Cina-Giappone: via libera a crediti per 659 milioni di dollari

6 Giugno 2006

TOKYO: Il Giappone ha dichiarato oggi di aver deciso di garantire alla Cina dei crediti a basso interesse per il valore di 74 miliardi di yen (659 milioni di dollari), dopo un ritardo di oltre due mesi a causa dei tesi rapporti bilaterali.

La decisione sui prestiti, presa nel corso di un meeting del Consiglio governativo sulle strategie di aiuto estero, è il segno di un disgelo politico nelle relazioni sino-giapponesi, peggiorate subito dopo la presa del potere del primo ministro Junichiro Koizumi nel 2001 ed esacerbate dalle sue visite annuali al Tempio di Yasukuni.

Tuttavia, il ministro della Pesca, Shoichi Nakagawa, noto per la sua linea dura contro Pechino, ha riferito la sua perplessità per la decisione.

Gli organi internazionali, quali la Banca Mondiale, insistono che nonostante il boom economico degli ultimi anni, il Paese ha ancora bisogno del sostegno internazionale per aiutare le classi più povere.

Il Giappone ha comunque diminuito il volume dei suoi aiuti finanziari alla Cina negli ultimi anni, in parte perché preoccupato che i fondi fossero utilizzati per le spese militari. Poi nel marzo del 2005 l’Arcipelago ha deciso di estendere i prestiti a circa 85.9 miliardi di yen, portando il totale dei crediti alla Cina a quota 3 trilioni di yen dal 1979, i quali però cesseranno prima dei Giochi Olimpici del 2008.

I media giapponesi sostengono che il meeting dello scorso mese nel Quasar tra il ministro degli Esteri, Taro Aso e la sua controparte cinese, Li Zhaoxing, il primo contatto a livello ministeriale tra le due nazioni in un anno, avrebbe contribuito a spianare la strada verso questa decisione.

Le relazioni con la Cina sono state al centro delle discussioni anche nell’ambito della corsa alla successione a Koizumi, il cui mandato scadrà a settembre. Il Segretario generale del Governo, Shinzo Abe, il favorito nella corsa alla leadership, ha criticato Pechino per aver rifiutato di organizzare dei summit a causa della disputa per le visite di Koizumi al sacrario.

Il suo rivale, Yasuo Fukuda, appoggia la proposta per la costruzione di un nuovo sacrario, dove poter onorare i caduti in guerra senza offendere né la Cina né la Corea del Sud.

Il ministro del Commercio cinese, Bo Xilai la scorsa settimana si è lamentato della crescita troppo lenta nel commercio tra Cina e Giappone proprio a causa della tensione politica tra i due Paesi. Il commercio bilaterale è infatti cresciuto del 9.9% lo scorso anno, più lento di quello tra Cina-Europa e Cina-America, riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Nuova Cina.

Il Governo giapponese decide il suo budget totale di crediti prima dell’inizio di ogni anno fiscale, in aprile, ma di solito non decide sulla sua cessazione fino alla fine dell’anno. Il ministro degli Esteri ha inoltre sottolineato che il ritardo nella decisione sui crediti alla Cina non è un segno di ‘raffreddamento’ nei rapporti bilaterali e che il flusso finanziario non è stato interrotto finora, dato che prestiti per eventuali progetti possono essere offerti per più anni.

Ylenia Rosati

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