Nuovo giro di vite sui media cinesi

4 Luglio 2006

PECHINO: La Cina ha avanzato una proposta di legge che prevede una multa per gli organi di informazione che riportano notizie su proteste e disastri senza previa approvazione ufficiale, cui obiettivo è "incoraggiare un giornalismo responsabile" e non punire il giornalismo indipendente, sostengono le autorità.

Wang Yongqing, vice ministro dell’Ufficio degli affari legislativi del Consiglio di Stato, ha dichiarato che questa legge potrebbe essere applicata anche agli organi di informazione stranieri.

I giornalisti stranieri, da parte loro, hanno reagito criticando la proposta di legge come parte di una campagna lanciata dal Governo per rafforzare ulteriormente il controllo sui media.

Le agenzie d’informazione che danno notizie "sulle emergenze in atto nel Paese" senza autorizzazione possono essere punite con multe fino ad un massimo di 12.500 dollari.

Wang ha però sottolineato, nel corso di una conferenza stampa, che le multe saranno imposte solo nel caso in cui le notizie arrechino "gravi danni alla società", sostenendo che la legge non intende affatto impedire un giornalismo indipendente. Al contrario, la legge intende "impedire a certi organi d’informazione di diffondere informazioni false che potrebbero essere malinterpretate dal pubblico e causare un inutile panico", aggiunge Wang.

Il Comitato per la protezione dei diritti dei giornalisti (con sede a New York) la scorsa settimana ha chiesto alla Cina di bloccare la legge, in quanto "mero tentativo del Governo comunista di stringere la sua morsa su una stampa cinese sempre più guidata dalla logica di mercato.

Gli organi di informazione cinesi, tutti di proprietà statale, negli ultimi anni hanno ricevuto maggiore "spazio editoriale" da parte del Governo, nella speranza di renderli commercialmente competitivi e ridurre la necessità di sussidi statali.

La legge definisce "emergenze" i disastri naturali, incidenti, problemi del settore sanitario pubblico e crisi di sicurezza sociale, come nel caso di rivolte di contadini e scontri con la polizia.

"La definizione di ‘gravi conseguenze per la società’ è vaga, e si presta facilmente alla libera interpretazione del governo locale", dichiara Zhen Jiang, direttore del dipartimento dei mass media presso l’Università di Scienze Politiche e aggiunge "inoltre, la bozza autorizza i governi locali a controllare la fonte dell’informazione".

Secondo Wang principale obiettivo della legge è la promozione della "trasparenza e responsabilità" nella gestione delle informazioni, permettendo una diffusione di notizie "accurate" e in tempo reale e impedendo ulteriori tentativi di insabbiare le notizie o nascondere casi di emergenza.

Tuttavia, sono in molti a pensare che queste clausole non faranno che rendere ancora più semplice per il Governo penalizzare chi protesta contro le ingiustizie sociali e lotta per i propri diritti.

Ylenia Rosati

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