Nuova catastrofe in Indonesia

27 Maggio 2006

Giakarta: Il numero delle vittime crescerà di ora in ora. Al momento si parla di oltre 2.700 morti, causati dal terremoto che nella notte di sabato ha colpito, Yogyakarta, nel cuore dell’Indonesia. La scossa è avvenuta alle 5:54 del mattino ora locale (le 0:54 in Italia), con grado 6.2 della scala Richter, ad una profondità di 25 chilometri. I vulcanologi non attribuiscono il terremoto all’attività del Monte Merapi, vulcano sito nei pressi dell’epicentro e la cui attività era stata registrata in aumento nell’ultimo mese. Il Centro Sismologico di Giakarta ha dichiarato che non c’è il rischio di Tsunami.

I palazzi reali di Yogyakarta e il vicino tempio di Borobudur, il più antico complesso buddista al mondo, secondo fonti locali sarebbero intatti. Anche il tempio indù di Prambanan vicino Giakarta, non avrebbe riportato danni considerevoli.

Il Presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, ha dato ordine all’esercito di evacuare i superstiti. Il sottosegretario ai trasporti, Hatta Rajasa, ha riferito che l’aeroporto di Yogyakarta è stato chiuso.

Dopo il terremoto seguito dalla tsunami che aveva colpito la provincia di Aceh, nel dicembre 2004, provocando oltre 170.000 vittime, e quello del marzo 2005 che causò la morte di oltre 1.000 persone nell’isola di Nias, vicino a Sumatra, la scossa di questa notte dà un ulteriore colpo all’intera regione.

Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha dichiarato che invierà aiuti alla popolazione indonesiana, e che al momento non vi sarebbero dispersi di nazionalità italiana tra le vittime.

Marianna Sacchini

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