Dopo il G8 incontro tra Cina e USA

19 Luglio 2006

WASHINGTON: Il Generale Guo Boxiong, vice presidente della Commissione Militare Cinese (CMC), ha incontrato ieri il Segretario della Difesa americano Donald H. Rumsfeld, nella sede del Pentagono.

Durante i colloqui, le due parti hanno abbondantemente discusso riguardo all’attuale situazione internazionale, dal conflitto medio-orientale, alla questione coreana, non tralasciando il problema iraniano.

Entrambe le parti, si sono dette concordi nell’incrementare la cooperazione tra la Cina e gli Stati Uniti.

Il Generale Guo, ha voluto sottolineare come questa visita voglia contribuire ad implementare il consenso raggiunto dal Presidente Hu Jintao e dal Presidente Gorge W. Bush, durante la visita che il Presidente cinese ha svolto negli Stati Uniti in Aprile

Il Generale cinese ha espresso la speranza, che la sua visita possa contribuire a rafforzare una migliore mutua comprensione tra le due parti. Dal suo canto, Rumsfedl ha evidenziato come la Cina sia un paese che abbia un considerevole ‘peso’ sulla scena internazionale, e che sia nell’interesse dei due paesi rafforzare una cooperazione a livello militare.

Durante i colloqui, le due parti si sono accordate per condurre esercitazioni navali congiunte, entro la fine di questo anno, e promuovere scambi tra le rispettive accademie militari e giovani ufficiali di entrambe le forze armate, per estendere appunto la cooperazione in quest’ ambito.

Nella stessa giornata il Generale Guo, ha anche avuto modo di incontrare il Segretario di Stato USA, Condoleezza Rice, avendo cosi modo di scambiarsi opinioni sull’attuale situazione internazionale.

Entrambi si sono detti concordi che, non solo che si devono rafforzare i legami militari tra i due stati, ma anche che va fatto il possibile per contribuire alla pace e alla stabilità nella regione Medio Orientale.

Durante i due incontri, con Ronald Rumsfeld e Condoleezza Rice, il Generale Guo, ha tenuto a precisare come la questione di Taiwan sia un affare interno e come auspichi che non venga patteggiata una eventuale indipendenza dell’isola.

Gli Stati Uniti hanno risposto che non favoriranno sicuramente cambi unilaterali dello status quo che regna nell’area.

Marianna Sacchini

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