Nel Laos in Viaggio: “Vang Vieng-land”, la città parco divertimenti dell’Asia

Nel Laos in Viaggio: "Vang Vieng-land", la città parco divertimenti dell’Asia

14 Marzo 2008

Il villaggio laotiano di Vang Vieng è un posto che offre incredibili attrazioni naturalistiche. Tuttavia, a causa della trasformazione che ha subito in seguito all’invasione di giovani turisti occidentali, sono in molti a non amare questa città. Su internet troverete infatti blog e forum pieni di commenti negativi sul posto, che secondo molti non ha nulla di asiatico ed è ormai diventata una dimora per hippy e ragazzi in cerca di avventure naturalistiche da raccontare tornati a casa (questo grazie alle grotte che si possono esplorare, alle pareti rocciose che si possono scalare e ai fiumi che si possono discendere in canoa o su una camera d’aria). Ciò nonostante, Vang Vieng costituisce un sito senza paragoni nel resto del sud-est asiatico e, se anche abbia perso la sua "asiaticità", di certo- con le sue attrazioni uniche- non ha perso in originalità. Anche i dintorni della città, facilmente visitabili affittando un motorino o una bicicletta, sono ricchi di paesaggi splendidi e meno battuti, dove si susseguono risaie e piccoli villaggi intervallati da spettacolari formazioni carsiche.

Il nostro primo impatto con Vang-Vieng, dove siamo arrivati in moto di sera tardi, è stato attraverso Jess, una ragazza statunitense che, seduta al tavolo della guesthouse dove stavamo consumando una cena veloce, ci ha detto con una dolce voce sballata e un sorriso pieno di pace "Vang Vieng is great!". Mentre si accendeva l’ennesimo spinello, Jess ci ha raccontato di essere in viaggio nel sud-est asiatico già da tre mesi e che si trovava a Vang Vieng da una settimana, ma non aveva nessuna intenzione di andarsene a breve tempo. Il tizio seduto affianco a lei, un francese di nome Thomas, si trovava a Vang Vieng da ben sei settimane. Secondo Thomas, che era già passato dalla città qualche anno fa, in passato il posto era anche meglio, perché si poteva fumare ganja liberamente sulle sponde del fiume. Poi, infelicemente, alcuni poliziotti incominciarono a multare i ragazzi che venivano colti in flagrante, con la conseguenza che il posto è diventato molto più controllato e i turisti,a suo dire, hanno cominciato ad abbandonare la città. Oggi, presso i bar sul fiume, si trovano cartelli che dicono "Do Not Smoke Drugs Here, Thank You", una richiesta abbastanza ironica in un paese dove in teoria l’uso di droghe sarebbe vietato.

A Vang Vieng potrete cimentarvi in una serie di attività "semi-estreme", quali l’arrampicata sulla roccia, la discesa di un fiume in canoa, l’andare in moto per strade sterrate o l’esplorazione di grotte molto profonde. Per il centro della città troverete diversi tour operator che potranno fornirvi guide e materiale per la maggior parte delle attività nelle quali vorrete cimentarvi, ad un prezzo contenuto.

Tutta la zona nei dintorni di Vang Vieng è disseminata di grotte più o meno facili da esplorare. La più spettacolare è la Phoukhan Cave, profonda circa 400 metri e molto grande all’interno. Il problema principale è arrivare all’ingresso della grotta, dato che dovrete arrampicarvi per un pendio ripido e scivoloso. Una volta all’interno c’è molto fango e umidità per cui procuratevi delle scarpe adatte e vestiti a cui non tenete troppo. È possibile farsi accompagnare da una guida e noi ve lo consigliamo vivamente, dato che la guida vi mostrerà cunicoli e altre formazioni all’interno della grotta che altrimenti probabilmente vi perdereste (e costringerà i claustrofobici ad arrivare fino alla fine). La nostra "guida" era un bambino di 8 anni, che per 2 dollari ci ha portato in giro tra stalattiti e stalagmiti, laghetti sotterranei e rocce dalle forme più strane. La grotta si trova presso una piacevole laguna blu dove, una volta ritornati dalle viscere della terra, potrete fare il bagno (e lavarvi- visto che non tornerete molto puliti dall’esplorazione della Phuokhan cave) e anche mangiare qualcosa. Se siete amanti di caverne, comprate una delle cartine di Vang Vieng in vendita presso la maggior parte delle guest-house del villaggio: qui infatti sono segnalate le maggior caverne della zona.

Vivamente consigliata è anche la discesa in canoa del fiume Nam Song. In città ci sono diversi tour operator che organizzano la traversata del fiume da un punto 18 chilometri a nord di Vang Vieng fino alla città. Con 10 dollari avrete a disposizione una canoa, una borsa impermeabile dove mettere macchina fotografica e altro, un giubbino salvagente, una o due guide per il gruppo e il pranzo. La discesa del fiume in canoa non richiede particolari doti da canoista (anche se noi siamo riusciti ad incagliarci in una roccia e stavamo per capovolgerci). Generalmente il tour include una visita alla grotta dell’Elefante (non troppo impressionante), e una visita ad un’altra grotta che si trova in mezzo al fiume e che si compie sdraiati su delle camere d’aria (vivamente sconsigliata ai claustrofobici: la grotta è bassissima e avere sotto di se dell’acqua rende il tutto molto più spiacevole!).

La maggior parte dei tour vi porterà anche presso i bar sul fiume dove potrete fare "tubing", ossia continuare la vostra discesa sul corso d’acqua comodamente sdraiati su una camera d’aria di notevoli dimensioni. Il tubing è una delle attività per cui Vang Vieng è maggiormente famosa: ci si piazza sulla camera d’aria con macchina fotografica e birra e ad ogni bar affacciato sul fiume si viene trainati dentro con una corda da un tizio messo li apposta per procacciare clienti, si beve, si chiacchiera con altra gente, si ascolta hip-hop americano e ci si lancia da un trampolino sospeso sul fiume ( un’attività abbastanza popolare che prende il nome di "jumping"). Una volta soddisfatti si riparte, e di nuovo ci si ferma ad un altro bar e si ricomincia daccapo.

Dopo una giornata ricca di attività all’aperto e a contatto con la natura, uno dei passatempi preferiti di molti degli occidentali che si trovano a Vang Vieng, e che spesso arrivano qui dopo mesi di peregrinaggi per l’Asia, e di guardare finalmente un po’ di tv occidentale. In tutta la città, infatti, sono disseminati dei bar, tutti aperti verso l’esterno, con dei comodi cuscini piazzati di fronte a delle televisioni che trasmettono 24 ore al giorno puntate di varie serie tv americane. I cosiddetti "tv-bar" sono spesso molto criticati dagli occidentali in cerca del vero cuore dell’Asia: qui si possono bere milkshake e si possono mangiare hamburger con patatine fritte mentre si guarda l’ultimo episodio della serie tv "Friends".

Una volta soddisfatti con la vostra cena, potete continuare a incontrare gente e chiacchierare nel centro della città o fare ritorno alla vostra guest-house per un sonno ristoratore. Per dormire consigliamo la Maylyn Guesthouse, che si trova aldilà del fiume: bungalow in stile laotiano, cibo ottimo e il proprietario (un irlandese di nome Jo) che saprà intrattenervi con milioni di storie, prima di andare a riposare sotto la vostra zanzariera, accompagnati dal suono delle cicale che cantano.

dalla nostra corrispondente, Ameriga Giannone

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