Cina: insaziabile la sua fame di energia idroelettrica

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13 Giugno 2006

PECHINO: La Cina progetta nei prossimi 20 anni la costruzione di una dozzina di impianti idroelettrici, con una capacità stimata attorno ai 90.2 milioni di kilowatt.

I progetti verranno realizzati nel tratto superiore dello Yangtze (Fiume Azzurro), meglio noto come Jinsha, e sui suoi tributari, Yalong e Dadu.

La capacità di ognuna di queste centrali idroelettriche che verranno realizzate sullo Jinsha, Yalong e Dadu, andrà da 1 milione a 10 milioni di kilowatt, riferisce Cao Guangjing, manager della Three Gorges Project Development Corporation.

Le dichiarazioni di Cao si scontrano però con le rinnovate preoccupazioni degli ambientalisti circa il pericolo per la costruzione di così tante centrali idroelettriche lungo il corso dello Yangze e dei suoi tributari.

Il Governo centrale sta rivedendo il suo ambizioso piano, richiedendo degli studi sull’impatto ambientale per tutti i progetti.

La Cina vanta le maggiori risorse idroelettriche al mondo, con un potenziale di circa 680 milioni di kilowatt. L’energia idroelettrica aiuterà infatti ad allentare la forte dipendenza del Colosso asiatico dall’uso del carbone, il principale fattore inquinante per il Paese.

La scorsa settimana il Governo ha dato il via libera al progetto Baihetan, che avrà una capacità di 12 milioni di kilowatt e anch’esso situato sul fiume Jinsha.

La diga di Baihetan rappresenta il terzo maggiore progetto idroelettrico, dopo la centrale di Xiluodu, di cui si stima una capacità di 12.6 milioni di kilowatt, e quella delle Tre Gole, che raggiungerà i 18.2 milioni di kilowatt.

La diga delle Tre Gole è stata ufficialmente portata a termine lo scorso mese, una pietra miliare nella storia della lotta della Cina per tenere a freno l’impeto dello Yangze, tuttavia, molti altri generatori saranno necessari per rendere la diga pienamente operativa.

Ylenia Rosati