Diecimila dollari e niente motocicletta

21 Gennaio 2007

CANTON: Guangzhou è sempre stata una città che ricopre un posto particolare nella Cina. Innanzitutto è la capitale della provincia del Guangdong o Canton che normalmente è la più conosciuta agli occidentali, anche per via della sua cucina delicata che al palato degli stranieri spesso rappresenta la cucina cinese in toto (non a caso nei ristoranti cinesi il riso fritto per eccellenza è il riso alla cantonese).

É anche la provincia che nei primi anni delle riforme economiche ha fatto un po’ da laboratorio socio-politico alla politica di apertura cinese, e che nei primi interscambi commerciali con la Cina era la sede della fiera di Canton, negli anni ’70 ed ’80 l’unica vetrina allora disponibile sui prodotti made in China.

Ed ancora è la prima città cinese, nella rapidissima crescita economica cinese, ad aver passato la soglia psicologicamente molto importante della media di reddito pro capite dei 10.000 US$, che si avvicina al reddito procapite tipico di nazioni maggiormente sviluppate e che comunque è fino a cinque volte più elevato di quello del resto della Cina.

Guangzhou è particolare anche per una misura draconiana presa dalle autorità locali, e cioè il bando totale delle motociclette e delle biciclette motorizzate.

In questo non è la sola città cinese ad avere sviluppato una idisioncrasia verso le due ruote motorizzate; infatti molte delle grandi città cinesi hanno varie forme di restrizioni nei confronti delle moto.

A Pechino, per esempio, il centro città è off limits per le moto così come diverse arterie di traffico, ma nel caso di Guangzhou il provvedimento colpisce perchè, anche in questo in anticipo sul resto della Cina, il traffico di Guangzhou già da diversi anni era alquanto problematico e le moto costituivano uno dei mezzi più veloci per l’attraversamento della città, con tanto di mototaxi ed altri servizi basati sulle moto.

Uno dei motivi per il bando delle due ruote è l’ondata di criminalità, con gang che utilizzano per l’appunto le moto per scippi ed altri delitti, ed in un caso una gang era stata per l’appunto denominata "tagliatori di mani" per aver mozzato la mano di una loro vittima.

Una delle ragioni per questa nuova criminalità è probabilmente la ricchezza della città, o per meglio dire, la sua differente distribuzione. Infatti la statistica che assegna il primato della città più ricca della Cina non tiene conto della popolazione migrante, che è spesso esclusa dalla corsa al nuovo benessere, rimanendo relegata nei cantieri edili, nelle fabbriche a lavorazione intensiva o comunque confinata nei lavori più umili.

E sono proprio loro i più colpiti da questo provvedimento che restringe il metodo più economico per spostarsi o per creare una piccola attività con fondi limitati, come poteva essere per esempio quella dei moto taxi.

Provvedimento che cerca solo di eliminare il sintomo di una malattia della nuova Cina, e che di certo non elimina la malattia stessa.

Di certo, per un po’ di tempo, a Guangzhou non ci sarà più bisogno dell’arte della manutenzione della motocicletta.

Marco Wong

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