L’Agenzia per l’Ambiente Russa approva il progetto siberiano.

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8 Marzo 2006

PECHINO: Dopo anni di tentennamenti, l’Agenzia per l’Ambiente Russa, ha finalmente dato il via al progetto di costruzione di un oleodotto che dovrebbe portare il petrolio siberiano in Cina, Giappone e Corea.

Il progetto di costruire una pipeline che trasportasse il petrolio russo dalla Siberia, il distretto di Angarsk, a Daqing, raffineria cinese ormai a secco di petrolio, era già stato presentato e firmato dalla ormai smantellata compagnia petrolifera Yukos, di Michail Kodorkoskij, incriminato due anni fa per frode contro la Federazione Russa e condannato nel dicembre 2004.

Il progetto venne allora bloccato, anche per la presenza di una forte lobby giapponese nei centri del potere moscoviti che spingerebbe a far sì che l’oleodotto arrivasse direttamente a Nahodka, vicino a Vladivastock.

A dicembre 2005, Vladimir Putin garantì al Giappone che l’oleodotto si sarebbe fatto verso quest’ultima destinazione.

Roman Vazhenov, a capo del Movimento di Greenpeace, per la salvaguardia del Lago Baikal, continua a sostenere che la costruzione della pipeline, oltre ad avere effetti devastanti per l’ecosistema del Lago, avrà oltremodo effetti negativi per la reputazione russa.

Una sua dichiarazione rilasciata tuona in questi termini: ‘Se la pipeline fosse costruita sarebbe una vergogna per la Russia’.

Nel frattempo, Transneft, la compagnia di stato russa che controlla il trasporto di petrolio, ha negato ogni tentativo di pressioni o influenze sull’Agenzia per l’Ambiente Russa. Transneft, insiste sul fatto che la tecnologia usata per la costruzione della pipeline, non arrecherà danni all’ambiente.

Precisando che l’Agenzia per l’Ambiente è stata rinnovata con 34 nuovi membri che hanno approvato il progetto, al contrario del vecchio gruppo decisionale che aveva sempre bocciato il progetto, viene ora da chiedersi dove verrà diretto la pipeline, se verso Daqing o Verso Nahodka.

Le dispute tra Cina e Giappone sul controllo delle riserve petrolifere del Mar della Cina orientale sono note. L’importanza che avrebbe la pipeline anche nella questione coreana sono intuibili. Una fornitura energetica esterna allontanerebbe il fantasma della ricerca di energia nucleare, che potrebbe secondo gli Stati Uniti non essere utilizzata necessariamente per scopi civili.

Il problema resta capire, dove si dirigere la costruzione di questa pipeline e in che tempi verrà costruita.

Marianna Sacchini