Nucleare: Corea del Nord, la carta cinese

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6 Luglio 2006

PECHINO: La condanna è stata inequivocabile: "è inammissibile e inaccettabile. Si tratta di una chiara provocazione da parte delle autorità nord-coreane".

Il lancio di Pyongyang dei 7 missili, incluso il Taepodong-2, è stato "una sfida alla comunità mondiale" e un "tentativo inappropriato ed eccessivo di dimostrare la propria forza militare".

Il commento è venuto non da Washington, come si potrebbe pensare, ma da Mosca, un tempo forte sostenitrice del regime stalinista nord-coreano.

La Russia, come altri partner nelle discussioni delle 6 nazioni sulle ambizioni nucleari nord-coreane, è "allarmata" da questi test missilistici. Come Washington e Pechino, Mosca ha ripetutamente messo in guardia da una mossa del genere.

La condanna più significativa è venuta da Pechino. La Cina ha dichiarato, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Liu Jianchao, di "essere seriamente preoccupata" dagli eventi, ma ha invocato "calma" da parte degli altri paesi. Dati i suoi rapporti di lunga data con la Corea del Nord, questo suo "minimizzare diplomatico" nasconde una reazione molto più esplosiva. La Cina avrebbe infatti tutti i diritti di essere arrabbiata. La scorsa settimana, il premier Wen Jiabao aveva avvertito Kim Jong II di non proseguire con il lancio. Nel frattempo, un vice premier cinese dovrebbe arrivare a Pyongyang lunedì per celebrare il 45esimo anniversario di un trattato di amicizia bilaterale.

La scelta del giorno del lancio, il giorno dell’Indipendenza americana, è stata "apertamente provocatoria", "un affronto deliberato" da parte dei nord-coreani alla richiesta della Cina per una ripresa diplomatica nel corso dell’ennesimo round di colloqui delle 6 nazioni che sta ospitando. Colloqui che però non hanno portato ancora a nulla, anche a causa delle minacce americane di sanzioni finanziarie ai nord-coreani per il loro coinvolgimento in contraffazioni di valuta americana. Messi al muro da queste accuse, i nord-coreani hanno reagito con la "solita belligeranza", e potrebbero aver lanciato i missili in un tentativo di ottenere delle concessioni dagli Usa – una tattica che si è già dimostrata utile in passato. La Corea del nord potrebbe infatti sentirsi oscurata dalla situazione di stallo iraniana, riferiscono degli osservatori a Pechino.

"La Corea del Nord si sente probabilmente ignorata, mentre l’Iran ha ricevuto diverse offerte", ha detto Jin Canrong, un esperto di relazioni internazionali presso l’Università Popolare di Pechino.

Comunque, secondo degli esperti cinesi, ciò non spingerà la Cina a cambiare la sua politica diplomatica con la Corea del Nord. Il Colosso asiatico considera infatti i suoi rapporti con Pyongyang troppo importanti per mettersi in gioco. Inoltre, non va dimenticato che la Cina rappresenta il principale partner commerciale della Corea del Nord, e contribuisce a gran parte degli investimenti esteri nell’economia nord-coreana.

Tuttavia, l’effetto del lancio è stato destabilizzante per l’intera regione, soprattutto per il Giappone che, sconvolto dall’atterraggio dei missili nelle sue acque, ha reagito rapidamente, congelando i trasferimenti di denaro e interrompendo voli charter. Ancora più significativa, comunque, sarà la sua reazione militare.

I missili porteranno molto probabilmente ad un cambiamento decisivo nella politica difensiva giapponese, che dalla posizione di "scudo" del dopoguerra passerà a quella pro-attiva della "spada e dello scudo", cambiando inevitabilmente l’equilibrio militare nell’intera regione e mettendo in allerta la Cina.

Da anni infatti la Cina ha esagerato la questione del militarismo giapponese per scopi interni e ora potrebbe dover fare i conti con una vera rimilitarizzazione dell’Arcipelago.

Le resta comunque una scelta: continuare a proteggere Kim Jong II, aiutando il suo regime in bancarotta o, per la prima volta, aumentare la pressione sulla Corea tagliando i rifornimenti petroliferi. Pechino deve oramai comprendere questa realtà, per i suoi interessi nazionali così come per la stabilità globale.

Ylenia Rosati