Censura cinese colpisce ancora: questa volta è il turno di Skype

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19 Aprile 2006

PECHINO: Skype, società di telefonia su Internet appartenente alla Ebay, ha ammesso ieri che il suo partner cinese ha filtrato dei messaggi di testo, giustificando però questa conformità alle leggi della censura cinese come l’unico modo per fare affari nel Paese.

In un’intervista con il Financial Times, Niklas Zennstrom, chief executive di Skype, ha risposto alle accuse rivolte alla società affermando che la censura si sarebbe limitata a colpire i messaggi contenenti le parole come ‘Falun Gong’ e ‘Dalai lama’, sottolineando che Tom Online, il suo JV partner in Cina, si è solo adeguato alle leggi locali.

Niklas Zennstrom ha inoltre sostenuto che la conformità alla censura cinese non è poi così diversa dall’obbedire alle leggi che regolano gli affari nei Paesi occidentali.

La Cina, insieme agli Usa e alla Germania, è uno dei tre maggiori mercati di Skype in termini di utenti del suo servizio telefonico globale gratuito.

Zennstrom insiste che le azioni di Tom-Skype non hanno messo in pericolo la privacy o la sicurezza degli utenti.

Yahoo è stato a suo tempo fortemente criticata per aver fornito informazioni che hanno aiutato le autorità cinesi alla cattura due dissidenti.

Skype, lanciato nel 2003 e acquistato dalla Ebay lo scorso anno, possiede finora oltre 80 milioni di utenti nel mondo.

Ylenia Rosati