Fame di capitali: dopo ICBC, anche Citic Bank lancia Ipo a HK e Shanghai

16 Ottobre 2006

HONG KONG: La Industrial and Commercial Bank of China — ICBC -, maggiore istituto cinese per asset, ha lanciato oggi 16 ottobre la sua offerta pubblica iniziale sui mercati di Hong Kong e Shanghai, rispettivamente di 13 miliardi di azioni di tipo H e 35,39 miliardi di azioni di tipo B. L’offerta si è aperta alle 9 di questa mattina e si chiuderà giovedì, il prezzo finale sarà annunciato il 23 ottobre mentre il debutto dello scambio azionario è previsto per il 27. ICBC, primo istituto cinese a quotarsi simultaneamente sui listini di Hong Kong e Shanghai, diventerà una delle protagoniste dell’indice Hang Seng di Hong Kong: l’offerta, prevista di oltre 21 miliardi di dollari, sarà la maggiore di tutti i tempi, superando l’Ipo da 18,4 miliardi di dollari della giapponese NTT Mobile, ora NTT Docomo, datata 1998. L’Ipo di ICBC, quinta banca cinese a quotarsi sull’Hang Seng dopo Bank of Communication, China Construction Bank, Bank of China e China Merchants Bank, è solo l’ultimo di una lunga serie di collocamenti varati dal governo di Pechino nell’ambito nel complesso piano di ristrutturazione del settore bancario. Il paese si trova in una situazione di bilico: se da un lato il governo è alla ricerca di soluzioni di investimento per l’enorme afflusso di valuta dall’estero e il conseguente ingente aumento della liquidità, dall’altro le imprese sono affamate di capitali, che cercano spesso all’estero. Ma il vero problema è che non esiste un effettivo mercato dei capitali in Cina. Dalla nascita delle Borse di Shanghai e Shenzhen nel 1990, le società quotate sono sempre state criticate per la gestione povera e difettosa. Per questo motivo i cittadini cinesi preferiscono collocare i propri risparmi in banca piuttosto che nel rischioso mercato azionario. Nell’aprile dello scorso anno, il governo ha deciso di riformare le leggi dello scambio azionario, adottando severe misure contro la frode e la corruzione, con un discreto successo. Man mano che gli investitori acquistano fiducia, anche il governo approva più velocemente le nuove offerte pubbliche iniziali. Negli ultimi mesi, molti grandi nomi si sono così quotati in borsa, come Air China, Bank of China e Daqing Railways. La notizia più fresca riguarda la China Citic Bank, settimo maggiore istituto cinese per asset e uno degli ultimi privi di un partner straniero — appartiene al 100% allo statale Citic Group: la banca ha annunciato ieri che sta aspettando l’approvazione della China Securities Regulatory Commission per quotarsi simultaneamente a Hong Kong e Shanghai con un’Ipo prevista per la prima metà del 2007.

Marzia De Giuli

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