma sincretica di Vishnu e Shiva, e l’Arjuna Ratha, il tempio a due piani con una raffigurazione di Shiva che cavalca il toro Nandi, sono le strutture più belle del complesso.
  • Thanjavur: o Tanjore, ha ospitato tre dinastie, i Chola tra il 9° e il 13°secolo, i Najaka durante il 16°secolo, e i Maratha tra il 1676 e il 1855. Il monumento più importante è il Brihadishvara Temple, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, venne terminato nel 1010 e consacrato a Shiva. Il santuario è una struttura a 13 piani, alta 66 metri. Due dvarapala, guardiani, si trovano all’ingresso a protezione del monastero, e il Nandi Mandapa, un blocco di granito di 25 tonnellate, è il toro sacro di Shiva.

Viaggiare sulle Isole Andatane

Si tratta di un complesso di 572 isole, molte delle quali non visitabili per preservarne l’ecosistema, sono state fortemente danneggiate dallo tsunami del 26 dicembre 2004. Vi sono tre diversi ecosistemi: tropicale, mangrovie e barriere coralline.

  • Port Blair: si trova a sud-est della South Andaman Island. La sua storia inizia nel 1789 sotto la direzione del tenente inglese Archibald Blair, e 50 anni più tardi divenne una colonia penale. L’Anthropological Museum, il Fisheries Museum, sono i due musei più importanti della città.
  • Wandoor Marine National Park: è stato creato nel 1983 per proteggere l’ecosistema della  regione. Le uniche due isole aperte al pubblico sono la Jolly Buoy Island e la Redskin Island lo tsunami ha fortemente danneggiato la barriera corallina.

Viaggiare a Kerala

  • Thiruvananthapuram: è la capitale del Kerala e fino a poco tempo fa si chiamava Trivandrum. Da vedere l’Anantha Padmanabhaswamy Temple, è l’unico tempio dello stato con una gopura a sette piani. Il Kanakakunnu Palace, è il luogo dove la famiglia reale Travancore intratteneva i suoi ospiti. Al suo interno si consiglia di visitare la Sala della Preghiera, il Palazzo della Madre e la Sala del Consiglio.
  • Isole Laccadive: è un arcipelago di 36 isole sul mare arabico. Solo le due isole di Bangaram  e Kadmat sono aperte ai visitatori stranieri.

Viaggiare nell’Andhra Pradesh

  • Hyderabad: è la 6°città più grande dell’India ed è stata fondata nel 591. A nord del fiume Musi si trova la fiorente area high-tech soprannominata ‘Cyberabad’. Si consiglia di visitare la Mecca Masjid, una moschea costruita tra il 1617 e il 1694, dove nell’arco centrale sono conservati mattoni provenienti da La Mecca; il Charminar, letteralmente ‘quattro torri’ è l’emblema di Hyderabad; il Lad Bazar, lo splendido mercato della città.
  • Golconda: è la città della dinastia Qutb Shahi, che qui regnò tra il 1518 e il 1580. Il Golconda Fort era famoso per i suoi tesori.