Raddoppia l’interesse italiano per il tessile giapponese di qualità fra novità e voglia di ripresa

MILANO: Si è recentemente chiusa la quinta edizione del Japan Textiles, la fiera milanese voluta e coordinata dalla Japan External Trade Organization per la promozione del tessile giapponese di qualità e d’avanguardia; il risultato è più che rassicurante, il doppio dei partecipanti in solo un anno di distanza, moltissime le novità in esposizione.

 

Quasi settecento colloqui di lavoro avviati e destinati a trasformarsi in parte in relazioni professionali concrete strette fra un made in Italy orgoglioso della propria creatività e lungimiranza di settore, e un mercato, quello giapponese,  da sempre considerato all’avanguardia per tecnologie applicate alla produzione e cura dei tessuti. Un centinaio sono i contratti di import e distribuzione già consolidati durante la fiera espositiva. 

 

Fra le novità più interessanti la presentazione di tessuti profumati, che grazie alla presenza di microcapsule di essenza rilasciano gradevoli fragranze quando indossati o strofinati. Oppure il tessuto più leggero al mondo , un’organza di 5 grammi al metro quadro con effetti di luce impensabili per i tessuti tradizionali, o ancora, il tessuto magico per il beach wear, perfettamente resistente garantisce effetti speciali se indossato a contatto con l’acqua, come ad esempio rivelare disegni e colori non svelati a tessuto asciutto.

 

Gli oltre quattrocento buyers italiani hanno probabilmente trovato quello che cercavano: qualità applicata a ricerca tecnica. Un binomio da sempre fedele alla produzione giapponese valido trasversalmente su ogni settore.

 

L’esperienza positiva probabilmente serve a rassicurare anche i partners commerciai giapponesi ultimamente delusi e sconfortati dal trend commerciale con il nostro Paese soprattutto per quanto concerne l’attività di export. E’ indubbio che la produzione tessile cinese rappresenti un antagonista molto forte sul mercato internazionale ma l’esperienza giapponese insegna che ogni player ha qualcosa da valorizzare anche in un settore considerato "difficile". Questo richiama sicuramente ad un bisogno di attenzione vera da rivolgersi anche al settore produttivo italiano, apparentemente aggravato dalla competizione cinese.

 

Forse che dazi antidumping e protezionismo in genere non sia davvero più la soluzione opportuna a garantire un ruolo consistente per l’esportatore italiano? E forse è parallelamente vero che la dimensione più evoluta di multi- regionalismo promozionale e commerciale è da ricercare nel ritorno alla creatività, qualità ed energia produttiva, unita forse ad una rinvigorita comunicazione, elementi su cui spesso tendiamo a non scommettere più.

 

Paolo Cacciato

 

Ricerca, mediazione e consulenza sull’Asia Orientale

 

Paolo Cacciato

Informazioni su Paolo Cacciato

Coordinatore del Business Focus China e Far East e Docente di Marketing Strategy sui Mercati dell'Asia Orientale nei Master in Internazionalizzazione di Impresa del Nuovo Istituto di Business Internazionale di Milano, sinologo e nippologo specializzato in mediazione linguistica e interculturale applicata ai processi di business development. Presidente di Asian Studies Group ©, centro studi specialistico con sedi principali in Milano Roma Padova Torino; dirige in Italia il C.U.P.I. Centro per l'Unione delle Prospettive Internazionali, già consulente d' impresa per diversi gruppi italiani, coordina ADM-EA Consulting, studio specializzato in internazionalizzazione su Cina Giappone e Corea con sede principale a Milano e desk operativi in Kobe, Shanghai, Seoul.

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