Intesa per accelerare la creazione del mercato unico nel sud est asiatico

22 Agosto 2006

KUALA LAMPUR — Anticipare di cinque anni – entro il 2015 anziché 2020 – la creazione del mercato unico regionale nel sud est asiatico. E’ quanto hanno stabilito i ministri economici dei dieci paesi aderenti all’Asean (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Tailandia e Vietnam) riuniti in questi giorni a Kuala Lampur. Saranno poi i rispettivi capi di stato e di governo ad approvare in maniera definitiva l’accordo e discuterne i piani di attuazione. La ratifica dovrebbe avvenire in occasione del vertice che si terrà a fine anno nelle Filippine.

"Abbiamo raggiunto un accordo per raccomandare ai nostri leader di accelerare il percorso. Il problema è ora come raggiungere l’obiettivo, per cui bisognerà discutere nei dettagli il piano tecnico", ha dichiarato ai cronisti il ministro indonesiano del commercio, Mari Elka Pangestu.

Questa necessità di accelerare la fusione dei mercati per un libero scambio di beni, servizi e investimenti – sul modello della comunità economica europea, ma senza moneta unica – scaturisce dalla sempre più pressante concorrenza straniera. Una partita che si gioca per lo più "in casa", visto che a destare maggiore preoccupazione è soprattutto la crescita dirompente di Cina e India, i "colossi" vicini che, attirando sempre più capitali dall’estero, rischiano di schiacciare l’economia degli stati dell’Asean. Grazie anche a una popolazione complessiva di circa 560 milioni di persone, l’operazione promette comunque di dare i suoi frutti. "Più uniti saremo sul fronte economico, più grande sarà il nostro ruolo nelle relazioni commerciali globali", ha affermato il primo ministro della Malesia, Badawi, nel discorso d’apertura del 38esimo meeting dei ministri delle finanze dell’Asean.

E a quanti nutrono perplessità circa la possibilità che i quattro paesi meno sviluppati del gruppo (Cambogia, Laos, Myanmar e Vietnam) riusciranno a stare al passo, il segretario generale del blocco, Ong Keng Yong, replica: "Il modello Asean consiste nell’andare tutti insieme, aiutando i paesi più deboli e favorendone le potenzialità. Dobbiamo muoverci in questa direzione per essere competitivi e per rendere le economie dei nostri paesi più efficienti in modo più veloce".

Raffaella Serini

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