India investe nel rilancio dell’ industria del tè

22 Maggio 2006

GUWAHATI: L’India ha annunciato la sua intenzione d’investire un miliardo di dollari per rilanciare la sua industria del tè, che ultimamente versa in cattive condizioni a causa di una drastica riduzione dei prezzi e del crollo nelle sue esportazioni.

Almeno il 60% dei 47 miliardi di rupie (1,04 miliardi di dollari) previsti sono destinati al nord dell’Assam, regione considerata il cuore dell’industria del tè indiano con il 55% della produzione nazionale annuale.

”La maggior parte dei fondi servirà a migliorare le strutture e a ripiantare le vecchie piantagioni per rinvigorire i campi e produrre del tè di qualità", spiega un alto responsabile del ministero del Commercio, Jairam Ramesh.

La produzione annuale del tè indiano è aumentata del 13% nel 2005, pari a 928.000 di tonnellate, facendo dell’India il secondo produttore mondiale dopo la Cina.

Malgrado tutto, il settore sta affrontando una grave crisi a causa del crollo dei prezzi (dal 1998) e delle sue esportazioni, dovuto alla comparsa sul mercato di nuovi competitori.

Uno dei maggiori problemi che minano la competitività del mercato del tè indiano è soprattutto l’invecchiamento delle piante, vanno infatti rivisti i programmi di coltivazione e 170.000 ettari di piantagioni dovranno essere ripiantate.

Un chilo di tè dell’Assam di buona qualità nel 1998 era venduto a 90 rupie, mentre oggi ne vale poco più di 70 (1.5 dollaro).

L’India ha esportato 180.000 tonnellate di tè nel 2005.

Ylenia Rosati

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