La Cina ridiscute la politica del figlio unico

Una delle principali agenzie di stampa cinesi, Xinhua, ha recentemente confermato che la Cina sarebbe in procinto di modificare la più controversa delle politiche sociali in vigore nel paese. In particolare un portavoce del Dipartimento di Salute e Pianificazione Familiare ha riferito che la “One Child Policy”, ovvero la politica di un solo figlio per coppia, potrebbe essere ulteriormente allentata, permettendo non soltanto alle coppie formate da figli unici di avere due figli, come avvenuto a partire dal 2007, ma concedere tale beneficio alle coppie formate anche solo da un figlio unico.

La “One Child Policy” venne introdotta nel 1978 e impose, salvo alcune eccezioni nelle aree rurali, il divieto di avere più di un figlio. Con la politica di pianificazione familiare il governo cinese voleva porre freno all’aumento incontrollato della popolazione, obiettivo perseguito anche attraverso la promozione di matrimoni e gravidanze tardive.  Mao Qun’an, portavoce della Commissione Nazionale per la Salute e per la Pianificazione Familiare, ha spiegato che la pianificazione familiare è e rimarrà necessaria ancora per molti anni a causa dell’enorme numero della popolazione sul territorio e delle deboli risorse pro capite del paese.

La variazione della normativa sulla pianificazione familiare dovrebbe entrare in vigore entro il 2015. Tuttavia fonti non ufficiali affermano che il governo cinese starebbe pensando di adottare una normativa ancora più blanda che permetterebbe a tutte le coppie di avere due figli, motivo per cui è già stata ribattezzata da molti come la “Two Child Policy”.

Nonostante non sia ancora chiaro come il governo intenda procedere, è significativo che la Cina per la prima volta dopo decenni abbia messo in discussione la politica che secondo i suoi fautori avrebbe evitato il collasso del paese. Tuttavia, dato il forte impatto che questa policy ha avuto soprattutto nelle zone urbane, dove la normativa è più severa e dove viene compiuto uno stretto controllo sul rispetto della stessa, la Cina ha assistito a un celere invecchiamento della propria popolazione che ha causato una carenza di forza lavoro e ulteriori criticita’ sociali.

Pechino si trova oggi a fare i conti con una popolazione di figli unici, troppo tutelati dai propri genitori e con un’eredita’ grande come la seconda economia del pianeta; un paese di piccoli imperatori che studia, viaggia e lavora, pensando al proprio futuro come a quello dei nuovi leader del mondo.

 

Lorenzo Riccardi – Dottore commercialista, Shanghai
lr@rsa-tax.com – RsA Asia

 

Lorenzo Riccardi

Informazioni su Lorenzo Riccardi

Insegna fiscalità asiatica presso Shanghai Jiao Tong ed è Adjunct Associate Professor alla Xian Jiao Tong Liverpool University. Si è specializzato in fiscalità internazionale all'IBFD di Kuala Lumpur e nel 2016 ha conseguito una borsa di studio per un progetto di dottorato di ricerca sulle economie del Far East presso Shanghai University. E’ segretario dell’Associazione degli Accademici italiani in Cina ed e’ stato ammesso come International Associate dell’American CPA Association, membro di Australia CPA, dell'Ordine dei Dottori Commercialisti, del Registro dei Revisori in Italia e International Affiliate dell’Hong Kong Institute of CPAs. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ha ricoperto ruoli nella governance di istituzioni e gruppi societari, tra cui Giorgio Armani, Trussardi e Pomellato. E' socio dello Studio di consulenza RsA (www.rsa-tax.com), specializzato in Asia e paesi emergenti e ha ricoperto ruolo di Board Director della Camera di Commercio Italia-Vietnam, della Camera Italiana in Cina e di Chief Representative di Unimpresa a Shanghai. Ha pubblicato per Il Sole 24Ore Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam, per Maggioli Editore cura le guide dei paesi dell’Asia Orientale e per Wolters Kluver è il responsabile della banca dati Asia. E’ membro del comitato scientifico di Corriere Asia e Fiscalità Estera. Per l’editore Springer cura una collana di testi su temi in ambito contabile e fiscale legati alla Cina e i suoi testi sono stati pubblicati in lingua italiana, cinese, portoghese ed inglese. Contatti: Website / LinkedIn

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