Opportunità in vista grazie a progetto risparmio idrico cinese

3 Aprile 2006

PECHINO: La Cina mira a ridurre il consumo idrico nazionale per uso industriale del 30% nei prossimi 5 anni. La Cina è, infatti, uno dei maggiori consumatori di acqua al mondo e 17 delle sue province in questi anni sono state costrette a dei tagli nei rifornimenti idrici. Circa 400 delle 660 città cinesi finora monitorizzate soffrono di carenza di acqua e la situazione è particolarmente grave in 136 di queste. Il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo aumenterà la tensione in molte industrie ad alto consumo idrico e aprirà nuove opportunità di business nell’ambito della gestione delle risorse. "Nei mesi e negli anni a venire, i prezzi dell’acqua aumenteranno significativamente e l’industria pesante dovrà sostenere costi molto più alti", ha riferito Jing Urlich, management director presso la JP Morgan. Diversi i settori a dover affrontare l’aumento dei costi, quali il tessile e il petrolchimico. La spinta ad un consumo idrico più responsabile creerà probabilmente maggiori opportunità per le società che già hanno conoscenze tecniche e operative per migliorare la gestione delle strutture, come nel caso della Berlin Water, Thames Water, Suez, Hong Kong e China Gas. I rifornimenti idrici delle municipalità cinesi sono solo un aspetto del problema. Solo il 30-40% dell’acqua è riciclata, rispetto alla media dell’80% dei Paesi sviluppati. L’aiuto dei mercati stranieri sarà indispensabile a riportare queste industrie in linea con quelli che sono gli standard internazionali. L’ostacolo principale per i potenziali investitori restano i severi controlli esercitati dallo Stato sulle tariffe idriche. La media dei prezzi sull’acqua si aggira intorno ai 2 yuan per metro cubo, ovvero il 20% della tariffa in vigore tra i paesi industrializzati. "Se i tassi restano troppo bassi, le società non sono incentivate ad investire", sottolinea Urlich. Pechino è consapevole di doversi muovere con cautela nell’ambito della riforma delle tariffe sull’acqua. L’80% dell’acqua in Cina è destinato all’agricoltura, perciò la questione ora è come aumentare le tariffe sull’acqua senza però aumentare la già grande tensione nelle campagne.

Ylenia Rosati

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