Cina, politica valutaria: la strategia delle minacce non può funzionare

19 Maggio 2006

SHANGHAI: Minacciare la Cina per spingerla a rivalutare lo yuan è una strategia destinata a fallire, ha dichiarato ieri un funzionario dell’Ue, in quello che è parso un rimprovero rivolto implicitamente ad alcuni politici americani.

Charlie McCreevy, commissario europeo al mercato interno, ha dichiarato nel corso della sua seconda visita in Cina, che Pechino ha preferito adottare un approccio graduale nella sua riforma valutaria che, a lungo termine, aiuterà a correggere gli squilibri nel commercio globale e nei flussi di capitale.

Diversamente dagli Stati Uniti, che hanno criticato aspramente il lento apprezzamento della valuta, l’Ue ha optato per un approccio molto meno diretto con la Cina.

I due senatori americani, il democratico Charles Schumer e il repubblicano Lindsey Graham, credono che lo yuan sia stato volontariamente svalutato del 40%, per favorire le esportazioni cinesi, che aumentano il surplus commerciale del Paese con gli Stati Uniti, costando a quest’ultimi la perdita di milioni di posti di lavoro.

I due senatori hanno inoltre posticipato il voto di una legge per l’imposizione di un dazio del 27.5% sulle importazioni cinesi qualora Pechino non velocizzi il processo di apprezzamento della sua valuta.

I 25 membri dell’Ue hanno raggiunto nel 2005 un deficit commerciale con la Cina pari a 106.2 miliardi di euro (135.5 miliardi di dollari) contro quello di 202 miliardi di dollari degli Usa.

Sebbene Bruxelles sia convinta che una "politica diplomatica" sia il modo migliore per influenzare la leadership di Pechino, alcuni Paesi dell’Ue sono però preoccupati che le esportazioni cinesi a basso costo possano minacciare seriamente anche le loro economie.

L’Italia, per esempio, è stata tra i Paesi propositori delle sanzioni che l’Ue ha imposto lo scorso mese sulle importazioni di calzature in pelle dalla Cina e dal Vietnam.

McCreevy, nel corso della sua visita in Cina, incontrerà il ministro della Finanza Jin Renqing, come ulteriore tentativo dell’Ue per rafforzare i legami con Pechino attraverso un dialogo egualitario.

A seguito dei primi incontri tra McCreevy e Jin, Ue e Cina hanno siglato una dichiarazione congiunta in cui si sostiene che la Cina seguirà una politica monetaria "prudente" cercando di rendere lo yuan più adattabile alle condizioni del mercato globale.

McCreevy ha inoltre spinto la Cina a continuare le sue riforme finanziarie, suggerendole però che sia "Pechino a stabilire natura e velocità delle riforme, dato che solo la Cina può giudicare quale politica sia più adatta per lei."

Ylenia Rosati

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