Cina: ragazze orientali, bisturi occidentali

8 Giugno 2006

PECHINO: Ogni due minuti da qualche parte in Cina una donna subisce un’operazione di chirurgia estetica per avere delle palpebre occidentali.

Si tratta di un giro d’affari di 3 miliardi di dollari, divisi tra circa 1 milione di cliniche specializzate nella chirurgia estetica, che vedono al proprio servizio 6 milioni di persone.

Una prova del grado di diffusione del fenomeno, è la gara di "Miss Bellezza Artificiale" per "bellezze create dall’uomo" organizzata per la prima volta a Pechino nel 2004, che ha visto tra i contendenti anche dei transessuali.

La chirurgia estetica in Cina è soprattutto una forma di investimento, più che una vanità personale, l’unico modo per emergere tra 1.3 miliardi di altri cinesi, per avere un lavoro di successo o un marito potente. E allora via con occhi più tondeggianti, naso dritto e gambe più lunghe.

In quest’ultimo caso le ossa vengono spezzate e tenute distanti da chiodi, cosicché crescendo riempiano lo spazio. Il sogno alla fine si realizza, nonostante il dolore atroce dell’operazione, ma dopo qualche mese ci si accorge che le ossa non sono abbastanza forti da poter sostenere il peso del corpo. Così ogni 25 minuti, da qualche parte in Cina, qualcuno si lamenta di come la chirurgia plastica lo ha sfigurato.

Ylenia Rosati

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