Iran mette in guardia Giappone dall’imposizione di sanzioni

18 Maggio 2006

TOKYO: L’ambasciatore iraniano in Giappone ha messo in guardia Tokyo dall’unirsi agli altri membri del Consiglio di Sicurezza nell’imposizione di sanzioni su Tehran per il suo programma nucleare, poiché ciò potrebbe danneggiare il Paese del Sol Levante.

Alla domanda su come reagirebbe l’Iran se il Giappone si unisse agli Stati Uniti nell’imposizione delle sanzioni, Talaei, l’ambasciatore iraniano in Giappone, ha risposto in una conferenza stampa a Tokyo che tale mossa "andrebbe solo a discapito dell’Arcipelago".

Il Giappone, che importa circa il 15% del greggio dall’Iran, da sempre mantiene buoni rapporti con la Repubblica Islamica, tuttavia l’attuale stallo nucleare iraniano con l’Occidente ha posto un serio dilemma per il Giappone che vuole sì, rimanere in buoni rapporti con gli Usa, ma allo stesso tempo intende portare avanti il progetto per lo sviluppo di un giacimento petrolifero iraniano, considerato vitale da Tokyo per la politica energetica del Paese.

Nonostante le obiezioni degli Usa, Tokyo da due anni procede con un progetto del valore di un miliardo di dollari per lo sviluppo del giacimento petrolifero di Azadegan, in Iran, che si stima possieda le seconde maggiori riserve petrolifere al mondo.

Talaei ha dichiarato che il progetto di Azadegan costituirà "una parte importante della sicurezza energetica per il Giappone in futuro", e che delle sanzioni da parte dell’Arcipelago potrebbero danneggiare Tokyo più che Tehran.

I 5 membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la Germania hanno posticipato un meeting sull’Iran, previsto per questa settimana, per avere più tempo a disposizione per preparare la proposta dell’Ue, ha riferito oggi un portavoce britannico del ministero degli Esteri.

Ylenia Rosati

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