Giappone : il calcio si fa strada lentamente nel cuore del popolo del Sol Levante

25 Maggio 2006

TOKYO : Il calcio in Giappone difficilmente raggiungerà la popolarità del baseball, importato anch’esso dall’estero e divenuto sport nazionale nell’arco di un secolo, ma si sta integrando gradualmente nel tessuto sociale giapponese e spera in una nuova spinta all’indomani dei Mondiali.

Sono passati quattro anni da quando una specie di "febbre calcistica" ha incominciato a farsi strada in Giappone, allora coordinatore dei Mondiali del 2002 con la Corea del Sud, dando un colpo d’acceleratore allo sviluppo del "pallone" nel Paese del Sol Levante.

L’evento globale aveva attirato nuovi fan e favorito la comparsa di nuove squadre.

Sebbene in questi quattro anni quell’entusiasmo sia andato un po’ perso, il calcio si è comunque integrato gradualmente nel paesaggio sportivo giapponese.

E’ il caso della città di Niigata (a nord del Giappone, con 800mila abitanti) che fa parte delle rare metropoli giapponesi prive di una squadra di baseball ma che al contrario possiede un’attiva squadra calcistico. Ogni sabato, i 42.300 posti dello Stadio municipale sono presi d’assalto dai fan che vengono ad incoraggiare l’"Albirex Niigata". Battezzato il "Grande Cigno", questo stadio è stato inaugurato per la Coppa del mondo 2002 e ha vibrato di fronte alle prodezze di David Beckham, una vera superstar in Giappone.

Il calcio è tuttavia ancora lontano dal poter beneficiare della stessa copertura mediatica del baseball e dell’immenso pubblico che attira.

Mentre la Lega calcistica professionale giapponese ha solo 15 anni, il baseball è stato introdotto in Giappone alla fine del 19esimo secolo da un professore americano, e da allora è diventato lo sport preferito dai Giapponesi. Una popolarità che si è espressa recentemente in occasione del trionfo della squadra nazionale giapponese alla prima Coppa del mondo del baseball.

Quanto al calcio, le speranze del "Samurai Blu" (undicesimo campione nazionale asiatico) in Germania, dove si trova nello stesso gruppo (F) di Brasile, Croazia e Australia, sembrano piuttosto deboli.

Ma per attirare il pubblico, la Lega giapponese ha deciso di puntare sul fattore "temporale", ovvero favorire gli scambi tra squadre e comunità locali per diffondere "la cultura del pallone". La chiave risiede nelle speranze e nei sogni che le squadre giapponesi sapranno ispirare nei fan, permettendo al Giappone di arrivare un giorno ad essere un fornitore di grandi giocatori, sostiene Fuyumi Sato, responsabile dell’Associazione dei fan giapponesi.

Queste buone intenzioni sono, tuttavia, un’arma a doppio taglio, poiché i migliori calciatori dell’Arcipelago, a partire da Hidetoshi Nakata a Bolton (Inghilterra) o Shunsuke Nakamura al Celtic di Glasgow (Scozia), sono stati già scelti per unirsi alle grandi squadre europee, il che priva il calcio giapponese dei suoi elementi migliori.

La risposta potrebbe venire da un exploit inattesa da parte della squadra nazionale in Germania, ma i professionisti restano lucidi:" Il Giappone ha una possibilità su 10.000 di vincere la Coppa del mondo. Ciò detto, è comunque meglio di niente", dichiara il presidente della Federazione giapponese, Saburo Kawabuchi.

Ylenia Rosati

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