L’ultimo film di Wong Kar Wai: My Blueberry Nights , un bacio romantico

L’ultimo film di Wong Kar Wai: My Blueberry Nights , un bacio romantico

20 Marzo 2008

Regia: Wong Kar Wai

Interpreti: Jude Law, Norah Jones, David Strathairn, Rachel Weisz, Natalie Portman

Hong Kong/ Cina/ Francia, 2007

Molta era la curiosità sul primo film occidentale di Wong Kar Wai. Avrebbe assorbito le atmosfere e gli umori di un altro Continente e di un altro Cinema, mimetizzandosi come ha fatto Ang Lee, o sarebbe rimasto nel suo intimo orientale? Vedendo "My Blueberry Nights" (non badate all’imbecillità del titolo italiano "Un bacio romantico") si può affermare che Wong Kar Wai resta soprattutto se stesso, il poeta degli amori persi e sfiorati, il cineasta dal tocco inconfondibile che, in ogni luogo si spinga vagabondo (l’Argentina di "Happy Together", l’Oriental Hotel di "2046", la caffetteria di "My Blueberry Nights") canta la difficoltà di capirsi e di amare. La sua è un’America di piccola umanità alla deriva, vista con lo sguardo estraniato del forestiero, che lo avvicina forse più alla sensibilità europea di un Wenders che a quella dei cineasti americani. E vi si sperde come nella Hong Kong di "Hong Kong Express" o di "Angeli Perduti", per soffermarsi su un microcosmo di diversi cui pochi prestano attenzione, come quelle torte di mirtilli abbandonate sempre sul bancone, che si incontrano, si sfiorano e si assomigliano nelle loro tristezze e solitudini.

E’ una storia di occasioni mancate e di nuovo raccolte, di ricordi che sbiadiscono abbandonato un luogo, di amori che si cancellano col tempo, di chiavi lasciate per rabbia e di attese di riaprire quelle porte chiuse, di lontananze, lettere che si incrociano e non si raggiungono, diari mentali. Storie che si concatenano da una caffetteria all’altra, sciolte nella luce al neon, riflesse dietro vetri opachi e insegne luminose, da cui qualcuno esce sempre chiudendosi dietro la porta. Illuminate dai visi bellissimi di Jude Law (straordinario il suo personaggio) e Norah Jones, dall’avanzare sinuoso e provocante di Rachel Weisz, dalla disperazione di David Strathairn, da un’insolita Natalie Portman sbandata giocatrice d’azzardo. Struggenti come gli addii che restano così difficili da dire.

Gabriella Aguzzi

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