Il mercato del retail online in Cina, alcune tendenze

Il canale di vendita retail online sta assumendo una sempre maggiore rilevanza in Cina nel corso degli ultimi anni.

Il valore totale delle transazioni al dettaglio online ha raggiunto un ammontare complessivo di circa 51 miliardi di euro nel 2010, in crescita di oltre il 75% rispetto all’anno precedente, rappresentando circa il 3% delle vendite retail complessive del paese.

La notevole espansione della popolazione di utenti Internet in Cina negli ultimi anni è stata – e continuerà ad esserlo nel prossimo futuro – uno dei principali driver alla base della crescita impressionante di questo mercato. Basti pensare che nel 2005 gli utenti Internet erano circa 111 milioni contro i 485 milioni di fine 2010, che rappresentano circa il 36,2% della popolazione complessiva cinese.

Il governo locale sta trasmettendo un grande impulso allo sviluppo del settore dell’information technology (nonostante permangano ancora restrizioni all’accesso di numerosissimi siti web stranieri) e dunque possiamo aspettarci un ulteriore significativo incremento della comunità di utenti Internet nel paese.

Alcune recenti ricerche quantificano in circa 148 milioni di persone il numero di consumatori online cinesi, che rappresentano oltre il 32% degli utenti Internet complessivi, stimando che questo numero continuerà a crescere costantemente nel corso dei prossimi anni, fino a raggiungere il 50% degli utenti nel 2014.

Sulla base del profilo tipico dei consumatori online cinesi che emerge da questi studi, è possibile apprezzare come il fenomeno del retail online sia estremamente concentrato tra i giovani, con la fascia di età inferiore ai 30 anni a rappresentare circa il 70% del totale.

Capi di abbigliamento, calzature e accessori sono gli articoli al primo posto nelle intenzioni di acquisto e nelle preferenze nel 2010, seguiti da libri, brani musicali, film e video. D’altra parte, i prodotti per la casa e quelli per donne in gravidanze e per l’infanzia sono le categorie di prodotto che hanno registrato i maggiori tassi di crescita rispetto all’anno precedente.

La maggior parte dei consumatori online cinesi appartengono ad una classe sociale medio-bassa e, pertanto, sospinti da una maggiore sensibilità al prezzo, sono disposti a investire più tempo nella ricerca delle migliori occasioni online.

La garanzia di prezzi inferiori rispetto ai negozi tradizionali è infatti la prima ragione per cui i consumatori cinesi scelgono il web come “luogo” per effettuare i propri acquisti, a fronte di una spesa media annua di circa 375 euro nel 2010.

Le preoccupazioni relative alla qualità dei prodotti e il rischio di incorrere in acquisti di articoli contraffatti rappresentano, invece, i principali motivi di avversione nei confronti degli acquisti online, ma anche la reputazione delle piattaforme di e-commerce viene considerata come un elemento di scelta discriminante.

Infatti, la ricerca di presupposti di base quali affidabilità e credibilità hanno fatto sì che il mercato del retail online in Cina sia dominato da operatori prettamente domestici.

Le società cinesi possono sfruttare indubbie facilitazioni dal punto di vista linguistico, culturale e di conoscenza del mercato locale, elementi che conferiscono significativi vantaggi competitivi in aree quali la selezione dei contenuti da pubblicare, la progettazione dell’interfaccia grafica del sito web e le varie attività di marketing.

Per questo operatori internazionali di primissimo piano come eBay e Groupon hanno dovuto affrontare notevoli difficoltà di adattamento al mercato locale quando hanno deciso di stabilire una presenza in Cina.

A tale riguardo è molto significativa l’esperienza di Groupon, celebre sito web nato negli Stati Uniti che offre a prezzi scontati coupon relativi a ristoranti, spettacoli, trattamenti di benessere e quant’altro. Entrato nel mercato cinese nel 2010 sulle ali di un piano di sviluppo molto ambizioso, il gruppo newyorkese si è trovato costretto a chiudere 13 siti regionali e licenziare centinaia di dipendenti nel giro di poco più di un anno.

Indiscusso leader del mercato locale è, invece, la piattaforma Taobao, costituita nel 2003 e appartenente al gruppo cinese Alibaba, che nel secondo trimestre del 2011 deteneva una quota di mercato del 49% nel segmento del business-to-consumer e addirittura del 90% nel consumer-to-consumer.

I risultati attesi per il 2011 dal Ministero del Commercio cinese mostrano una ulteriore significativa crescita per il settore del retail online, con il valore complessivo delle transazioni che raggiungerà 85 miliardi di euro, oltre il 4,5% delle vendite al dettaglio totali.

Questi dati sbalorditivi indicano che il settore offre allettanti opportunità anche per operatori emergenti che, sulla base di modelli di business innovativi, intendono ritagliarsi il proprio spazio in questo mercato.

“Tra questi vi è sicuramente Glamour Sales – afferma Federico Palazzari, partner di Palazzari & Turries – società da noi assistita in una operazione di fundraising da 13 milioni di dollari nel 2010 che ha portato nell’azionariato fondi di investimento del calibro di AXA Private Equity e Mandra Capital. Grazie ai rapporti diretti di cooperazione con le più rinomate case di moda internazionali, questa piattaforma di e-commerce ha la possibilità di ottenere un posizionamento di rilievo in un mercato che ha raggiunto dimensioni difficilmente immaginabili qualche tempo addietro, dimostrando una assoluta compatibilità con il nuovo stile di vita palesato dei giovani cinesi”.

 

Lascia un commento





Asia Digest
Ricevi aggiornamenti a cura dei Blogger di Corriere Asia

OK Proviamo ;) 
Combattiamo lo Spam - 100% Spam Free
close-link
Join over 4000 of Your Peers!

Signup For Access To Free WordPress Tips & Resources.

For more details click on the below link.
GET IT NOW!
close-link