India e Pakistan sulla linea della pace

6 Agosto 2007

Quello tra India e Pakistan è un rapporto destinato a perdurare su una lunga serie di avvicinamenti e allontanamenti, intese e distacchi. Proprio qualche giorno fa commentavamo l’annuncio dei nuovi missili a disposizione dell’India, dalle prestazioni nettamente più elevate rispetto ai Babur pakistani. La corsa agli armamenti non coincide però con un clima di chiusure commerciali, e le ultime proposte avanzate da entrambe le parti hanno lo scopo di distendere il clima nella regione, e sfruttare le reciproche complementarietà che, come vedremo, non mancano di certo.

India e Pakistan hanno quindi deciso di avanzare ancora lungo una nuova "linea della pace", termine che sottraiamo volentieri dalla bocca del Primo Ministro indiano Manmohan Singh che ha così ribattezzato quella "linea di controllo" che contraddistingue non solo politicamente le regioni del Kashmir e dello Jammu.

Una nuova linea di pace, e di commercio. India e Pakistan hanno infatti concordato un obiettivo ambizioso da conseguire entro il 2010: portare il valore degli scambi e dei commerci bilaterali oltre i 10 miliardi di dollari. L’obiettivo è sì ambizioso — raggiungere la doppia cifra in meno di quattro anni significa moltiplicare almeno per cinque gli attuali scambi commerciali — ma è oltremodo raggiungibile. Il commercio tra India e Pakistan sta rapidamente crescendo ed entrambi i Paesi hanno intenzione — e l’hanno dimostrato ampiamente — di voler fortemente sviluppare i legami bilaterali già entro i prossimi mesi. Da entrambe le nazioni si continua a giudicare "marginale" l’attuale livello del commercio bilaterale, fermo a quota 1,6 miliardi ma dato in rapida espansione e l’intenzione è quella di superare la tendenza in atto, che vede il valore assoluto del commercio bilaterale tra i due Paesi in crescita del 70% negli ultimi due anni.

Mentre le esportazioni pakistane verso l’India sono cresciute dai 94,97 milioni di dollari del 2004/2005 ai 323,19 milioni di dollari nel 2006/2007, l’export del subcontinente verso il Pakistan è salito dai 521,05 milioni di dollari del 2004/2005 al miliardo e 350 milioni di dollari del 2006/2007.

Ma come coprire il gap di oltre 8 miliardi di dollari che separa il livello odierno dal target previsto per il 2010? I campi in cui sviluppare una reciproca cooperazione sono molteplici: sfruttare la complementarietà delle due economie significa innanzitutto spingere sui servizi e sulle infrastrutture, con l’instaurazione di nuove relazioni che si spera incoraggiate dai principali vantaggi di costo, dalle basse tariffe all’esportazione, dalla continuità territoriale e dalle similarità culturali e linguistiche.

Tre i mattoni fondamentali su cui si basa la nuova "linea della pace": le banche e i servizi finanziari, il cemento e le infrastrutture, il tè e altri prodotti alimentari e non solo. (continua)

Roberto Rais

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