Cina: Fiume Azzurro ‘cancerogeno’ per l’inquinamento

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30 Maggio 2006

PECHINO: Il Fiume Azzurro, il fiume più lungo della Cina, è diventato "cancerogeno" a causa dell’alto tasso di inquinamento e sta rappresentando una minaccia per i rifornimenti di acqua in ben 186 città lungo le sue rive, ha riferito oggi l’agenzia di stampa ufficiale "Nuova Cina".

Gli ambientalisti temono che un peggioramento dell’inquinamento potrebbe "uccidere" il fiume entro 5 anni. Tra le cause dello stato "cancerogeno" del fiume figurano: rifiuti industriali e organici, scarichi delle navi e prodotti chimici di uso agricolo.

Il Fiume Azzurro, il terzo fiume più lungo al mondo (6.300 km) dopo il Nilo e il Rio delle Amazzoni, nasce nella regione occidentale del Qinghai e del Tibet, attraversa 186 città incluse Chongqing, Wuhan e Nanjing per poi gettarsi nel Mar cinese orientale a Shanghai.

Esso assorbe oltre il 40% delle acque di scarico del Paese, e l’80% non è trattato attraverso sistemi di depurazione.

"Dato che il fiume è l’unica fonte di acqua potabile a Shanghai, è stata una grossa sfida per la città procurarsi dell’acqua pulita", riferisce l’agenzia Nuova Cina citando l’ecologista Yuan Aiguo.

La Cina sta affrontando una grave crisi idrica, 300 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e il Governo ha speso finora cifre enormi per depurare i maggiori corsi d’acqua quali il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro.

Ma queste campagne di depurazione hanno avuto scarso successo, soprattutto a causa di politiche regionali poco incisive.

Inoltre, le fuoriuscite di rifiuti tossici sono abbastanza comuni, basti pensare al caso del fiume Songhua nel nord-est del Paese che ha impedito alla popolazione di bere la sua acqua per giorni.

Nonostante le immediate preoccupazioni per le città che sorgono sulle sue sponde, il Fiume Azzurro, insieme al Fiume Giallo, è importante specialmente per il progetto di deviazione delle acque, un progetto che prevede di condurre le acque dai corsi meridionali verso l’assetato nord del Paese. Tuttavia gli ambientalisti temono che finché i governi locali e le industrie non agiranno seriamente, gran parte dell’acqua trasferita a nord non sarà potabile.

La maggior parte delle acque del Fiume Giallo, il secondo fiume più lungo in Cina nonché la culla dell’antica civiltà cinese, sono talmente inquinate che è pericoloso sia bere la sua acqua che nuotarci dentro.

Ylenia Rosati