Gioielli: dalla crisi alla ripresa, si rinnova l’incontro fra Italia e Japan

TOKYO: Il settore della gioielleria sta attraversando un periodo di crisi per uscire dal quale sono utili interventi mirati a creare migliori condizioni per l’accesso ai mercati internazionali.Per raggiungere questo obiettivo il settore sta spingendo su una riduzione dei dazi, co-promuovendo una proposta per la liberalizzazione di tariffe nel contesto del ciclo di Doha dei negoziati commerciali multilaterali (obiettivo è l’annullamento dei dazi nel settore delle gemme e della gioielleria). Queste iniziative eviterebbero di penalizzare ulteriormente l’export italiano che si basa su un patrimonio produttivo costituito da brand di qualità e da imprese di medie dimensioni ma soprattutto da piccolissime entità dove la componente industriale si coniuga con una produzione artigianale. Le parole chiave della produzione manifatturiera in Italia: design, creatività, tradizione e innovazione. 

Fra i Paesi co-promotori di questa proposta troviamo, oltre ai Paesi dell’UE, il Giappone, gli USA, il Canada, Hong Kong, Taiwan, Singapore, la Tailandia, la Svizzera e la Norvegia. Questi Paesi coprono circa il 70% del commercio nel settore.
Oltre a migliorare le condizioni d’accesso ai mercati internazionali una riduzione dei dazi determinerebbe una riduzione del mercato nero ed un’ aumento della trasparenza, un’ incremento della competizione e più concorrenti veri per la libertà di accesso al mercato.È interessante guardare al settore della gioielleria nel mercato giapponese.

Innanzitutto, sono utili alcune considerazioni in merito all’atteggiamento dei consumatori nipponici nei confronti dei prodotti di gioielleria. In Giappone, infatti, non esiste una vera e propria tradizione del gioiello come regalo: il 70% circa dei clienti sono donne che acquistano il prodotto per se stesse. Si preferiscono oggetti discreti e poco stravaganti i cui punti fondamentali siano alta qualità e design innovativo.Da segnalare alcune fra le fiere più importanti del settore. Nonostante i segnali di crisi manifestati dal mercato giapponese, la 22esima edizione dell’International Jewellery Tokyo (26-29 gennaio 2011) rimane la principale fiera di settore in Giappone e conserva, da oltre vent’anni, il ruolo di principale punto di riferimento per gli operatori dei paesi asiatici. La fiera vanta la presenza di più di 1500 espositori e rappresenta, per tutti coloro che operano nel mercato dei gioielli, un’occasione di trovare acquirenti di alta qualità provenienti da tutto il Giappone a dall’Asia, trovare buoni distributori per aumentare le vendite in Giappone e condurre affari cash and carry direttamente in loco.

L’Istituto Nazionale per il Commercio Estero prevede la partecipazione collettiva alla fiera che avrà luogo presso il centro espositivo Tokyo Big Sight. L’ Italia, al terzo posto fra i fornitori di gioielleria in Giappone (dopo Stati Uniti e Francia) con una quota del 13,1% sul totale delle importazioni, sarà il “Pase Focus” di IJT 2011.A maggio 2011 (11-13), invece, si terrà a Kobe la 15esima edizione dell’International Jewellery Kobe.

Un’altra occasione di incontro per gli operatori del settore è MACEF, Salone Internazionale della Casa, che si terrà a Fiera Milano il 27-30 gennaio 2011. Giunto alla sua 90esima edizione ha conservato nel tempo una forte connotazione commerciale. Propone e rappresenta il made in Italy e anche molte specificità produttive internazionali, rappresentando bene l’intero scenario della produzione e della distribuzione.Proprio grazie alla fiera MACEF Gabriella Rivalta Spa, azienda di Casale Monferrato (AL), ha acquisito un punto vendita a Tokyo iniziando la distribuzione dei propri prodotti anche in Giappone.

L’azienda inizia la sua attività in Italia nel 1969 fondando il proprio business sull’arte della miniatura su smalto nel campo della gioielleria. L’ impostazione è quella delle antiche botteghe artigiane e si producono gioielli in oro miniato: sulla base d’oro si dipingono motivi utilizzando la tecnica dello smalto a fuoco, impreziosendo poi con gemme e pietre preziose.Dalle parole stesse dell’azienda, che abbiamo intervistato, emerge come attualmente lo sviluppo nel mercato asiatico, pur rappresentando una piccola percentuale del fatturato, sia stabile. Emerge, inoltre, che l’unicità e la particolarità della produzione Rivalta fa in modo che non ci siano diretti competitors giapponesi. Le principali difficoltà incontrate nel commercio con il Giappone riguardano gli alti costi di spedizione e sdoganamento.

È interessante dunque notare le potenzialità che il mercato giapponese rappresenta per le aziende italiane, anche per quelle che hanno una produzione artigianale e fortemente localizzata.
Il mercato giapponese della gioielleria esige prodotti di altissimo livello qualitativo e design d’innovazione, entrambe caratteristiche delle imprese italiane che oltre al valore dei materiali mettono in campo competenza e creatività nella produzione.

Sara Gatti

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