Malesia: corso anti-razzismo all’università

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18 Luglio 2006

KUALA LUMPUR: Un corso obbligatorio sulle relazioni etniche è iniziato ieri in un’università malese tra le accuse avanzate per il suo tono razzista, che si teme finirà per allontanare le diverse razze più che avvicinarle.

Secondo i critici, la causa è il testo del corso, che accusa le minoranze cinesi ed indiane delle proteste etniche scatenate nel Paese, evitando però di citare il contributo di queste nella costruzione della nazione.

L’opposizione sta chiedendo al governo di ritirare il testo dal corso e riscrivere parte del suo contenuto. Il testo dà infatti un’ampia visione nazionalistica della società malese pre-coloniale, la posizione dell’Islam, l’arrivo dei britannici e i cambiamenti radicali avvenuti con l’arrivo dei migranti cinesi ed indiani, ma non cita i contributi dei pionieri cinesi nello sviluppo socio-economico del Paese.

Il Governo aveva assunto degli esperti per pianificare il corso lo scorso anno, dopo che uno studio aveva mostrato che le principali etnie nazionali, ovvero quella malese, indiana e cinese raramente interagiscono tra di loro se non sul posto di lavoro. Il campus universitario è allora stato scelto come il posto più adatto per far incontrare le varie etnie promuovendone gli scambi, e il corso sulle "Relazioni etniche" aveva appunto questo obiettivo.

Secondo i critici il problema risiede nel trattamento che il testo riserva alla storia contemporanea. Incolpa i cinesi per lo scoppio delle rivolte razziste contro i malesi nel 1969 e gli indiani per una dimostrazione di protesta minore nel 2001.

L’opposizione intende presentare una mozione in Parlamento questa settimana per costringere il governo a ritirare il libro di testo. La disputa sui libri di storia è infatti un argomento "caldo" per i media locali.

"La Malesia è stata ed è tuttora un melting pot di varie razze, ma il contributo della comunità cinese ed indiana allo sviluppo socio-economico del nostro Paese è minimizzato negli attuali libri di testo", dichiara lo storico Ranjit Singh Malhi sul quotidiano governativo ‘New Straits Times’.

Tuttavia, il Governo resta fermo nella sua decisione, non volendo ritirare il testo, ma solo apportare delle modifiche, dopo aver valutato attentamente le critiche.

Ylenia Rosati