La guida di viaggio: Cambogia, visita ai templi di Angkor

La guida di viaggio: Cambogia, visita ai templi di Angkor

4 Maggio 2007

Cambogia: proposta di viaggio

SCHEDA INFORMATIVA

Paese: Regno di Cambogia

Capitale: Phnom Penh

Governo: Monarchia costituzionale

Popolazione: 13,1 milioni di abitanti

Superficie: 181,035 kmq

Citta’ principali: Siem Reap (alle porte del Parco Archeologico di Angkor), Sihanoukville (centro portuale e balneare), Battambang, Kampong Cham

Fiumi principali: Tonle Sap, Mekong, Bassac

Aereoporti internazionali: Phnom Penh, Siem Reap

Lingue: khmer (ufficiale), inglese, francese

Gruppi etnici: Khmer (90-95%), Cinesi, Cham, Vietnamiti.

Religioni praticate: Buddhismo Theravada (95%), Islamismo, Cristianesimo, Animismo

Valuta: Riel (US$1= 4100R circa). I dollari americani sono comunemente accettati

Visto: Il visto turistico (costa 20 US$) puo’ essere ottenuto presso l’ambasciata cambogiana oppure direttamente in aereoporto (a Phnom Penh e a Siem Reap) oppure ancora on-line visitando il sito http://evisa.mfaic.gov.kh/. E’ valido 1 mese e puo’ essere rinnovato per un altro mese, ma soltanto una volta.

Ammissione e orario di visita ai templi: Per accedere al Parco Archeologico di Angkor e’ necessario esibire un pass. Il pass viene rilasciato all’ingresso principale di Angkorwat, il costo dipende dalla durata (1 g = 20 US$, 3 gg = 40 US$, 7 gg = 60 US$).

I templi possono essere visitati tutti i giorni dalle 5.00 alle 18.00.

CONSIGLI UTILI

Le agenzie di viaggio vi proporranno diverse alternative di visita ai templi, variando da itinerari di mezza giornata ad altri di una settimana. Fermo restando che il tempo a disposizione il piu’ delle volte non e’ negoziabile, il consiglio e’ di dedicare a questa visita almeno 3 giorni, tempo necessario e sufficiente per vedere tutti i templi piu’ significativi.

Tenete presente che il clima in Cambogia non e’ dei piu’ clementi, la colonnina di mercurio sale spesso e volentieri sopra i 35 C e gli acquazzoni sono sempre pronti a sorprendervi: non dimenticate di portare con voi cappellino, occhiali da sole, crema solare e eventualmente uno spray repellente per le zanzare…

Abiti e calzature comode sono un must per chi vuole arrampicarsi in cima ad Angkorwat e ammirare il tramonto cambogiano (esperienza caldamente raccomandata!)

Diversi sono i mezzi di trasporto disponibili: potete scegliere tra taxi, bicicletta, tuk-tuk, motocicletta… qualunque mezzo voi scegliate, state pur certi che il conducente vi aspettera’ presso il luogo convenuto con larghissimo anticipo, timoroso di farsi sfuggire l’"appalto" sulla giornata lavorativa!

E a questo proposito, un ultimo consiglio: nonostante Angkor sia la testimonianza di come l’arte possa salvare il mondo, costituendo la fonte principale di sostentamento per la popolazione locale, vi accorgerete da voi come, qualunque sia l’itinerario di visita intrapreso, ovunque ci siano bambini affamati di cibo e di affetto… non c’e’ nulla di male nel lasciar loro qualche dollaro in cambio di libri e souvenirs, ma meglio ancora sarebbe trattare i bambini come tali e dispensare loro solo sorrisi ed allegria; le offerte in denaro sono "cose da grandi", per le quali esistono apposite associazioni e progetti di sviluppo nazionali ed internazionali.

PER SAPERNE DI PIU’

Come certamente immaginerete, esiste una bibliografia sterminata riguardante Angkor, una lettura fra tutte colpisce per la completezza informativa e la ricchezza delle immagini fotografiche:

Ancient Angkor, Freeman, Michael e Jacques, Claude (Thailandia, River Books, 1999, 2^ ediz.).

Troverete abbondanza di copie su ogni bancarella, sia a Siem Reap che a Phnom Penh.

L’ITINERARIO

Proclamato dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’Umanita’, Il Parco Archeologico di Angkor comprende cio’ che resta (e che e’ in via di recupero grazie al lavoro di equipes di archelogi internazionali, primi fra tutti giapponesi e americani) della capitale imperiale dell’antica civilta’ khmer, fiorita in Cambogia tra il 9^ e il 12^ secolo d.C.

Grazie alla grandiosita’ di complessi templari quali Bayon, Banteay Srey o della leggendaria Angkor Wat, Angkor rappresenta ancora oggi una delle maggiori meraviglie architettoniche esistenti al mondo, assimilabile soltanto ad altri capolavori come le Piramidi, il Taj Mahal o il Machu Pichu.

Se partite per un week-end con destinazione Angkor, un itinerario di visita come quello proposto qui di seguito potrebbe fare al caso vostro, o almeno questo e’ l’augurio.

1^ giorno

Sveglia all’alba per approfittare del fresco delle prime ore mattutine, destinazione Bayon.

Facciamo il nostro ingresso trionfale nel Parco da Angkor Thom, l’ultima capitale dell’impero khmer, fondata nel 1181 in seguito alla liberazione dagli invasori Cham.

Insieme a quella di Angkor Wat, l’immagine di Bayon costituisce uno dei simboli piu’ riconoscibili dell’arte khmer, grazie alla peculiarita’ delle facce sorridenti che costellano ciascuna delle 37 torri del tempio. Cosa stiano a rappresentare queste facce e’ ancora oggi oggetto di dibattito fra studiosi di tutto il mondo; le tesi piu’ accreditate le vogliono rappresentazioni di divinita’ buddhiste o combinazioni di quest’ultime con il viso del sovrano Jayavarman VII, a cui la costruzione del tempio deve i natali.

Di particolare interesse sono i basso-rilievi, non tanto quelli che rappresentano scene di battaglia, quanto quelli dedicati ad immortalare scene di vita quotidiana (il mercato, i combattimenti dei galli, le partite a scacchi…): grazie a loro la nostra fantasia puo’ creare, o almeno accennare, uno scenario su cui muovere le gesta di una civilta’ ancora cosi’ misteriosa come quella khmer.

Da Bayon passiamo accanto alla Terrazza degli Elefanti e proseguiamo dritto fino a Ta Prohm, dove a diventare protagonista e’ la natura. E’ soprendente infatti come quest’ultima si sia insinuata all’interno del tempio in maniera assolutamente tentacolare, tanto da fondersi, da diventare un tutt’uno con le mura… Le radici di fichi e di altri alberi secolari arrivano dappertutto, non conoscono ostacoli, ed abbracciano i massi di pietra dando luogo a forme d’arte inimagginabili.

Facciamo una pausa, per evitare il picco della canicola ma anche per rifocillarci con un pan-cake alla banana e una noce di cocco…

Nel pomeriggio ci aspetta lei, la leggendaria Angkor Wat.

Con le sue cinque torri alte ciascuna 65 mt e la forma piramidale, Angkor Wat riprenderebbe la forma del monte Meru e sarebbe dedicata alla divinita’ induista Vishnu. Il suo peculiare orientamento ad ovest suggerirebbe una funzione funeraria e probabilmente il tempio fu proprio concepito con l’intenzione di accogliere le spoglie del sovrano Suryavarman II.

Come per Bayon, anche per Angkor Wat di estremo interesse sono i basso-rilievi (scene di battaglia, di vita quotidiana ma anche di mitologia).

Per gli amanti della fotografia il punto migliore da cui immortalare questo tempio straordinario e’ a nord, lungo le sponde dello stagno, i cui riflessi creano effetti-specchio squisitamente artistici.

Vi consigliamo di attendere qui il tramonto, con un po’ di fortuna potrete assistere ad una vera e propria festa di colori ed effetti ottici.

2^ giorno

Si parte di buon ora alla volta di Preah Khan, tempio e scuola buddhista, in cui si narra fossero attivi ben 1000 monaci. Come buona parte dei complessi buddhisti, anche Preah Khan fu saccheggiato nel periodo di influenza induista, e molte incisioni buddhiste vennero sostituite con fiori di loto e linga. Il linga era un simbolo fallico in pietra adorato dagli induisti, convinti che l’acqua, a contatto con un linga, potesse diventare addirittura magica.

Da qui procediamo a visitare templi minori ma ugualmente suggestivi, come Neak Pean, Ta Som, East Mebon, Pre Rup, Sras Srang ed infine arriviamo nel pomeriggio a Banteay Kdei.

Anch’esso tempio buddhista, Banteay Kdei ricorda lo stile di Ta Prohm, anche se il progetto originario venne mutato ripetutamente; il risultato e’ un "muddle" architettonico, comunque interessante.

La stele inaugurante non e’ mai stata trovata, per cui non sappiamo a chi questo tempio fosse dedicato e quale fosse la sua funzione precisa.

La sera, se la stanchezza ve lo concede, andate a visitare la galleria del fotografo Americano McDermott, in centro a Siem Reap: troverete delle immagini di Angkor assolutamente imperdibili (vedi sito www.mcdermottgallery.com).

3^ giorno

Dedichiamo l’ultimo giorno alla visita dell’ultimo gruppo di templi, il Roluos Group.

Situato a circa mezz’ora (in tuk-tuk!) dal centro di Siem Reap, il Rolous Group e’ costituito da tre complessi: Lolei, Preah Ko e Bakong. Rappresenta cio’ che resta di Hariharalaya,la prima grande capitale dell’impero khmer, fondata da Jayavarman II. Il nome Rolous deriva dalla sua vicinanza al moderno centro abitato omonimo.

I tre complessi sono tutti e tre induisti, dedicati a Shiva e Vishnu. Sono complessivamente il gruppo piu’ antico all’interno del Parco e la dislocazione in aperta campagna li rende ancora piu’ suggestivi degli altri templi.

La visita al Rolous Group vi impegnera’ la mattinata.

Vi rimane un pomeriggio da spendere in piena liberta’… chi scrive ha visitato una scuola elementare e vi invita a fare altrettanto.

Enrica Costamagna

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