Pechino e la cultura del Cha: viaggio di degustazione nella capitale

Pechino e la cultura del Cha: viaggio di degustazione nella capitale

21 Maggio 2007

PECHINO: La cerimonia del tè, ossia l’arte di preparare, servire e bere il tè ha, ma soprattutto ha avuto, un posto di assoluto rilievo nel diversificato panorama delle tradizioni e delle usanze della cultura cinese. La differenza con la cha no yu, o cerimonia del tè giapponese, è che in Cina si da maggior rilievo alla qualità della bevanda, piuttosto che alla vera e propria cerimonia.

La letteratura cinese sul tè è ricchissima, ma una fra tutte è l’opera di maggior rilievo, talmente popolare che il suo autore Lu Yu, morto nell’804, è considerato dai coltivatori della pianta una vera e propria divinità: parliamo del Cha Jing, il Classico del Tè. Lu Yu definisce migliore il tè raccolto in alta montagna "(…) dove prevalgono la nebbia e la neve, cosa che conferisce un gusto migliore alle foglie(…); queste devono essere raccolte da esperti ,poichè è un’arte.(…) Ci si può ammalare se si beve tè che è stato raccolto nella stagione sbagliata o impropriamente lavorato o mescolato con erbacce". Lu Yu invitava a copiare le pagine del suo canone su rotoli di seta e di appenderle al muro in modo da averle sempre sotto gli occhi.

Risultato di una combinazione materiale e spirituale, rinvigorente ma anche rilassante, il tè è per i cinesi, ma anche per i cittadini del resto del mondo, una bevanda, un momento di relax, ma soprattutto una cultura.

Le abitudini sulla preparazione e sulla consumazione del tè variano a seconda della regione: per esempio nel nord della Cina prevale la consumazione del tè profumato, nell’est si preferisce il verde, nel Fujian e nel Guangdong il tè nero è quello che va per la maggiore.

Rilevante è sicuramente anche il servizio da tè, e ancor di più il colore e il materiale in cui è realizzato: i Tang preferivano la porcellana verde delle province dello Shaoxing e di Zhejiang; i Song amavano la porcellana nera o comunque molto scura; i Ming amavano sposare il colore della porcellana con le gradazioni cromatiche della bevanda. Una conoscenza più approfondita si può avere visitando il Museo del Tè di Hangzhou, unico al mondo, in cui sono raccontate la storia delle foglie, le tradizioni legate al loro utilizzo, gli strumenti per la preparazione. Quattro edifici con cinque sale di esposizione: si parte dalla storia dell’origine della bevanda, in cui si narra che un monaco buddista del VI sec. DC la utilizzava per rimaner sveglio; nelle altre sono descritte le varietà di tè e la loro coltivazione, gli utensili per la preparazione, ( con particolare attenzione alle teiere ), i costumi tradizionali.

Oggi i gesti e le posture che introducono alla degustazione di un bollente tè, si possono ammirare nelle numerose case da tè sparse in tutta la Cina. Questi locali, giustamente considerati tradizionali, sono stati costruiti ad imitazione delle case di persone illustri come poeti, letterati, pittori, che ricevevano i propri ospiti in stanze esclusivamente adibite alla preparazione e alla consumazione del tè, dotate di arredi essenziali come un tavolino con sedie in legno e gli utensili tradizionali per la preparazione.

Molte sono le cha guan o case da the a Pechino: la Sheng Lan Xuan , nel parco Qing Nian, dove ogni sabato e domenica, dalle 2 alle 5 del pomeriggio, oltre a gustare dell’ ottimo tè servito in alti bicchieri, si può ascoltare la musica degli gu zheng — strumenti tradizionali cinesi — egregiamente suonati dagli studenti del Conservatorio Centrale. Frequentatissima dai pechinesi, soprattutto ragazzi e famiglie, questa casa da the è sempre gremita, forse grazie anche alle numerose iniziative della direzione: per esempio ordinando un kit di tè wuloong, una delle cameriere mostrerà gratuitamente la "vera cerimonia del tè", osservando fedelmente i gesti e le posture indicate dalla tradizione; inoltre per soli 15 yuan si possono affittare ma-jong, scacchiera cinese, go o carte.

Nel distretto di Haidian, costruita nello stile di una residenza di campagna, c’è la Huang Ye ( vicino la casa di Cao Yuan ). Molti clienti la frequentano più che per gustare del raffinato tè, per la sua splendida posizione, immersa nella natura dei bambù, ed anche per i suoi gustosi piatti tra cui pesce, pollo, montone, funghi, cipolle, patate dolci…a prezzi molto convenienti. Alcuni dicono che Lu Yu, non avrebbe considerato questa come una cha guan, visto che per lui il the era una "(…) bevanda pura, non accompagnata da cibo e da bere senza aggiunta di zucchero, miele, latte , riso o altre volgarità (…)".

Nello stesso distretto, altre 4 famose case da the: la Canglangting, la Jiamu, la Honglu e la Minglu.

Meno popolare ma forse più affascinante è la Jing Hua Shi, nel parco Longtan, il posto giusto per rilassarsi e scambiare due chiacchiere amichevoli.

Ma la più famosa casa da tè di Pechino è sicuramente la Lao She Cha Guan, aperta nel 1988 nel distretto Xinwu, al n°3 di Xidalu ( Qianmen ). Prende il nome dalla famosa opera teatrale diLao She Casa da Tè – scritta negli anni ’60 , ma riabilitata dal PCC e quindi diretta e proposta al grande pubblico solo dopo il ’79 – in cui sono descritte scene di vita dell’antica società pechinese. Il proprietario, Yin Shengxi, è uno studente del figlio di Qi Baishi, uno dei più famosi pittori cinesi contemporanei, ed è proprio per questo che all’ingresso, oltre al busto di Lao She, c’è anche quello dell’illustre artista.

All’ingresso i xiao’er o camerieri, vestiti con qipao o giacca alla mandarina e copricapo a zuccotto, salutano il cliente "Benvenuto, la nostra umile casa da tè è onorata della tua visita!". Una delle caratteristiche della Cha Guan LaoShi, è il servire il tè in grandi scodelle, usanza questa tipicamente pechinese, ma quasi del tutto scomparsa perché commercialmente sconveniente. Il business di Yin Shengxi, iniziò proprio con la semplice vendita di tè in scodella grande al prezzo di 2 centesimi, e per conservare le proprie radici, oggi lo staff oltre a continuare questa tradizione, ne ha lasciato immutato anche il prezzo, continuando a far pagare le scodelle grandi solo 2 centesimi. Altra peculiarità è l’uso di bricchi di bronzo con beccucci lunghi quasi un metro , usati esclusivamente per il tè verde. Il motivo del loro utilizzo è legato ad un fattore di temperatura dell’acqua: l’acqua nei bricchi è a circa 90° gradi, mentre la temperatura ideale per la degustazione è di 80°; il percorso dell’acqua in questi lunghi tubicini serve a farle perdere quei dieci gradi che le permettono di arrivare nelle tazzine a giusta temperatura. L’abilità acquisita dai camerieri nel maneggiare questi particolari bricchi senza far uscire una sola goccia d’acqua, è diventata una particolare attrattiva della Lao Shi, anche se di minor rilievo rispetto a tutte quelle presenti nel calendario di eventi che ogni giorno propone questa famosissima casa da tè: Opera di Pechino, acrobazie, Kung Fu cinese, marionette ( per i turisti spiegate in lingua inglese ).

Oltre al tè al gelsomino, più amato e più popolare a Pechino, qui ne offrono uno particolare,molto sofisticato, ottenuto dall’unione di tè e fiori. Come spiega la direttrice della casa da tè, Yu Jing " (…) selezioniamo 160 germogli di tè piuttosto teneri e li colleghiamo con un filo di cotone molto sottile, in aggiunta a diversi tipi di fiori freschi, tra cui gelsomino, camelia, osmanto e giglio. (…) La consumazione di questo tipo di tè è raccomandato alle donne, poiché rende il colorito particolarmente luminoso (…)" . Oltre al gusto, il cliente è catturato dalla splendida mini scenografia dei piccoli fiori che sbocciano nella tazzina uno dopo l’altro.

Anche qui è possibile acquistare piatti tipici della cucina cinese o più banali snacks, ma in una sala a parte.

Petra Flamminio

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