R&S in primo piano al China Italy Regional Cooperation Forum di Firenze

CINA: In alcuni precedenti articoli, in cui parlavamo di moda ed energia, la Cina faceva da protagonista. Alcune ricerche mostrano dati interessanti anche in merito al settore Ricerca e Sviluppo. Tale settore, infatti non sembra essere stato coinvolto nella crisi soprattutto se parliamo di paesi come la Cina e l’India, mercati che da sempre hanno riconosciuto nel trasferimento tecnologico e programmi di cooperazione in tale direzione la funzione propedeutica alla prospettiva di emancipazione del sistema economico e produttivo interno. Un ambito su cui ovviamente il ruolo della ricerca italiana potrebbe trovare sbocchi opportuni, soprattutto per quanto concerne progetti spesso difficilmente sostenuti all’interno delle accademie e centri di ricerca italiani per mancanza di finanziamenti o di sostegno diretto da parte di enti governativi. La spinta cinese potrebbe agevolare in una dimensione virtuosa attraverso programmi di sostegno diretto da parti di università e mimprese cinesi la necessità italiana di trovare applicazione e sbocco funzionale, un po’ come avviene su Singapore per le nano e bio tecnologie da diversi anni a questa parte.

I dati mostrano che gli investimenti in R&S realizzati nel 2009 ammontano a 1112,5 miliardi di dollari (calcolati a potere di acquisto equivalente delle monete), contro i 1125,8 del 2008. Si constata quindi una diminuzione solo dello 0,8%, a fronte di una diminuzione della ricchezza prodotta (PIL mondiale), nella maggior parte dei paesi presi in esame.

In due soli paesi, Cina e India, gli investimenti sono fortemente aumentati: del 5,4% in India e addiritturadel 20,9% in Cina. Questa netta divergenza tra Cina – India e il resto del mondo conferma il progressivo spostamento verso il Pacifico dell’asse scientifico del mondo.

Nel 2010, secondo le previsioni del Global R&D Funding Forecast, la Cina investirà più di 141 miliardi in R&S(+12,2% sul 2009) consolidando la posizione del grande paese asiatico nel mondo della ricerca scientifica: non esiste azienda italiana, piccola, media o grande, per la quale la Cina non presenti l’opportunitàdi ampliare il proprio business o, in qualche modo, di risparmiare.

In questi anni la Cina è diventata il primo esportatore al mondo non solo di prodotti a media e bassatecnologia ma anche di prodotti ad alta tecnologia e si stima che nel 2020 sarà destinata a diventare una società votata all’innovazione, e non più solo alla produzione.

Per le imprese nazionali interessate ad internazionalizzare sul mercato cinese questo significa che siapriranno interessanti opportunità di business.

Un’occasione in cui le aziende italiane potranno rendersi conto della ricchezza rappresentata dalmercato cinese della R&S è il “China-Italy Regional Cooperation Forum on Technology and Innovation”, in programma a Firenze il 10-12 novembre presso la Fortezza Da Basso.

Al forum parteciperanno 45 tra i principali centri di ricerca e imprese cinesi che coglieranno l’occasione perpresentare 100 progetti con l’intento di dar vita a future partenrship con corrispettivi italiani. Il Forum, inoltre, sarà l’occasione per approfondire la conoscenza del mercato cinese grazie ad una conferenza sulle dinamiche di sviluppo territoriale del paese asiatico e tre seminari settoriali (Life Science; Ambiente ed Energie Rinnovabili, Meccatronica e Robotica) che si propongono come luogo di confronto tra Cina e Italia nel campo della R&S.

L’evento organizzato in suolo toscano acquista maggior rilievo se interpretato alla luce dell’Anno dellaCina in Italia, inaugurato nel settembre 2010, volto alla promozione di scambi e della cooperazione internazionale in ambito culturale nonché a fornire nuovi contributi al dialogo e alla conoscenza reciprocadelle due culture (italiana e cinese). Il programma prevede numerose iniziative che promuovono non solo la cultura ma anche l’interscambio in ambito politico, diplomatico ed imprenditoriale. Qualche giorno fa (il 6 novembre) i due paesi hanno festeggiato i 40 anni di relazioni diplomatiche.

La Cina lancia continue e stimolanti sfide alle imprese italiane che vogliono cogliere le opportunitàofferte dal mercato asiatico. Tali stimoli rivestono una tale importanza che la Fondazione Italia Cina, in collaborazione con Milano Finanza e con la partnership della Camera di Commercio Italiana in Cina,organizza una premiazione annuale delle aziende italiane che meglio hanno colto le opportunità del
mercato cinese e delle aziende cinesi che meglio hanno colto le opportunità del mercato italiano.

Il 24 novembre si terrà la quinta edizione dei China Awards, in occasione della quale avrà luogo a Milano una Cena di Gala.

Ciò che emerge dai cambiamenti che stanno interessando il mercato è la centralità che la Cina starecuperando in campo economico. Diventa fondamentale quindi riconoscere l’importanza che l’internazionalizzazione, sul mercato asiatico, riveste per le imprese italiane ed, in particolare, sui beneficiche derivano dai flussi di capitali, persone, idee, beni e servizi.

Sara Gatti

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