Milano Fashion Global Summit a Shanghai: rilocalizzare il fashion in ottica cinese

SHANGHAI: l’ Intercontinental Shangai Expo ospiterà oggi  la IX edizione del Milano Fashion Global Summit, data che coincide con il
passaggio del testimone tra l’Expo di Shanghai 2010 e quella di Milano 2015. Quest’appuntamento si rinnova ogni anno e rappresenta il più
importante evento internazionale dedicato all’evoluzione del mercato dellamoda e del lusso. A Shangai si riuniranno i principali protagonisti italiani ed internazionali per analizzare lo scenario e le prospettive del settore e le opportunità di investimento per gli imprenditori cinesi.

Il Milano Fashion Global Summit è organizzato da Class Editori in collaborazione con The Wall StreetJournal, Camera Nazionale della Moda Italiana, Fondazione Italia Cina e Merrill Lynch Bank of America.
Le istituzioni saranno rappresentate da Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, e daBeniamino Quintieri, general commissioner Italia per Expo Shanghai 2010.

Il filo conduttore dell’evento: “Discover True Italian Style. A Business Opportunity for ChineseEntrepreneurs”.

Durante la giornata si dibatteranno alcuni temi di grande interesse, partendo da un’analisi dell’attualescenario macroeconomico: il futuro del lusso in Cina, il valore del Made in Italy e come valorizzarlo, il contributo della finanza allo stile, le storie dei marchi e delle aziende pionieri in Cina e quelle di successograndi protagoniste dell’Italian style etc.

Fra gli speakers alcuni dei nomi più importanti della moda e del lusso italiano nel mondo: Diego Della Valle(Presidente e Ceo gruppo Tod’s), Michele Norsa (Ceo Salvatore Ferragamo), Donatella e Santo Versace (vicepresidente e presidente Versace), Frida Giannini (direttore creativo di Gucci), John Hook (Deputy Chairmandi Giorgio Armani Group) e Mario Boselli (Presidente Camera Nazionale della Moda), Lavinia Biagiotti (Vice Presidente Biagiotti Group) e Angela Missoni (direttore creativo Missoni).

Inoltre, Gianluca Brozzetti (Ceo Roberto Cavalli) e Saverio Moschillo (Presidente Gruppo Moschillo – JohnRichmond), Ennio Capasa (Direttore Creativo e Amministratore Costume National), Andrea Morante (Ceo Pomellato) e Massimo Carraro (presidente e a.d. Morellato,), con Marco Palmieri (Ceo Piquadro), FabioLeoncini (Direttore Generale Luxury Division Loro Piana), Alberta Ferretti (direttore creativo Alberta Ferretti) e Francesco Pesci (Direttore Generale Brioni).

Il Milano Fashion Global Summit vuole rappresentare un’occasione per diffondere e valorizzare i branditaliani in un mercato recettivo come quello cinese, nonché porre particolare enfasi sulle opportunità di business aperte per gli stessi imprenditori cinesi.

Attualmente la Cina si trova al secondo posto a livello mondiale per quanto riguarda il mercato del lusso epotrebbe, nel giro di breve tempo, conquistare il primo. Si stanno, infatti, sviluppando una serie di brand cinesi sinonimo di lusso e “alta moda”. In alcuni casi si tratta di veri e propri marchi cinesi (ad esempio,Shanghai Tang e Qeelin) che si stanno ampiamente sviluppando. In altri casi siamo di fronte ad importanti
griffe occidentali che sviluppano strategie volte a rafforzare la propria presenza in Cina non esportandosemplicemente il proprio marchio ma creandone uno ad hoc per il mercato di riferimento.

Ricordiamo a tal proposito il caso Hermès. L’azienda francese ha creato recentemente un nuovo brand,Shang Xia, di prodotti cinesi di alto livello (pensati e prodotti in Cina). Ecco le parole di Patrick Thomas, amministratore delegato del Gruppo: “noi funzioniamo così, la nostra idea era trasferire la filosofia diHermès in Cina. Fare, insomma, un Hermès cinese”.

Al Milano Fashion Global Summit sarà presente anche il direttore artistico di Shang Xia, Qiong-Er Jiang, araccontare, insieme ad altri esponenti, il punto di vista cinese ed asiatico sull’evoluzione del settore.

Un altro esempio in tale direzione è rappresentato da Levi Strauss & Co. L’azienda americana ha, infatti,lanciato l’etichetta Denizen appositamente per il mercato asiatico (Cina, Korea e Singapore), con la quale si propone di raggiungere i giovani asiatici fra i 18 e i 28 anni facenti parte della middle – class che oggi puòbeneficiare di nuovi vantaggi.

Questo il panorama attuale. Rimangono ancora molte domande: l’Italia potrà davvero perdere il proprioprimato di “paese d’alta moda”? Quale margine d’azione hanno le aziende italiane per ampliare la forza del “made in Italy”? Quali le opportunità che il mercato cinese ha ancora da offrire nel settore del lusso?Speriamo che il Summit di Shangai possa fornire un quadro più chiaro.

Sara Gatti

 

 

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Sito ufficiale del summit e programma della giornata

Shang Xia – Luxory Brand

Denizen – China, Korea, Singapore

ASG  – Milan, Rome, Tokyo, Shanghai – business mediation 

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