Giappone: sempre più evidenti i segni di un nazionalismo ‘pericoloso’

21 Agosto 2006

KYOTO: Koichi Kato, ex segretario del Partito liberaldemocratico giapponese, che ha visto incendiata una delle sue case la scorsa settimana, in seguito alle ripetute critiche alle visite ufficiali del premier Junichiro Koizumi al sacrario di Yasukuni, mette in guardia dall’aumento dei segni di un "pericoloso" nazionalismo nel Paese del Sol Levante.

Kato ha inoltre sottolineato venerdì nel corso di un’intervista televisiva che le politiche diplomatiche presentate dal capo del Gabinetto, Shinzo Abe – il candidato favorito nella successione a Koizumi – sono troppo "ingenue".

"Nel Giappone di oggi, assistiamo alla comparsa di una forma sempre più aggressiva di un nazionalismo senza rimorso (simile a quello che aveva caratterizzato il militarismo del Giappone prima e durante la Seconda Guerra Mondiale)", dichiara Kato e aggiunge "il pericolo è che questa tendenza si faccia estrema".

La polizia ha riferito che martedì un membro di un gruppo di destra ha incendiato la casa di Kato a Tsuruoka (prefettura di Yamagata), lo stesso giorno in cui Kato è apparso in un talk-show televisivo per criticare le visite di Koizumi al tempio in occasione del 61esimo anniversario dalla fine della guerra.

Kato non sa se l’incendio sia parte di un complotto ben organizzato, ma sostiene che "oggi sempre più giapponesi agiscono d’impulso rispetto ad un tempo".

Kato ricorda infatti che dei recenti cambiamenti effettuati nell’economia del paese, quali la riduzione dei lavori full-time e l’aumento delle posizioni temporanee con bassa remunerazione, hanno prodotto quasi 20 milioni di "lavoratori poveri", e questo secondo Kato giustifica in gran parte la "rabbia" della società.

Kato, un tempo assistente di Koizumi, ha dichiarato che il "maggior errore del premier" nella sua politica, portata avanti dall’aprile del 2001, è stata "la rottura dei rapporti diplomatici" con gli altri paesi asiatici quali la Cina.

Koizumi concluderà il suo mandato il prossimo mese, tuttavia Kato ricorda che il suo successore dovrà comunque interrompere questi pellegrinaggi a Yasukuni, in quanto non tengono in nessun conto il sentimento degli altri paesi asiatici, vittime del passato militarismo giapponese.

Abe ha dichiarato che le relazioni politiche estremamente "tese" con la Cina dovrebbero essere portate avanti separamente da quelle di natura economica, un ragionamento che Kato definisce "naive".

Abe intende invece rafforzare l’alleanza con Australia e India così come con gli Stati Uniti, che secondo Kato non fornirà la "soluzione tanto attesa" ai problemi. Infatti, ricorda Kato, Cina e India, come anche Cina e Usa,

stanno lavorando duro per aumentare e migliorare i rapporti reciproci, molto più di quanto pensi il Giappone.

"Non è perciò così improbabile che il Giappone si ritrovi lasciato indietro un giorno", sottolinea Kato.

Ylenia Rosati

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