L’avvento della “Click Generation” in Cina: Internet strega i giovanissimi

PECHINO: “Il fine giustifica i mezzi”, tanto in politica quanto negli affari: se lo scopo di alcune aziende che nascono e si sviluppano interamente online è ampliare la propria base di clienti, e il mercato degli utenti “maturi” è saturo, non è forse comprensibile che si tenti di far presa sui minorenni ?

 

Questo è  già successo anche in Cina, soprattutto negli ultimi due anni; naturalmente, le ragioni alla base dell’ampliamento del target in questione si possono riassumere nella pura e semplice necessità, per le aziende coinvolte in un simile cambiamento strategico, di garantirsi maggiori e più sicuri profitti in un mercato, quale è quello del Web, in cui la concorrenza si fa sempre più agguerrita –             e, di conseguenza, le risorse disponibili sempre più scarse -.

 

In particolare, sono i social network a godere di maggiore popolarità presso i giovanissimi (dai 6 ai 14 anni): si pensi che il primo in classifica, Mole Manor (“La casa delle talpe”, creato daTaomee Inc., Internet company shanghaiese che ha visto la luce nel 2007), annovera circa 50 milioni di utenti registrati, corrispondenti al 13,8% degli under 16 a livello nazionale (dati delChina Children and Teenagers’ Fund). La piattaforma web in questione consente l’accesso a un mondo virtuale in cui ciascun membro, una volta creato il proprio alter ego (una talpa in stile decisamente cartoon), può partecipare a svariati giochi di ruolo, tutti rigorosamente online. Inoltre, sempre entro i confini della rete, è possibile acquistare tutta una serie di gadgets (pupazzi, giocattoli, libri ecc.) legati a questo vero e proprio “fenomeno di costume” virtuale.

 

L’iniziativa è piuttosto recente (maggio 2008), eppure imprecisati investitori privati hanno già riversato sul sito un milione di dollari (circa 740.000 euro) soltanto nei suoi primi sette mesi di vita. E questo non è che uno dei numerosi esempi che si potrebbero citare a conferma della vertiginosa crescita del nuovo mercato, di cui è ancora difficile stimare con precisione i potenziali profitti per chi decidesse, tanto all’interno quanto al di là delle frontiere nazionali, di accaparrarsene una quota.

 

 Se gli affaristi rampanti gongolano, decisamente meno soddisfatti sono i genitori degli inesperti clienti, non fosse altro per il fatto che l’intrattenimento si paga, e in moneta non altrettanto virtuale! Lo stesso Mole Manor, nonostante la sua popolarità, ha dovuto far fronte a non poche critiche, compresa una vera propria “gogna mediatica” nel contesto di un programma trasmesso, nel settembre dello scorso anno, dalla televisione di Stato (CCTV); in risposta a ciò, i gestori della piattaforma hanno introdotto una serie di applicazioni e filtri attraverso cui è stata abilitata la funzione di parental control, nonché sistemi di cronometraggio volti ad avvisare gli utenti in caso di connessioni eccessivamente prolungate. D’altronde, era inevitabile un compromesso tra i “magnati della rete” e i legittimi tutori di coloro che, per ragioni d’età, vengono considerati “soggetti deboli”.

 

In effetti, recenti cifre lasciano pochi dubbi in merito alla fragilità di bambini e preadolescenti: stando a un sondaggio condotto dal Comitato Provinciale del Guangdong della Lega della Gioventù Comunista Cinese, nella sola provincia citata la “dipendenza da Internet” colpisce oltre 460.000 giovani; a livello nazionale (fonte: Il Quotidiano del Popolo online), lo stesso dato oltrepassa quota 24 milioni di individui. La prima causa di questo disturbo sono proprio i giochi di ruolo online, di fronte ai quali le inconsapevoli vittime di sottili strategie di mercato sembrano perdere completamente la percezione del tempo.

 

Per fortuna ci sono ancora persone come Zhu Guannan, fondatore di Huadoo.com, portale che, dallo scorso mese di dicembre, fornisce materiale didattico multimediale appositamente pensato per far divertire e, al contempo, istruire gli studenti della scuola primaria. Per essere il primo, recentissimo sito di questo genere, Huadoo.com annovera già più di 30.000 utenti. Come si può vedere, il celebre aforisma machiavellico vale anche per una buona causa, anzi, per un buon fine.  

Francesco Imparato

Asian Studies Group Research Staff

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